Asamoah sul momento no della Juventus: “È questione di mentalità”

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In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Kwadwo Asamoah ha provato ad analizzare il momento no della Juventus, squadra in cui ha militato dal 2012 al 2020.

Non ho visto tutte le partite della Juventus, ma in quelle che ho seguito la sensazione è che la fame, la determinazione e lo spirito Juve che io appresi da Conte non sempre siano massimali. Manca continuità, che è una delle qualità fondamentali per indossare la maglia della Juventus. È una questione di mentalità. Ai miei tempi Conte e i vari Buffon, Chiellini, Barzagli, Marchisio e Bonucci furono decisivi per trasmettere a me, ai giovani e ai nuovi certi valori. Adesso è rimasto Bonucci. Leonardo fa il suo, ma ora è un po’ solo... Mi spiace, ed è un peccato, non vedere più la Juventus del passato a cui eravamo abituati“.

Parlando anche di un possibile ribaltone in panchina, con il ritorno di Antonio Conte in bianconero, l’ex laterale non si stupirebbe.

Ho imparato che negli anni può succedere di tutto. Conte è un allenatore di livello mondiale e alla Juventus ha già fatto un gran lavoro in passato. Un lavoro che poi ha continuato con ottimi risultati Allegri, altro grande tecnico. Un ricordo di Conte in bianconero? Nel 2013-2014 avevamo vinto lo scudetto con qualche giornata di anticipo, ma Conte non ne voleva sapere di rilassarsi. Ci voleva sul pezzo al cento per cento perché voleva tagliare a tutti i costi il traguardo dei 102 punti“.

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Scritto da

Francesco Scanu