Dani Alves resta in carcere, almeno al momento. La cauzione da un milione di euro, fissata per la provvisoria scarcerazione del brasiliano ex Barcellona, non è stata ancora versata dal padre di Neymar il quale non ha voluto fare mancare l’appoggio al suo ex compagno di squadra. Il termine per effettuare il pagamento era fissato infatti per le 14 di oggi secondo quanto riportato da As. Adesso è una corsa contro il tempo per la scarcerazione di Alves per il quale servirà pagare la cauzione entro le 14 di domani. In caso contrario il brasiliano sarà costretto a rimanere in carcere nel weekend.
Dani Alves è in carcere dallo scorso gennaio a seguito dell’accusa di stupro da parte di una giovane 23enne. Il brasiliano era stato condannato in primo grado a quattro anni e mezzo di carcere. Sentenza contro cui la difesa di Alves aveva presentato ricorso e di cui lo stesso brasiliano ha già scontato più di un anno. Adesso, valutato l’atteggiamento di collaborazione del brasiliano e svanito il pericolo di fuga, è stata stabilita una cauzione per la sua scarcerazione. Il pagamento della penale farebbe entrare Alves in un regime di libertà vigilata col ritiro però del passaporto spagnolo e brasiliano e l’obbligo di presentarsi al Tribunale.
Intanto contro l’ex terzino della Juventus si è scagliato il presidente del Brasile Lula che non ha lesinato la sua indignazione per la vicenda penale. Di seguito le sue parole.
LULA – “I soldi che ha Alves, i soldi che qualcuno può prestargli, non possono comprare l’offesa che un uomo fa ad una donna commettendo uno stupro. Il sesso deve essere consensuale, qui siamo di fronte a un crimine. Si tratta di un’ingiustizia su cui non possiamo tacere. Alves può essere rilasciato pagando, la gente ormai si è abituata ad episodi simili”.