Atalanta-Juventus, come arrivano le squadre al big match di domenica?

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Passata la settimana di Coppa Italia in corso, che già regala i primi verdetti, gli occhi di tutta Italia domenica alle ore 20.45 saranno puntati di quel di Bergamo, dove gli orobici ospitano le zebre. L’Atalanta arriverà domenica sera al Gewiss Stadium con 1 vittoria nelle ultime 5, in emergenza tra infortuni e covid, con sole 3 vittorie in casa dall’inizio del campionato e il quarto posto perso dopo la sconfitta con il Cagliari, anche se con una partita in meno rispetto alla Juventus. Davanti alla Dea, la vecchia signora, capace di restare imbattuta nelle ultime dieci partite. Revitalizzata dai nuovi acquisti, subito a segno contro il Verona e forte di un mercato capace di riaccendere i sogni della parte bianconera della Mole, dopo il claudicante inizio di stagione. Mentre Allegri vola, i ragazzi terribili di Gasperini, orfani di Robin Gosens, vivono il momento peggiore dell’anno. Guai, però, a dare per morta la dea.

ANNO NUOVO, VITA VECCHIA

Negli ultimi anni infatti a Bergamo sono abituati ad incassare fino all’ultimo colpo, per poi cambiare marcia nel momento più complicato. Basta riavvolgere il nastro alla prima stagione del Gasp, capace di invertire la rotta a un passo dall’esonero partendo dalla vittoria 0-3 a Crotone. O alle ultime due stagioni, senza andare troppo lontano. In entrambe giro di boa il rendimento casalingo continuava ad essere il tallone d’Achille della squadra, in grado da gennaio di vincere e convincere al Gewiss, chiedere a Roma e Napoli, fermata solo da Inter prima e Milan poi. Per svoltare, però, le statistiche non bastano. Ora più che mai la Dea sembra alle alle corde. Il lungo stop di Zapata, toglierà ai nerazzurri il perno dell’attacco. A reggere un reparto offensivo già falcidato dalle assenze forzate di Ilicic e Miranchuk, sarà dunque Luis Muriel. Fondamentale per fermare i bianconeri sarà poi la tenuta del centrocampo atalantino, a gran completo dopo il rientro di Koopmeineirs. L’olandese, già titolare domenica con i sardi, è fortemente candidato per una maglia da titolare in mezzo. L’ex AZ sarà con ogni probabilità affiancato da uno tra De Roon e Pessina. Malinovski, già in rete contro la Juventus, e Pasalic saranno avanzati alle spalle di Muriel, in una formazione fotocopia di quella capace di umiliare l’Udinese, nel 2-6 di inizio anno, ultima vittoria atalantina in Serie A. Dietro peseranno le assenze di Musso, squalificato, e Pezzella, out per un problema alla schiena. In mezzo alla difesa sarà l’ex del match Demiral ad affiancare Palomino. Sugli esterni confermato Zappacosta, mentre sarà ballottaggio tra Hateboer e Maelhe.

NON SOLO EFFETTO VLAHOVIC

Mentre a Bergamo si organizza la resistenza, alla Continassa si prepara l’assalto al Gewiss. Allegri, capace in queste settimane di fare di necessità virtù limitando al meglio le evidenti carenze della rosa bianconera. Unica imbattuta nelle ultime 10 in A, staccata a -6 la Roma e sorpassata l’Atalanta, la Juve vola sulle ali dell’entusiasmo in quello che probabilmente è il momento decisivo nella volata Champions. L’arrivo all’ombra della Mole di Vlahovic e Zakaria pesa tantissimo sulle sorti del campionato. Liberatasi di Ramsey, Bentancur e Kulusevski, spediti in Gran Bretagna, la squadra del tecnico livornese è uscita enormemente migliorata dalla sessione invernale di calciomercato. La vittoria casalinga con il Verona ha mostrato tutte le nuove armi nell’arsenale bianconero. Infatti con la punta ex Viola, subito in rete,  a fare da 9 (o meglio 7) di riferimento, finalmente Morata e Dybala sono liberi di svariare in fase offensiva ed entrambi si sono dimostrati decisivi da subito contro gli scaligeri. Il tridente composto dall’ex Real, Vlahovic e la Joya sarà con ogni probabilità confermatissimo a Bergamo. Se in fase offensiva le cose iniziano a girare al meglio, la retroguardia bianconera è in affanno. La perdita di Chiellini alla vigilia del match crocevia della stagione, unita alla prolungata assenza di Bonucci, lascia al centro della difesa De Ligt e Rugani. L’olandese e l’ex Empoli saranno affiancati ai lati da De Sciglio e Cuadrado, subentrato nell’ultimo match a Danilo. In mezzo le chiavi del centrocampo sono affidate a Denis Zakaria, arrivato dal Gladbach a gennaio e subito incisivo, in grado di dare l’equilibrio e la solidità che da anni mancava al centrocampo bianconero. Insieme allo svizzero, si candidano Artuhr e Mckennie. Se il brasiliano è in pole, Rabiot è l’alternativa all’ex Schalke.

NOTTE DA DENTRO O FUORI

45 punti la Juve, 43 l’Atalanta. 2 punti che separano paradiso e inferno, 2 punti che non bastano ai bianconeri e permettono agli orobici di farsi bastare due risultati su 3. Una notte per decidere il corso di una stagione. La rimonta bianconera da una parte, il rilancio nerazzurro dall’altra. Chi vince, stacca il pass per la coppa dalle grandi orecchie e si lancia verso le prime 3, apparse in una forma tutt’altro che irresistibile. Perchè, nonostante gli spergiuri di Allegri, la corsa scudetto non è ancora ipotecata. Una notte da dentro fuori. La prima grande sfida di Vlahovic con la vecchia signore, l’ennesima incontro di Gasperini con il suo passato. Questo è Atalanta-Juventus, la Dea nerazzurra che ospita la Vecchia Signora bianconera. Questo, è il momento chiave della corsa Champions, con la Roma alla finestra. Alla finestra, con gli occhi puntati verso il Gewiss Stadium di Bergamo, domenica, alle ore 20.45. Tutto questo, è Atalanta-Juventus.

All, or nothing, Tutto, o niente.