ESCLUSIVA - L'agente Domitien Nzale: "Kouda è come un figlio. Vi racconto l'Académie Union Sportive Thièssoise"

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Nella sessione di calciomercato appena conclusa, il Parma ha messo a segno un colpo per il futuro. Il club gialloblù, neopromosso in Serie A, ha infatti acquistato dallo Spezia il giovane Rachid Kouda, talentuoso centrocampista classe 2002, che comunque anche nella stagione in corso veste la maglia biancorossa, questa volta però in prestito. L'agente del ragazzo, Domitien Nzale, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Numero Diez per parlare del percorso del giocatore, partito da società dilettantistiche e giunto al massimo campionato italiano, e del suo lavoro da agente e da responsabile di un'accademia che cresce giovani calciatori in Senegal.

L'INTERVISTA COMPLETA A DOMITIEN NZALE

Lei ha incontrato Kouda, quando era ancora piccolo, e insieme siete arrivati fino alla Serie A. Quali sono i passaggi chiave della carriera del ragazzo fino ad ora? 

“Ho incontrato Kouda in un torneo a Giussano, provincia di Milano, 12 anni fa. Era un bambino e giocava nell'Atalanta, da lì abbiamo cominciato un percorso fino ad arrivare in Serie A. Ha giocato nel Renate e nel Luciano Manara, squadra dilettantistica, poi ho avuto l'intuizione di fargli fare un percorso diverso e a 17 anni l'ho portato alla Folgore Carate, dove per fortuna abbiamo incontrato mister Longo, che ha creduto in lui e l'ha fatto giocare. È passato al Cagliari Primavera ed è tornato a Carate l'anno dopo. Ha fatto vedere le sue qualità ed è arrivato l'AZ Picerno in Serie C. La scorsa stagione ha giocato in Serie B con lo Spezia e in estate è arrivata la chiamata del Parma, club di Serie A”.

Lo scorso è stato un anno magico: l’esperienza in Serie B con lo Spezia e la chiamata in Nazionale Under21 dell’Italia. Che stagione è stata? L’infortunio a metà campionato è forse il rimpianto più grande?

“Non è scontato che un ragazzo che arriva dalla Serie C giochi subito in una squadra appena retrocessa dalla Serie A. Ha avuto un impatto sorprendente, già nel pre-campionato ha fatto vedere belle cose e ha iniziato a prendere fiducia, così come la società ha riconosciuto il suo valore. Devo ringraziare il direttore sportivo Melissano che ci ha dato una mano. Peccato per l'infortunio, è stato fuori due mesi, nonostante ciò ha fatto vedere le sue qualità. Ora speriamo che stia bene fisicamente, che riprenda a giocare. La scorsa stagione ha fatto bene, questo anno deve essere quello della consacrazione. Deve dimostrare di meritare la chiamata del Parma in Serie A”

Ci racconta le emozioni sue e di Kouda al momento della firma con il Parma questa estate?

“Quando parlo di Kouda, ho dei brividi. Fin dal primo momento in cui l'ho incontrato, ho visto nei suoi occhi uno che ha passione, che ama il calcio. È un ragazzo bravissimo che ho preso a cuore, la famiglia me l'ha affidato ed è come se fosse mio figlio. Qualsiasi cosa faccia mi tocca in primis e mi emoziona. A Picerno abbiamo raggiunto un sogno, poi con lo Spezia un altro step e adesso il Parma. Lui mi diceva che avrebbe voluto arrivare con me in Serie A, ce l'abbiamo fatta”.

“Il percorso di Kouda deve essere d'esempio per i giovani, bisogna credere nei sogni. Chi fa l'agente deve invece credere nei ragazzi e non mettere i propri interessi davanti, dobbiamo accompagnarli. Questo è il lavoro dell'agente secondo me. L'aspetto economico è una conseguenza, quando il ragazzo raggiunge alti livelli”.

A Thiès, in Senegal, lei ha fondato una squadra giovanile che mira a promuovere il movimento calcistico del paese e a far crescere ragazzi. Ci racconta dell'Académie Union Sportive Thièssoise?

LA STORIA DI NZALE - “Questa cosa parte da lontano, io sono cresciuto in una famiglia modesta, mio papà fa l'insegnante e l'allenatore. Venivano tanti giovani calciatori al campo e mio papà li prendeva come se fossero figli. Io sono cresciuto in quell'ambiente e il mio sogno era arrivare nel calcio professionistico. Sono andato via di casa per il calcio, ma, quando ho capito che la strada diventava sempre più difficile e non riuscivo più a proseguire, ho pensato di voler aiutare i giovani ad entrare nel mondo del professionismo. Con tenacia e abnegazione ho iniziato questo lavoro seguendo ragazzi africani”. 

LA SQUADRA - "Siccome incontravo tanti ragazzi africani, bravi, ma non preparati a livello tecnico, tattico e mentale, soprattutto per quanto riguarda l'ambientamento, ho pensato di tornare in Senegal e mettere in piedi una struttura per farli arrivare in Europa già pronti. C'è anche un lato-socioculturale, per l'ambiente e il fatto che ho voluto che vivano come dei professionisti. Ora, dopo 5 anni, siamo una vera e propria realtà, abbiamo portato alcuni ragazzi nelle nazionali giovanili del Senegal. Viene anche tanta a gente a vedere le squadre di giovani giocare e questo mi fa molto piacere".

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Sopra una foto della formazione Under 15 dell'Académie Union Sportive Thièssoise, che veste una divisa bianco e rossa, con un'impostazione molto vicina alla prima maglia dell'Ajax, squadra scelta come modello e club a cui Domitien Nzale si ispira.

fonte immagine di copertina: Dometien Nzale

FabioF
Scritto da

Fabio Tognini