Juve – Napoli tatticamente parlando

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Il primo big match della stagione di Serie A arriva quando agosto deve ancora finire, il calciomercato deve battere gli ultimi colpi e tutte le squadre sono ancora con un grosso cartello “Work in progress” appeso ai propri cancelli. Juventus-Napoli, la sfida che ha caratterizzato le ultime stagioni, quest’anno è profondamente diversa, soprattutto per quanto riguarda il lato bianconero, con un nuovo allenatore e la ricerca di un gioco che dia soddisfazione anche estetica.

La notizia dell’infortunio di Chiellini ha scosso l’ambiente e messo subito sulle grosse spalle di De Ligt la responsabilità di cominciare da titolare affianco a Bonucci, non esattamente il compagno di reparto con il quale si sposano di più le caratteristiche dell’olandese. I due esuberi (o ex esuberi) Matuidi e Khedira cominciano ancora come titolari a centrocampo, mentre il tridente offensivo che tanto aveva fatto bene nel primo tempo di Parma-Juve (Ronaldo-Higuain-Costa) viene confermato.

Ancelotti fa una scelta simile, lascia in campo quasi tutti i giocatori scesi dal 1’ minuto a Firenze, tranne Mario Rui, si affida all’intelligenza calcistica di Fabian Ruiz a centrocampo e al dinamismo di Callejon sulla destra. In difesa torna Ghoulam sulla sinistra.

PRIMO TEMPO DI DOMINIO BIANCONERO

Nei primi 30 minuti della gara la Juventus mette subito in chiaro le cose, mantenendo il possesso del pallone più degli avversari (53 % contro il 46%), e dimostrandosi superiore dal punto di vista fisico su quasi tutti i duelli aerei e le seconde palle.

È già chiaro a tutti come entrambe le squadre non abbiano voglia di buttare via il pallone, così ogni azione comincia con il coinvolgimento dei portieri, e il pressing che gli avversari applicano è fondamentale.

La squadra di Sarri decide di impostare con i due centrali, i terzini non si alzano e non attaccano ad inizio azione, ma rimangono bassi, Ruiz e Mertens indirizzano le marcature sui centrali difensivi, mentre Zielinski ha l’ingrato compito di far toccare meno palloni possibili a Pjanic. Nel caso in cui la manovra dei Campioni d’Italia trovasse sbocchi sulla sinistra, è Callejon che stringe preventivamente la posizione su Matuidi.

Il palleggio della Juventus è lento, non porta a grandi occasioni, ma serve soprattutto ad attrarre i giocatori del Napoli e provare a trovare spazi fra le linee di pressione.

Il Napoli, dal canto suo, ha messo tantissima qualità in campo, solo Allan era un giocatore di rottura a centrocampo, Ancelotti ha compensato la natura offensiva della squadra tenendo Di Lorenzo basso, vicino a Koulibaly e Manolas, quando la squadra impostava, con Callejon a garantire ampiezza sulla destra.

L’obiettivo di Ancelotti anche in questo caso sembrava evidente: mettere tanti uomini di qualità vicini, alle spalle del centrocampo, servirli più frequentemente possibile e innescare poi le combinazioni strette che potrebbero mettere in difficoltà la difesa della Juventus.

Il 3-4-3 del Napoli in fase di possesso. Molto diligente Douglas Costa, che si abbassa in linea con i centrocampisti per creare il 4-4-2 con il quale la Juventus si difende.

Come spesso accade in questi big match, tuttavia, la differenza la fanno alcuni episodi che non ti aspetti da squadre allenate per diminuire al minimo il margine di errore durante gare così. Da un angolo del Napoli, scaturisce il gol che apre il match.

La squadra di Ancelotti non prepara bene le marcature preventive, e si aprono spazi enormi per la transizione positiva della Juventus, orchestrata da Douglas Costa (non esattamente il calciatore che vorresti affrontare in campo aperto). A trasformare in gol la grande cavalcata del brasiliano è il connazionale appena entrato, Danilo.

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Troppo spazio lasciato a Danilo in area di rigore, Di Lorenzo è riuscito a rientrare ma guarda esclusivamente la palla, mentre Allan prova a raddoppiare su Douglas Costa, ma lo fa troppo tardi.

Il gol scuote il Napoli e fa tremare di gioia l’Allianz Stadium. I bianconeri sembrano sciogliersi e trovare con più facilità gli spazi che servono per sviluppare il tanto agognato Sarriball, alla qualità del gioco che l’allenatore toscano sta instillando nella propria squadra si abbina però la qualità maggiore della squadra torinese, da 8 anni a questa parte, ovvero la capacità di saper capitalizzare praticamente sempre le occasioni create. Così, dopo 3 minuti, arriva un saggio di quello che sarà, probabilmente, la Juventus dei prossimi mesi.

Il gol di Higuain nasce da una serie di triangoli in fase di possesso creati con l’intento di trovare sempre lo spazio alle linee di pressione del Napoli. Un’azione che parte da sinistra, con calma viene riciclata sul lato destro, velocizzata improvvisamente, rifinita grazie al sapiente gioco spalle alla porta di Higuain, e poi finalizzata dallo stesso argentino, con la complicità di una piccola dormita dell’ex compagno Koulibaly.

Attenzione, piccola, e non mastodontica come la maggior parte dei media stanno raccontando in questo momento quasi per crocifiggere il centrale difensivo di Ancelotti, che in realtà in quell’occasione non poteva fare moltissimo per fermare il Pipita, senza rischiare di fare un fallo di rigore. È chiaramente mancato al Napoli un centrocampista che assorbisse bene l’inserimento di Matuidi in area, e non permettesse un passaggio così semplice in una zona così pericolosa.

