Jeremy Doku è uno dei talenti più puri del calcio internazionale. Il classe 2002, che compie 22 anni, ha avuto una rapida ascesa nel calcio che conta grazie alle sue incredibili qualità da dribblatore. Nel calcio moderno un’ala dalle sue caratteristiche in grado di mettere in allerta una zona della difesa in maniera perenne combacia perfettamente. Dagli inizi in Belgio, l’Anderlecht, il Rennes di passaggio e il Manchester City poi, il belga ha convinto tutti, aspettando con pazienza il suo momento che non è ancora arrivato pienamente.
"È un talento incredibile. Avevamo altissime aspettative su di lui, anche se è molto giovane sappiamo che ha un grandissimo talento. Crea sempre qualcosa per me, per la squadra e per il pubblico. So che schierando lui, Erling e Julian davanti possiamo sempre creare qualcosa”.
Pep Guardiola nell’intervista post-partita di Manchester City-Bournemouth 6-1
GLI INIZI E L'ANDERLECHT
Nato ad Anversa da una famiglia di origini ghanesi, Jeremy e il calcio si incontrano fin da subito prima nel VK Tubantia Borgerhout e poi al Beerschot. Ma è grazie al passaggio all’Anderlecht che la sua carriera svolta completamente. Doku si fa riconoscere immediatamente per le sue abilità: un’accelerazione da fermo impressionante, un dribbling fuori dal comune per un sedicenne con un fisico già pronto per esordire nel calcio dei grandi. E così accade. Il giovane Doku esordisce con l’Anderlecht a soli sedici anni, già inquadrato come attaccante e in particolare da ala sinistra, in maniera tale da favorire l’uso del piede forte, quello destro. Il club belga riuscirà a trattenerlo inizialmente anche ai tanti club di alto livello, uno su tutti il Liverpool.
“All'Anderlecht abbiamo allenato molti buoni giocatori, ma lui è il miglior dribblatore che abbiamo visto. A volte ha mostrato arroganza anche nelle categorie giovanili. Ha saltato uno o due giocatori, poi invece di andare in porta ha messo il piede sulla palla per aspettare gli avversari e ha fatto la stessa cosa”.
IL PASSAGGIO AL RENNES E EURO 2020
Sarà nella stagione 2019/2020 che l’ex Anderlecht verrà introdotto stabilmente in prima squadra, annata calcistica in cui siglerà la sua prime rete da professionista. Nel 2020 però ci sarà anche l’addio: è il Rennes che si aggiudica le prestazioni del classe 2002. La sua avventura nel club francese è da considerare positiva per l’ultima stagione delle tre disputate dove ha migliorato ulteriormente il suo score (7 reti), ma è nell’estate del 2021 che tutta Europa si accorgerà di lui.
In particolare, anche noi italiani, ricordiamo a Euro 2020 le grandi prestazioni degli Azzurri di Mancini, vittoriosi a fine torneo. Ma nel quarto di finale contro i Diavoli Rossi di Martinez, dopo un primo tempo gestito alla perfezione dall’Italia se non con l’unica pecca del rigore concesso (2-1, reti di Barella, Insigne e Lukaku), sarà proprio Doku a far impazzire la difesa azzurra. Progressioni continue, scatti fulminei da fermo e un destro super pericoloso saranno il principale pericolo del Belgio, che verrà eliminato in quel match.
Dopo aver saltato l’intera stagione del 2021/2022 per un problema muscolare al petto, si conferma nel 2023/2024, pronto dunque verso un passaggio in un top club.
LA SOPRESA AL MANCHESTER CITY
L’occasione diventa ghiotta per il Manchester City, che dopo la vittoria della Champions League si è liberato di alcuni pezzi importanti come Riyad Mahrez. Via un’ala, ne arriva un’altra: Jeremy Doku, insieme a Gvardiol, acquistato per 90 milioni di euro, viene prelevato dal Rennes dai Cityzens per 60 milioni.
Un’opportunità importante per Doku, ma che per i più critici poteva sembrare l’ennesimo giocatore che cercava il grande salto in un top team troppo in fretta. Invece, il suo spazio se lo ha guadagnato con il tempo e con le prestazioni in campo. Un Jack Grealish meno incisivo e più prevedibile ha lasciato Pep Guardiola libero di ripiegare sull’imprevedibilità del numero 11 del Manchester City. In questa stagione ha realizzato in 43 partite giocate fra tutte le competizioni 6 gol e 10 assist, risultando decisivo in alcune partite dove ha spaccato il ritmo degli avversari. Ora gli Europei in Germania potranno essere la conferma di un talento destinato a esplodere definitivamente.