Centrale di difesa.

Un ruolo che fa rima con responsabilità e tenuta mentale. Certo, queste due caratteristiche non sono sufficienti per poter disporre di un difensore che possa guidare un intero settore del campo. Serve fisico, tempismo, visione d’insieme e la capacità di accumulare esperienza molto velocemente. Che si tratti di assetto a 3 oppure a 4, ricoprire il ruolo di difensore centrale richiede determinanti standard, soprattutto se il compito è quello di guidare un reparto di una squadra di grande livello.

Per quanto la Serie A abbia perso il fascino e la competitività che aveva un tempo, nel ruolo di difensore centrale, tra le squadre di vertice, ci sono senza dubbio delle eccellenze. E, come succede spesso e volentieri, le sirene estere sono sempre in grado di mettere in difficoltà le società italiane. O, per lo meno, i loro giocatori.

LA SPESA IN ITALIA

Quando i top team europei mettono qualche giocatore nel mirino e dispongono di fondi sufficienti per giocare al rialzo, c’è poco da fare. 

Lo insegna la storia, soprattutto quella recente. Sì, perché in passato gli equilibri erano diversi e, soprattutto, per lasciare la Serie A serviva una buona dose di motivazioni di una certa rilevanza. Ora bisogna fare i conti con due variabili in grado di fare la differenza. Gli stipendi proposti dalle squadre estere di alto livello e la possibilità di disputare la Champions League, con la voglia di vincerla.

Non è poco, anzi. È tantissimo. Napoli, Inter e Juventus sono messe a dura prova da questa situazione, con i primi che hanno già perso il loro leader difensivo e gli altri due che rischiano seriamente di privarsi di due pezzi pregiati.

Koulibaly, Skriniar e De Ligt. Con Chelsea, Paris Saint-Germain e Bayern Monaco che si sentono forti del loro status e della possibilità di assicurare una situazione migliore, almeno sulla carta, a questi tre leader difensivi. Occorre fare una distinzione, perché se i primi due hanno dimostrato nella loro carriera di valere moltissimo, per l’olandese la strada sembra essere ancora lunga.

Il centrale senegalese è un nuovo giocatore dei Blues, che a stretto giro di posta hanno ufficializzato anche Sterling. Un chiaro segnale di quello che vogliono concretizzare nella prossima stagione. Se parliamo di vertici europei, ci sono due squadre che sono rimaste parecchio deluse dall’ultima Champions League, ovvero il Bayern e il PSG. Le due compagini hanno la chiara intenzione di aggiungere solidità difensiva, anche perché negli altri settori del campo la dose di talento è realmente qualcosa di più unico che raro.

Ed ecco che torna di moda fare la spesa in Serie A, per appropriarsi delle eccellenze di cui il campionato italiano dispone.

PESO SPECIFICO

Difficile individuare la squadra che ne uscirà più danneggiata.

Il Napoli perde il suo punto di riferimento in difesa, un centrale difensivo dalla grande solidità e in grado di colpire, in attacco, soprattutto sui calci da fermo. I suoi miglioramenti, stagione dopo stagione, sono stati notevoli. 

L’Inter rischia di doversi privare di un elemento unico. Dopo una stagione non propriamente esaltante, Milan Skriniar è tornato il centrale che ogni squadra vorrebbe avere. Discorso simile a Koulibaly, eccezionale in difesa e arma in più in attacco, da punizione e calcio d’angolo. Dopo essersi privati di Lukaku e Hakimi, nonostante il ritorno del belga, per i nerazzurri sarebbe un duro colpo la perdita del loro “ministro della difesa”. Uno scenario che si sta trasformando in certezza, con l’acquisto di Bremer che allevierà questa grave partenza.

Discorso ancor più diverso per ciò che concerne la situazione De Ligt. Elemento di grande prospettiva, dal costo molto elevato, l’olandese non ha assicurato un livello di prestazioni da fuoriclasse. C’è ancora molto lavoro da fare, ma non stiamo di certo parlando di una delusione assoluta. Se così fosse, alcuni top team europei, tra cui proprio il Bayern, non si sarebbero mossi per lui. Dopo l’addio di Chiellini e l’età che avanza per Bonucci, la partenza del centrale olandese ex Ajax non era in programma. 

Ora è necessario fare i conti con queste possibilità, che stanno velocemente assumendo una forma definita. E, ancora una volta, il campionato italiano ne esce da sconfitto. Con qualche milione in più nelle casse, spesso utilizzati per risanare i debiti, e con un punto di riferimento in meno, al centro della difesa.

CarloC
Scritto da

Carlo Ferrario