Il lungo braccio di ferro in vetta alla classifica tra l’Inter capolista e la Juventus con, alle spalle, il Milan a fungere, seppure a distanza, da terzo incomodo sembra essersi spezzato. La sconfitta di mister Allegri e dei suoi ragazzi tra le mura amiche, complice l’Udinese, ha allungato la classifica forse in modo definitivo considerando che i nerazzurri devono ancora recuperare una partita, quella con l’Atalanta. In caso di ulteriore nuovo successo, potrebbero prendere il largo e portarsi davvero a distanza siderale dalle contendenti al titolo. Una splendida galoppata, fin qui, per Vlahovic e soci che speravano ancora nel “sogno”, purtroppo irrimediabilmente andato in frantumi in una notte di inverno inoltrato, nel proprio stadio, di fronte al proprio pubblico e ad un team, quello friulano che – ohibò! – porta addosso proprio gli stessi colori, quelli bianconeri. Un caso? Bah…
IL MILAN BATTE IL NAPOLI E PUNTA LA JUVE
Molto bene, invece, il Milan che col “colpaccio” ai danni del Napoli (rete decisiva di Theo Hernandez, ancora una volta in coppia con l’amico Rafa Leao) costringe nuovamente gli uomini di mister Mazzarri a digerire amaro. Sembrava, nell’ultimo periodo, che gli azzurri partenopei avessero cominciato a mettere a punto i reparti e che fossero tornati a dar battaglia ma, questa ennesima sconfitta seppur di… corto muso, li riporta indietro nel tempo e in classifica. Ci sarà da lottare per poter mettere il naso in Europa, sempre ammesso che lo si riesca a fare. Per i rossoneri, invece, praticamente col fiato sul collo – e in odore di sorpasso – nei confronti di Madama, serve solo mantenere la posizione per guardare, con gli occhi dell’amore al Vecchio Continente, da sempre la “Casa del Diavolo”.
BENE BOLOGNA E ATALANTA, LAZIO E ROMA TRA ALTI E BASSI
Sempre con grande interesse guardano a quel quarto posto in classifica, che significa accesso diretto in Champions League, due bellissime realtà del nostro calcio, l’Atalanta e il Bologna. Entrambe vogliono provare l’ebbrezza di volare alto (la Dea c’è già riuscita, i petroniani ancora no…) mettendo in mostra un calcio a tratti anche spettacolare e assai efficace. Differente, invece il cammino delle due romane che sembrano dipanarsi tra alti e bassi che generalmente non conducono da nessuna parte. Ma non tutto è ancora perduto.