
Fonte immagine: account Twitter dell’Ajax
Per l’Ajax ripetere il cammino dello scorso anno sarà difficile, quasi impossibile. Le squadre forti sono ancora più pericolose e, come in ogni nuova edizione, non mancheranno le outsider. Perché la Champions League è così: è una strettoia e spesso la differenza la fanno le situazioni, i centimetri, la capacità di sfruttare ogni singolo episodio. Guai però a pensare che quanto fatto qualche mese fa da Ten Hag ed i suoi ragazzi sia soltanto frutto del caso, una volontà del destino. Non è così che si buttano fuori, in successione, Real Madrid e Juventus. E se quel pallone a Lucas Moura non fosse mai arrivato (a proposito di centimetri), la storia sarebbe potuta cambiare. Chissà.
La delusione post-Tottenham è stata smaltita dalla vittoria in campionato (e se pensate che sia facile vincere l’Eredivisie, vi sbagliate di grosso), l’ultimo regalo di due giocatori che, molto probabilmente, lasceranno il segno in questa epoca del calcio e nelle successive: Matthijs de Ligt e Frenkie de Jong. Impossibile, davvero, per l’Ajax trattenerli: per una questione economica sì, ma anche di ambizioni. Ad Amsterdam lo sanno bene: mai tarpare le ali a chi ha la possibilità di volare molto in alto. Se il difensore sta crescendo pian piano in un calcio difficile come quello italiano, l’altro ha già in mano le chiavi del centrocampo del Barcellona. Pochi dubbi: faranno le fortune dei loro club.

Fonte immagine: account Twitter dell’Ajax
TEN HAG FA LA DIFFERENZA
Ma il “sanguinoso” mercato in uscita dei Lancieri non si ferma qui perché è andato via anche Lasse Schöne, direzione Genoa: fondamentale per gli equilibri dell’Ajax, lascia l’Olanda dopo aver conquistato il record di straniero con più presenze. Non parliamo di un fenomeno assoluto, ma di un calciatore molto utile perché intelligente, duttile e con tanta qualità. Con queste tre pesanti cessioni, qualsiasi altro club avrebbe fatto fatica a ricomporsi. Ma non ad Amsterdam, non all’Ajax, non con Ten Hag allenatore. Ecco, siamo arrivati al punto: Ten Hag. Che, a differenza di quanto è successo a molti altri, non finirà nel dimenticatoio, almeno non presto. Se parliamo di certezze, lui c’è. Perché sa adattarsi alle situazioni. Ed è esattamente ciò che ha fatto in questo inizio di stagione, senza tre pedine chiave del suo scacchiere.
Rispetto allo scorso anno, stavolta Ten Hag sembra aver già trovato la quadra. In questo senso, Ajax-Lille di martedì sera ci ha dato un’impostazione più chiara sul piano tattico. Di base l’idea di calcio è sempre la medesima: possesso palla, densità, imprevedibilità ed accelerazioni improvvise. Dušan Tadić confermato nel ruolo di falso nove, ma ora con Quincy Promes che gli gira intorno: l’ex Siviglia, nel 4-2-3-1 iniziale, parte da trequartista centrale, ma è il primo ad attaccare lo spazio quando il serbo viene a prendersi il pallone. In sostanza: come per il Barcellona di Pep Guardiola, con le giuste proporzioni, anche nell’Ajax di Ten Hag il centravanti è uno spazio vuoto. A Promes, Ziyech e David Neres il compito di riempirlo e, soprattutto, coprirlo. Senza dimenticare Donny van de Beek, al momento infortunato. Ma non è finita qui.

Fonte immagine: account Twitter dell’Ajax
L’EVOLUZIONE DI ALVAREZ ED IL RITORNO DI VELTMAN
In estate i Lancieri hanno acquistato Edson Álvarez, un difensore centrale messicano molto interessante. Sarebbe dovuto diventare l’erede di De Ligt e, invece, ha preso il posto di De Jong davanti alla difesa insieme a Lisandro Martinez, altro difensore schierato a centrocampo. L’interpretazione del ruolo, però, ha una chiave di lettura diversa: de jong era il costruttore di gioco, mentre Alvarez è un mediano con ‘licenza di colpire’.
Ne è un esempio proprio l’ultima gara disputata dalla compagine olandese: Neres che da destra viene in mezzo al campo, vede e serve l’inserimento del messicano, gol del 2-0. Un lavoro che l’ex América ha svolto numerose volte durante la partita e che va ad aumentare la densità di uomini in area di rigore. A questo, poi, si aggiunge un’ottima capacità di interdizione ed una buona tecnica per la prima costruzione. Con l’inserimento totale di Răzvan Marin, il rumeno ingaggiato dallo Standard Liegi, si capirà la struttura definitiva del centrocampo, per ora concetrata su questa variante.
Per sostituire De Ligt, invece, Ten Hag ha puntato sul recupero totale di Joel Veltman: una vita intera nell’Ajax, dalle giovanili fino alla prima squadra, tante aspettative nei primi anni, l’ombra di Matthijs; poi diversi infortuni, alcuni anche molto gravi, che ne hanno condizionato la carriera. Ora è pienamente recuperato e, dopo aver giocato spesso da terzino destro, rientra nella sua posizione originale da difensore centrale, per affiancare Blind e non far rimpiangere il neo juventino. Non sarà facile, è chiaro, ma lui conosce l’ambiente e ha l’appoggio della tifoseria, oltre a quello dell’allenatore. E non è cosa da poco.
A proposito di difesa: Nicolás Tagliafico dovrebbe essere il terzino sinistro ma in realtà è un’ala aggiunta in questo 4-2-3-1 che si trasforma continuamente. Dieci partite finora, quattro gol, di cui uno in sforbiciata al volo in campionato. Da vedere e rivedere. Così come le partite dell’Ajax, sempre belle e ricche di spunti interessanti.
No, la semifinale dello scorso anno non è un caso.