ESCLUSIVA – Yannick Bright si racconta: da Milano Sud all’Inter Miami di Messi

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YANNICK BRIGHT INTER MIAMI – Il sogno americano di Yannick Bright si è realizzato. Il classe 2001 italiano, nato nella periferia Sud di Milano, aveva un obiettivo nel 2020, anno in cui è partito per l’America: riuscire a proseguire gli studi e continuare a giocare a calcio. Dopo alcune stagioni importanti nel campionato universitario, vissute con la maglia dei New Hampshire Wildcast, si è guadagnato un posto nel SuperDraft MLS. Qui è stato scelto dall’Inter Miami, squadra di Messi, Busquets, Suarez e Jordi Alba, come 15ᵃ opzione.

Adesso deve proseguire il suo percorso, portato avanti fin qui senza un agente, e guadagnarsi un contratto nella massima serie americana. Inoltre, Bright è stato il primo italiano nella storia a essere selezionato per il SuperDraft MLS. La sua è una di quelle storie che merita di essere raccontata. Leggi di seguito l’intervista integrale a Yannick Bright, terzino italiano classe 2001 dell’Inter Miami.

L’INTERVISTA A YANNICK BRIGHT: DA MILANO SUD ALL’INTER MIAMI DI MESSI

Come e dove hai mosso i tuoi primi passi nel calcio? Sia a livello giovanile sia l’esordio in Prima Squadra

Ho iniziato a giocare a 4/5 anni e giocavo nella squadra del mio comune, Zibido San Giacomo, vicino a Rozzano. Poi ho fatto qualche provino tra Milan, Inter e Atalanta, ma non sono andati bene. Da lì sono passato all’Alcione per qualche anno, ma sono stato fermato dal morbo di Schlatter su tutte e due le ginocchia. Da lì ho preso un po’ di peso, sono finito nella seconda squadra e ho perso un po’ la voglia di giocare. Quindi mi sono trasferito al Seguro, per seguire tanti compagni che stavano andando lì. Quando giocavo con i miei amici, ritrovavo la voglia di giocare a calcio. In quel momento sono sbocciato di nuovo e sono passato all’Arconatese, in Serie D. Ho fatto sei mesi in Juniores, ho fatto il mio esordio in Prima Squadra a 18 anni e poi ho passato circa un anno tra panchina e tribuna. Questo è successo tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Poi, quando ci siamo fermati per il Covid, ho preso la decisione di andare in America“.

Con quale scopo hai lasciato l’Italia?

Sono uno che dà molta importanza alla scuola: continuare gli studi e giocare a calcio era ciò che volevo fare. Il calcio non era un incentivo per rimanere in Italia, perché ero in Serie D e non giocavo. E, inoltre, facevo fatica a coniugare scuola e calcio: in quel periodo studiavo sul treno o la sera tardi. Dopo scuola prendevo il treno per andare a giocare e tornavo a casa di sera, sempre in treno. Il mio obiettivo era di riuscire a bilanciare calcio e scuola e, quando ho sentito parlare di YesWeCollege, la compagnia che organizza showcases e manda ragazzi in America, ne ho approfittato subito e mi sono iscritto a un provino. Da lì ho cominciato a ricevere le prime offerte e sono partito ad agosto 2020, quindi nel mezzo del Covid”.

Te l’aspettavi di passare dal campionato universitario ad allenarti con alcuni giocatori che hanno segnato la storia di questo gioco?

“Quando sono arrivato in America, l’Inter Miami era appena stata fondata e poi giocare a Miami era un sogno. Più di 3 anni fa ho scattato una foto dopo aver comprato la maglia dell’Inter Miami, quando ancora non era popolare come oggi e non c’era nessun giocatore importante. All’epoca dicevo ai miei amici: “Giocherò all’Inter Miami un giorno“. In questi tre anni ci scherzavo con loro e dicevo: “Immagina come sarà giocare con Messi…”. Poi quando ho sentito il mio nome sono impazzito. Non me lo sarei mai aspettato e per questo sono veramente felice”.

Hai già avuto contatti con Messi, Busquets, Jordi Alba e gli altri compagni? È più forte il timore di non giocare davanti a questi nomi altisonanti o lo stimolo per arricchirsi e fare esperienza?

Questa è la mia prima esperienza in un team professionistico. Sarà emozionante, difficile entrare in questa squadra di fenomeni e avere un impatto dall’inizio. Da giocatore del primo anno, il mio obiettivo è imparare il più possibile, chiudere la bocca e aprire occhi e orecchie per imparare il più possibile da uno dei migliori centrocampisti che abbia mai giocato a calcio e da uno dei migliori giocatori della storia“. 

Sogni di tornare in Italia o in generale in Europa per giocare? La Nazionale è un tuo obiettivo?

“Per ora questi mi sembrano più progetti per il futuro. Adesso sono concentrato sul presente: devo lottare per guadagnarmi un contratto qui. Quindi sono più concentrato sul presente. Ovvio che l’Europa sarebbe un sogno, ma voglio restare con la testa su quello che faccio a Miami. Ci sono ancora tante tappe prima di arrivare lì: fare il debutto e magari vincere la MLS. Ci sono ancora tanti step da fare prima di pensare al ritorno in Europa o alla Nazionale”.

Consiglieresti ai ragazzi giovani italiani di lasciare il loro paese per fare un percorso come il tuo?

“Penso che in Italia i giovani non vengono valorizzati come qui. Io in quest’esperienza non ho mai avuto un agente e tutti i successi che ho raggiunto sono stati grazie a me. Sono riuscito a raggiungere questo risultato senza guardare in faccia a nessuno. In Italia credo sia un po’ più difficile raggiungere certi traguardi senza conoscenze ai piani più alti. Anche la scuola è un fattore veramente importante. Spero di no – toccando ferro – ma anche se con il calcio non dovesse andare bene, io comunque finisco quest’esperienza con una laurea in finanza, che mi apre le porte per altri lavori. In Italia penso sia veramente difficile bilanciare calcio e scuola una volta che vuoi cominciare l’università. Quindi, se un ragazzo ha l’obiettivo di giocare a calcio a livelli importanti e ha concrete possibilità di farcela, allora gli consiglierei di stare in Italia e provare. Se invece fatichi ad andare su, la scelta migliore è cambiare aria. Tu arrivi in America e maturi sotto un punto di vista personale, come giocatore se trovi la giusta squadra e la giusta scuola e raggiungi i tuoi obiettivi”. 

Fonte foto copertina: profilo Instagram Yannick Bright