I CAMBI DI ANCELOTTI, LA CENTRALITÀ DI KOULIBALY

Nel secondo tempo l’ex allenatore del Milan cambia uomini, ma non sistema di gioco. Insigne esce per dar spazio a Lozano, Ghoulam per Rui. Come una specie di effetto domino, è Zielinski a piazzarsi sul mezzo spazio sinistro spostando Ruiz in regia, affianco ad Allan. Le responsabilità creative ricadono così quasi tutte sullo spagnolo, ma anche su Koulibaly, schierato sul centro-sinistra.

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I passaggi in avanti di Koulibaly durante Juventus-Napoli (23 su 28 riusciti, il 42% di tutti i passaggi che il senegalese ha fatto).

Nel secondo tempo la qualità offensiva del Napoli sboccia: da misero valore di 0,17 Expected goals totalizzato nei primi 45 minuti, si passa ad un 1,25 solo contando la seconda frazione di gara. Il Napoli conquista il dominio territoriale, e anche quello della palla, ottenendo il 66% di possesso.

La Juventus, però, non ha dimenticato come saper soffrire, e come saper reagire nei momenti più difficili, così in uno degli ultimi sussulti fisici della squadra di Sarri, una pressione alta di Matuidi fa nascere il gol del 3-0, quello che sembra il sigillo definitivo su una serata perfetta.

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Solita costruzione a 3 del Napoli, si è abbassato anche Callejon ma è seguito da A. Sandro, Di Lorenzo da una palla velenosa ad Allan, Matuidi ha già capito tutto ed anticipa: adesso sul lato di campo più pericoloso si trova anche Douglas Costa, che servirà l’assist per CR7

Come successo a Parma, però, le riserve di energia nel serbatoio della Juventus si esauriscono dopo circa un’ora di gioco. I cambi di Sarri tardano ad arrivare, e anche i nuovi entrati non sono ancora in forma. Il Napoli non compie il grosso errore che la maggior parte delle squadre che affrontano la Juventus a Torino fanno, ovvero, chiudersi dietro sperando che il peggio passi velocemente e si eviti l’imbarcata. La squadra di Ancelotti è costruita per costruire gioco, per proporre calcio offensivo, e non ha rinunciato a farlo anche sotto di 3 gol.

4 minuti dopo il gol di Ronaldo, Allan trova la traccia verticale perfetta per Zielinski, piazzatosi bene nello spazio di mezzo sinistro, Bonucci esce in marcatura sul polacco e lo stende. Dal calcio di punizione seguente, battuto magistralmente da Mario Rui, nasce il gol di Manolas.

La Juventus non ha neanche il tempo di reagire, e ancora una volta da un passaggio in verticale di Allan sulla sinistra verso Zielinski, nasce il gol dell’insperato 3-2: per un finalizzatore eccellente come Lozano è troppo facile battere Szczesny, nonostante fosse il primo tiro in porta della sua carriera in Italia.

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I due primi gol del Napoli nascono dalla predisposizione della squadra di Ancelotti a creare gioco sul lato sinistro del campo. Una vecchia abitudine sarriana.

Con il gol di Lozano cambia emotivamente la partita, il Napoli ci crede e sembra avere le idee chiare su come fare male ai Campioni d’Italia. De Ligt, autore di una prova abbastanza modesta alla sua prima in gare ufficiali con la Juventus, cade nel tranello preparatogli dall’ex PSV, quando l’azione passa, come di consueto, dal lato sinistro al lato destro, precisamente nello spazio di mezzo destro.

L’olandese scivola provando ad anticipare Lozano, e lascia praterie alle sue spalle, costringendo così Alex Sandro a fare un fallo tattico. Dalla punizione seguente nasce il gol di Di Lorenzo, e si denotano ancora i problemi sui calci piazzati della squadra di Sarri.

Il risultato finale della gara nasce da un intervento fortuito, incredibilmente scoordinato, di uno dei migliori centrali difensivi del Mondo. Un episodio che ci riporta allo stato primordiale di questo sport: persino il migliore può fare cose orribili, persino il peggiore può fare cose migliori.

NUMERI E STATISTICHE

  • Douglas Costa ha creato 5 big chance in tutta la partita. Più di chiunque altro nei 90 minuti;
  • De Ligt ha completato con precisione più passaggi (95%) di qualsiasi giocatore che abbia giocato almeno 45 minuti in Juventus-Napoli;
  • Mertens ha toccato la palla meno volte di tutti i giocatori in campo (24 volte);
  • Koulibaly ha completato il maggior numero di contrasti (4)

CONCLUSIONI

Sarri e Ancelotti hanno preparato dei piani gara per farsi male a vicenda, ci sono riusciti entrambi in momenti diversi della partita, ma i tre punti sono andati probabilmente a chi è stato più fortunato nell’incredibile quantità di episodi (c’è da dire che la Juventus aveva colpito una traversa con Khedira nel primo tempo, parlando di sfortuna).

Juventus e Napoli hanno confermato di essere l’eccellenza del campionato italiano, e stanno mutando di gara in gara la loro forma. Entrambe le squadre hanno privilegiato gli attacchi sul lato sinistro del campo (Juventus 46% degli attacchi, Napoli il 44%) entrambe stanno seguendo la via del gioco di posizione e stanno provando ad implementarlo. Buone notizie per il movimento calcistico di tutto il paese.

 

(Fonte immagine di copertina: profilo Twitter Juventus)

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Scritto da

Benedetto Greco