“Calcio femminile: dal campo alla scienza”: il punto della giornata

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AIC e AIAC hanno organizzato un evento, con al centro la tematica del calcio femminile, intitolato “Calcio femminile: dal campo alla scienza“. Nello specifico, si è trattato di un convegno medico-scientifico e una tavola rotonda dedicati al calcio femminile. Un vero e proprio tuffo in un universo per certi versi nuovo e ancora inesplorato, ma che sta viaggiando a grandissimi passi verso la luce. Lo dimostra la storia recente e l’appeal che il calcio femminile sta avendo, in tutti i settori. Lo evidenziano i dati. Gli stessi dati che molti esperti del settore hanno portato in auge nel corso dell’evento.

L’idea alla base era quella di gettare un ideale ponte tra il calcio femminile e la scienza, così da compiere quel passo tra il calcio giocato propriamente detto e gli aspetti scientifici che reggono la struttura. Per questo motivo, la manifestazione è stata divisa in due parti. Una prima, dedicata alla conferenza stampa di molti esperti che lavorano nel campo. Ed una seconda, che invece dava spazio a tre volti di spicco del calcio femminile in Francia, Inghilterra e Italia. Tra cui, l’ex capitano della nazionale femminile italiana, che da poco ha dato l’addio alle azzurre, Sara Gama. A dirigere e presentare il tutto, il noto giornalista sportivo Alessandro Alciato.

CONFERENZA STAMPA: FABIO POLI

Il primo a prendere la parola è stato Fabio Poli, Direttore Organizzativo AIC. Poli ha presentato un questionario che l’AIC ha somministrato a staff tecnici e calciatrici con domande simili e di carattere soggettivo. Le tematiche discusse riguardano tanti temi, con un particolare focus sul ciclo mestruale. Il campione delle giocatrici che hanno risposto al questionario informa che la maggior parte gioca in Serie A ed ha tra i 21 e i 30 anni.

Tra gli spunti più interessanti, sicuramente quello sulla figura dello psicologo/psicologa dello sport nella squadra e l’analisi di altri punti estranei al fattore mestruazioni, tra cui rapporto nel gruppo-squadra e il monitoraggio delle ore di sonno.

CONFERENZA STAMPA: LUCA GATTESCHI

Luca Gatteschi, medico della Nazionale A femminile e responsabile sanitario dell’Empoli Calcio, ha concentrato il suo intervento su incidenza e tipologia di infortuni per l’atleta, in base al sesso. La specificità è legata a fattori non modificabili (sesso e differenze biologiche), modificabili (su cui ci si può concentrare), non modificabili ma da considerare e legati al tipo di esercizio proposto.

In particolare, il Dott. Gatteschi ha distinto tra lesioni dell’arto inferiore (34%) e lesioni muscolari (39%), ma il focus più importante del suo monologo è stato sulle lesioni craniche, soprattutto le concussioni cerebrali (3%). Questo 3% è un dato da non sottovalutare, in quanto una concussione è un disturbo funzionale (quindi, reversibile), sembra che possa essere facilmente gestibile, ma non è così. Gli effetti di concussioni sono molto invalidanti e difficili da diagnosticare. Non sempre sono reversibili, perché spesso richiedono molti mesi per recuperare del tutto. E se si sovrappongono più concussioni, si può arrivare a patologie doppie e molto più gravi.

CONFERENZA STAMPA: CARLO CASTAGNA

Carlo Castagna, che lavora nel Settore Tecnico dell’AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio) si è concentrato sull’analisi della prestazione calcistica di uomo e donna e sulle differenze direttamente collegate. Partendo dalla domanda se esista una differenza di genere, afferma che la risposta va data valutando tanti aspetti. Uno di questi  riguarda la ricerca scientifica collegata al calcio femminile, che lui reputa si faccia ancora troppo poco. Con la conseguenza che si tende spesso a traslare le conoscenze del calcio maschile a quello femminile.

