Allegri sulle 405 panchine con la Juventus: “Uomo e allenatore fortunato”

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Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, ha commentato le sue 405 panchine con la Juventus in un’intervista dedicata. L’ultimo match contro l’Udinese in Serie A gli ha consentito di raggiungere uno storico allenatore bianconero come Marcello Lippi per panchine alla Juventus. Inoltre oggi stesso, nel match contro il VeronaAllegri supererà Lippi, diventando così il secondo allenatore con più presenze dietro a Trapattoni, fermatosi a quota 596 panchine. In questa intervista, rilasciata ai canali ufficiali del club, ha ripercorso i suoi anni alla Juventus, concentrandosi sulle tappe più importanti del suo percorso. Ha iniziato parlando del match di ritorno dei quarti di finali della Champions 2017/18 giocato al Bernabeu contro il Real Madrid, per poi passare alla partita contro il Carpi del 20 dicembre 2015. Successivamente ha parlato di tre calciatori importanti per i suoi anni in bianconeroBuffon, Danilo e Rabiot. Infine ha concluso parlando della Juventus in generale.

L’INTERVISTA

REAL MADRID – Quella sera entro tranquillo, sapevo che la squadra poteva ribaltare il risultato. Così è stato, ma è mancato l’ultimo pezzettino. Magari avrei dovuto fare una sostituzione prima. I supplementari erano a un passo”.

CARPI – “Ho sempre detto ai ragazzi di dover vincere le partite. L’ho imparato da quando sono arrivato alla Juventus ricordando le parole di Gianluca Vialli. Non è tanto per il pareggio, mi volevano rovinare il Natale”.

BUFFON – “Gigi diceva sempre una frase ‘c’erano partite che non si devono giocare ma vincere’. Da lui ho imparato molto oltre che ammirare il grande portiere che è stato. Per vincere i trofei, si devono vincere il 70-80% delle partite, poi ci sono gli scontri diretti da giocare”.

DANILO – “Danilo è un giocatore con cui sto lavorando. È un ragazzo d’oro. È il leader di questa squadra. È un uomo di spessore e livello molto alto”.

RABIOT – “Quando è arrivato, io sono andato via. È cresciuto molto come persona ed è maturato. L’anno scorso ha fatto un campionato straordinario e si sta ripetendo. È un calciatore straordinario anche all’interno dello spogliatoio”.

JUVENTUS “Di solito la formazione degli altri la indoviniamo, speriamo quella degli altri. Ho avuto il piacere e l’onore di allenatori grandi campioni e uomini. Alla fine gli scudetti e le grandi vittorie si ottengono grazie agli uomini. Ogni volta che parlo con loro mi emoziono, hanno fatto la storia della Juventus e della Nazionale. Mi ritengo prima un uomo e poi un allenatore fortunato. Stare a contatto con grandi campioni è un privilegio per pochi. Mi sono battuto tanto”.

MatteoM
Scritto da

Matteo Sassi