L'editoriale di Elio Arienti - Ritorno alla "normalità"

single

Come volevasi dimostrare e come sempre è accaduto, i valori in campionato si stanno via via aggiustando e la classifica torna inevitabilmente alla “normalità” dividendosi in tre blocchi ben precisi e delineati. Chi lotta per lo scudetto e per le posizioni inerenti le coppe continentali. Chi, invece, non ha velleità di alcun tipo ma disputare semplicemente un campionato dignitoso e senza scossoni. Infine chi lotta per non retrocedere.

Certo, inizialmente qualche “stranezza” all’interno della classifica l'abbiamo notata tutti (prima il Verona, poi il Lecce nelle posizioni di vertice mentre le due romane, con qualche sconfitta di troppo sul groppone, stazionavano nelle zone basse della graduatoria). Pian piano che la stagione va dipanandosi, le cose si sono rimesse a posto e i valori, di organico e di tecnica, hanno inevitabilmente preso il sopravvento.

Così, oggi, ritroviamo le due milanesi e la Juventus punto a punto in vetta alla classifica. Le altre, Napoli, Atalanta e Fiorentina, appena sotto pronte ad approfittare di qualsivoglia passo falso delle concorrenti. Mentre Roma e Lazio con coraggio e forza d’animo stanno provando a risalire la china e recuperare il gap iniziale. E’ un bel campionato, almeno finora, più che altro emozionante ma certamente tutt’altro che spettacolare per quanto concerne la qualità del gioco espresso a parte, ovviamente, un paio, o tre, di rare eccezioni tra cui il Bologna di Thiago Motta che finora ha subito una sola sconfitta come Juventus e Inter.

TRA CAMPIONATO E COPPE EUROPEE

Quello che, anche in questo caso, farà la differenza in chiave scudetto, saranno le coppe europee (UEFA Champions League, UEFA Europa League e UEFA Conference League). Giocare a metà settimana toglie indubbiamente energie non solo fisiche ma soprattutto mentali che hanno un impatto devastante sul rendimento sia del singolo che di squadra. Ma queste sono anche le competizioni che tutti vorrebbero giocare e possibilmente vincere perché oltre ai quattrini, parecchi, che le società intascano e il prestigio che ne deriva, alzare una coppa europea, qualsiasi essa sia, è anche un vanto a livello personale, indiscutibile. E allora dai, cerchiamo di non restare impassibili al profumo di vittoria e rimettiamoci in cammino con forza e dedizione, perché arrivare in finale va bene ma serve un successo che renda orgogliosi noi stessi ma anche l’intero movimento calcistico nazionale.

ElioE
Scritto da

Elio Arienti