Impossibile non parlare bene di Juraj Kucka. Parlare di lui vuol dire parlare di lotta, di sudore, di bordate improvvise, di capriole, di amore per la maglia. In sintesi, di ciò che più scalda il cuore dei tifosi. Di improvvisi sbalzi di cuore dati da sferzate con la spada, più che da delicate tracce di fioretto.
Parlare di Juraj Kucka, nel giorno del suo 33esimo compleanno, vuol dire parlare di spettacolo.
I SUOI GOL
Tatuaggi, cresta da moicano, esultanza con tanto di capriola… ma al di là delle apparenze che ne fanno un perfetto prodotto della modernità, Juraj Kucka è tanta sostanza. Non solo contrasti e recuperi, che ne fanno un giocatore di assoluto rendimento, ma anche una buona dose di gol. Destro, sinistro, colpo di testa, tap-in, tiro da fuori: i 20 gol in Serie A segnati dallo slovacco incontrano i gusti di tutti i tifosi, sia quelli che tifano per gli stessi colori sia quelli neutrali.
Il repertorio va dai tiri di precisione, come quello segnato alla Roma nella gara casalinga del 2012…
al tiro di potenza, come quello segnato contro l’Udinese (2014) con il destro…
o quello contro il Chievo (2016), segnato con il sinistro indossando la maglia del Milan…
finendo con uno dei suoi tanti colpi di testa, come quello in girata segnato al Cagliari (2019) la scorsa stagione.
Lo amano, anche per questo, i suoi allenatori (con D’Aversa, quest’anno, ha segnato meno solo del trio offensivo formato da Gervinho, Kulusevski e Cornelius) e i suoi fanta-allenatori: in questa stagione ha raccolto 3 gol e 2 assist, una sola ammonizione e una media-fantavoto di 6,69 (pari a quella, ad esempio, di un trequartista come Lorenzo Pellegrini). Come detto, incontra i gusti di tutti.
TUTTOCAMPISTA
Juraj Kucka ha saputo far contenti tutti anche indipendentemente dalla sua posizione in campo. Il suo ruolo naturale, per la sua fisicità e la sua capacità nell’inserimento, è quello di mezz’ala. In carriera, tuttavia, ha ricoperto praticamente qualsiasi posizione. Al Genoa, con Di Canio, ha giocato anche in una mediana a due, mentre con Gasperini si è addirittura adattato a fare l’esterno nel tridente (una posizione ibrida simile a quella ricoperta da Nainggolan nel secondo anno con Spalletti).
Al Milan, in occasione di una gara casalinga contro la Sampdoria, si è addirittura prestato a fare il terzino destro (partita non fortunata, vinta dai Doriano grazie ad un rigore di Muriel).
Al Parma, D’Aversa lo ha sfruttato per sopperire agli infortuni di Inglese utilizzandolo più volte in una sorta di posizione da falso nueve (o trequartista, a seconda dell’interpretazione, dietro a Gervinho e Kulusevski). D’altronde lui stesso, in procinto di iniziare la sua avventura al Parma, non ha mai fatto della sua posizione in campo un problema.
“La mia posizione ideale? Destro o sinistro da mezzala penso di poter dare il mio meglio. Se il mister avesse bisogno di un giocatore davanti alla difesa, non avrei problemi a cambiare posizione, è un ruolo che ho già ricoperto. In passato ho anche fatto il terzino al Milan o l’esterno offensivo al Genoa, cerco sempre di dare il 100%”. (Presentazione del 16 gennaio 2019)
QUEL TRENO PER MILANO…
Indubbiamente, Kucka ha anche incontrato i gusti dei tifosi milanesi. Nel biennio 2015-2017, a suon di costanza, gol e dichiarazioni d’amore, ha conquistato i cuori dei tifosi del Milan, in un periodo – in parte ancora attuale – in cui sudore e amore per la maglia non sono più valori così comuni.
Nell’estate della rivoluzione targata Fassone-Mirabelli, tuttavia, lo slovacco è stato tra i primi a dover fare le valigie: nei suoi bagagli verso Trebisonda (venne acquistato dal Trabzonspor per 9 milioni di euro) ha sicuramente portato con sé tanto della sua esperienza in rossonero.

Fonte immagine: profilo Instagram @kuco33
Il suo addio ha lasciato un vuoto nel reparto di centrocampo rossonero, dove i vari Biglia, Kessié e Çalhanoglu (così come l’acciaccato Bonaventura, Paquetà e Krunic) non hanno saputo sempre dare lo stesso apporto in termini realizzativi, di carisma, sostanza e qualità. Il primo ad accorgersene, pur non avendolo mai allenato, è stato Gattuso, che nell’estate antecedente al suo secondo anno al Milan avrebbe potuto riaccoglierlo a casa.
“In estate il Milan mi ha cercato. Sono stato molto vicino ad un ritorno in rossonero. Poi alla fine la trattativa non è andata in porto”. (Intervista del 19 marzo 2019 a parmalive.com)
Lui non ha dimenticato il Milan e i tifosi del Milan non hanno dimenticato lui.
E dire che il destino aveva in serbo per lui la maglia dell’Inter. Nel 2014, proprio un anno prima di firmare per il Milan, era praticamente fatta per il suo trasferimento nella squadra allora allenata da Mazzarri:
“Avevo firmato per l’Inter. Poi però sono rimasto in prestito al Genoa per un altro campionato. L’Inter poi non mi ha più voluto e io sono rimasto lì, comunque contento”.
I nerazzurri, peraltro, hanno pensato nuovamente a lui negli ultimi giorni del mercato invernale, in caso di una partenza di Vecino che, invece, non si è mai concretizzata.
Insomma, nulla di banale nella carriera di Kucka. Lui che poteva avere una carriera nella lavorazione del legno e che invece di legna, ora, ne fa tanta in campo. Che in rete poteva metterci un disco di gomma e invece ha deciso di metterci un pallone di cuoio. Che in ogni posizione sul campo ha fatto contenti tifosi e allenatori di ogni tipo.
Tanti altri anni di salti mortali, Juraj.
(Fonte immagine in evidenza: profilo Twitter @1913parmacalcio)