All’improvviso, colui che Ceferin ha salvato dalla sua morsa, ritenendola una scelta obbligata dalla situazione finanziaria, ha parlato. Joan Laporta, neo presidente del Barcellona Football Club, si è schierato dalla parte di chi vede nella Superlega un fattore necessario.

Fonte immagine: instagram Barcellona
Questa mattina, il presidente UEFA Ceferin, aveva dichiarato che il Barcellona era colei che aveva meno colpe in questo golpe chiamato Super League. Infatti, Laporta è presidente da qualche mese, e la procedura di ammissione alla Superlega dei catalani, presumibilmente l’ha iniziata l’ex presidente Bartomeu.
Nel pomeriggio però, le parole forti, decise, e da un certo punto di vista, sconvolgenti, di Laporta, spiegano come sia necessaria la realizzazione di una Superlega:
“Abbiamo una posizione di prudenza. La Superlega è assolutamente una necessità, ma l’ultima parola sarà data dai partner. I grandi club contribuiscono con molte risorse e dobbiamo dire la nostra per quanto riguarda la distribuzione economica“
Laporta ha poi dichiarato che questo progetto deve migliorare nell’ambito della meritocrazia, facendo intendere anche come il Barcellona sia disposto a sedersi attorno a un tavolo per trattare con la UEFA:
“Deve essere una competizione allettante, basata su meriti sportivi. Siamo sostenitori delle leghe statali e siamo aperti a un dialogo con la UEFA. Abbiamo bisogno di più risorse per rendere questo un grande spettacolo. Penso che ci sarà un’intesa“.
E infine, il neo presidente catalano, ha spiegato che delle pressioni forti su alcuni club, li hanno spinti a scappare a gambe levate, ma che la proposta continua ad esserci anche senza queste squadre:
“Ci sono state pressioni su alcuni club, ma la proposta continua ad esistere. Facciamo investimenti molto importanti, gli stipendi sono altissimi e tutte queste considerazioni vanno tenute in considerazione, tenendo conto dei meriti sportivi”.
Un’ora fa anche il Barcellona, nella sua figura massima, si è esposto. Anche Laporta, come Agnelli e Perez, ha dichiarato la sua intenzione di continuare a credere nella bontà di questo progetto. Tutto ciò alla faccia di Ceferin, che solo stamattina, aveva difeso i catalani.