A livello relativo non ci sono tante differenze: l’intervento cardiaco è molto simile, tanto nell’uomo quanto nella donna. Le differenze sussistono maggiormente a livello assoluto. Tuttavia, alcune risposte fisiologiche fornite dallo studio evidenziano risposte muscolari e fibrose diverse, tra uomo e donna. Quindi, nonostante sia importante pensare a livello assoluto, non bisogna lasciare da parte una discussione a livello specifico, che prenda in causa l’atleta e la differenza uomo/donna. Una maggiore individualizzazione dell’allenamento, basata sul contesto aerobico ad alta intensità e su una tecnica abbastanza recente, la sprint endurance, che può essere utile per ottenere risultati migliori.

CONFERENZA STAMPA – NATALE GENTILE

Il Dott. Natale Gentile, biologo e nutrizionista dell’Inter, ha condotto un intervento che ha come argomento l’alimentazione di genere. Dopo la denuncia di una tendenza ad un atteggiamento troppo antropocentrico, ha spiegato che nella donna esistono tanti fattori, spesso ignorati, che influiscono sulla performance. Uno di questi è, ad esempio, il ciclo mestruale.

Il processo del ciclo mestruale rende possibile l’individuazione ideale di tre fasi, che necessitano di soluzioni diverse. Progesterone e estrogeni si muovono in maniera ciclica durante il periodo e cambiano i rapporti relativi. Perciò, si distinguono: zona follicolare, ovulazione e zona luteinica. La presenza del progesterone è spesso contraria a quella degli estrogeni. Queste due sostanze contrastano tra loro e finiscono per influire su vari aspetti, tra cui l’assunzione dei cibi. Di conseguenza, cambia anche la dieta da seguire, in base alle fasi, in quanto le prime due sono propizie agli allenamenti, al contrario della terza.

CONFERENZA STAMPA – MARCELLA BOUNOUS

Poi, a prendere la parola è stata la Dott.ssa Marcella Bounous, psicologa dello sport: il tema al centro delle sue parole è stata la gestione psicologica. Lo sport, è bene sottolinearlo, è fatto da persone: è importante occuparsi prima della persona, poi dell’atleta. E quindi, la differenza sostanziale tra donne e uomini, dal punto di vista psicologico, sta nella capacità delle donne di elaborare le informazioni a cervello intero o a visione d’insieme. La donna avverte la necessità di lavorare su un sistema più complesso e risponde agli stimoli in maniera emotiva maggiore. Mentre gli uomini sono più portati a rispondere con il sistema attacco/fuga.

La donna è portata a sviluppare maggiore intelligenza emotiva, argomento che si sta studiando tanto ultimamente perché è un concetto che si può allenare e sviluppare. Questo presuppone che la sua comunicazione avvenga non solo con la voce, ma con altri mezzi (gesti, mimica o tono della voce ad esempio).

In conclusione, la donna è condotta ad avere una visione d’insieme (compressive processor), mentre l’uomo è più logico ed è solito arrivare ad una sintesi del fatto più rapidamente (descrive processor).

CONFERENZA STAMPA – GIUSEPPE PEDELIENTO

L’ultimo intervento di questa prima parte arriva dalla voce di Giuseppe Pedeliento. Professore associato di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Bergamo e fondatore di Calcio Femminile Italiano, una importantissima piattaforma per il panorama calcistico femminile.

Pedeliento, occupandosi di mercato, ha mostrato dati e spiegato come, in ambito europeo, la fanbase legata al femminile sia in vertiginosa crescita. I nuovi fan, però, non arrivano dal calcio italiano, ma rappresentano una nuova tipologia: più giovani e più donne. E l’impatto della squadra femminile valorizza la maschile, più di quanto avvenga il contrario.

Guardando all’Italia, le calciatrici tesserate sono raddoppiate tra il 2008 e il 2022, le partite importanti fanno spettatori, aumentano i ricavi per i diritti TV e le sponsorizzazioni. E ci sono interessi anche dai fondi di investimento.

Media coverage: percentuali ancora basse, ma è un tema di fondamentale importanza per tutto il movimento; spesso, molti spettatori non fruiscono calcio femminile perché non si sa dove guardarlo.

Dal punto di vista dei social, abbiamo degli engagement rate superiore per le calciatrici, rispetto anche a tanti colleghi italiani o europei. Questo perché le calciatrici sono viste come modelli di ruolo.