Il ritorno di Demiral: cosa ha dato e cosa può dare alla Juve

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Esattamente 375 giorni fa iniziava l’avventura bianconera di Merih Demiral. Era il 5 luglio 2019 infatti quando la Juventus ufficializzò il suo arrivo dal Sassuolo per 18 milioni di euro. L’acquisto del turco fu senza dubbio visto come un colpo in prospettiva interessante per la Vecchia Signora. In effetti il giocatore, nonostante fosse approdato in Italia appena sei mesi prima, aveva già dimostrato in maglia neroverde di avere ottime potenzialità. Tuttavia il suo arrivo a Torino non suscitò eccessivo clamore, anzi, al contrario, passò piuttosto in sordina. Questo fu dovuto soprattutto al fatto che, in quegli stessi giorni l’Allianz Stadium si stava preparando ad accogliere Matthjis de Ligt. L’ex Ajax era uno dei nomi maggiormente in voga nell’intero panorama calcistico internazionale, e dunque rubò la scena al suo attuale compagno di reparto in maniera inevitabile.

Riuscire ad imporsi all’interno di un comparto difensivo in cui sono presenti nomi come Bonucci, Chiellini e, appunto, de Ligt, non sarebbe stata un’impresa facile nemmeno per dei nomi ben più blasonati di Demiral. Per questo motivo, nella stessa estate, si era parlato con insistenza di una sua possibile partenza. Eppure il 2 settembre, al termine della finestra di calciomercato, Demiral era ancora alla corte di Sarri, nonostante non avesse ancora messo piede in campo in partite ufficiali.

L’ASCESA DI DEMIRAL

Per avere la sua chance il classe ’98 dovette aspettare non poco. Rimasto infondo nelle gerarchie del tecnico, da agosto a dicembre giocò solamente la gara contro l’Hellas, alla quarta giornata di campionato. Da lì in poi l’ex Alanyaspor assistitì da spettatore dalla panchina, fino all’11 dicembre, in quello che si potrebbe definire come il match della svolta. In quell’occasione la Juventus affrontava il Bayer Leverkusen ai gironi di Champions League con la qualificazione ormai in tasca. Sarri optò così per un massiccio turnover, designando come coppia di centrali difensivi Demiral e Rugani.

Il turco stupì tutti con una prestazione che il giorno dopo Tuttosport avrebbe definito “dominante”. Impeccabile negli uno contro uno, spesso e volentieri in anticipo sull’avversario e ineccepibile nel gioco aereo. Havertz e compagni furono di fatto annichiliti dal suo strapotere difensivo.

Havertz riceve in area di rigore con l’intento di calciare in porta, ma Demiral recupera e intercetta il tiro.

Complice un momento non troppo brillante di de Ligt, Sarri decise di confermarlo anche in campionato al fianco di Bonucci. La sua performance contro l’Udinese fu addirittura migliore rispetto a quella di quattro giorni prima. Nel corso delle due gare che l’hanno di fatto consacrato, Demiral ha messo in luce specialmente la sua identità di difensore aggressivo, cioè che presta maggiormente attenzione al portatore di palla che al posizionamento. Più volte infatti va ad attaccare il pallone, costringendo l’avversario a restare spalle alla porta o ad affrontarlo nell’uno contro uno. L’attaccante deve poi essere estremamente abile per andargli via, come dimostrano i 28 contrasti vinti dal difensore in sole 4 partite (e un quarto) giocate.

L’ampia porzione di campo coperta da Demiral nella sfida all’Udinese; il difensore tende spesso a seguire il portatore e non a restare nella linea (fonte: SofaScore).

Dopo la partita contro i friulani, Demiral guadagnò la fiducia dell’allenatore e scippò a de Ligt la maglia da titolare. Tutto dovette interrompersi però proprio sul più bello, quando, nella trasferta di Roma, a pochi minuti dal suo primo gol in bianconero, si ruppe il crociato.

PIÙ SOLUZIONI DIFENSIVE

Il rientro dall’infortunio, a circa un mese e mezzo dal termine della stagione, è sicuramente un’ottima notizia per l’ambiente juventino. L’ex Sassuolo offre infatti una valida alternativa al duo Bonucci-de Ligt, che, specialmente giocando ogni tre giorni, ha necessariamente bisogno di rifiatare. Con un Chiellini non ancora recuperato e un Rugani poco affidabile (come ha dimostrato la recente prestazione contro il Milan), il 22enne rappresenta l’ossigeno che ci voleva per il reparto arretrato.

Demiral non è però da considerare unicamente come un sostituto dell’attuale coppia di titolari, in quanto, viste le sue capacità, potrebbe rivelarsi utile dal primo minuto in diverse occasioni. Un’altra grande qualità mostrata dal difensore è infatti la sua buona gamba nell’allungo, grazie alla quale riesce a garantire la copertura anche quando la squadra è alta. È quindi assai difficile che, su un contropiede o su un’azione lanciata, l’attaccante riesca a sfuggirgli in velocità.

Simeone cambia passo per ricevere da Nainggolan, Demiral però tiene il passo e non gli permette di ricevere.

Questo suo particolare attributo potrebbe rivelarsi prezioso ad esempio nella partita di Champions League contro il Lione. In quel caso la Vecchia Signora sarà costretta a sbilanciarsi in avanti, per ribaltare il risultato dell’andata, e perciò Demiral rappresenta la soluzione ideale per proteggersi dai contropiedi.

Per quanto riguarda invece la fase di possesso palla, il classe ’98 ha indiscutibilmente meno qualità nel palleggio dei suoi colleghi Bonucci e de Ligt, ma ciò non vuol dire che perde più palloni. Ciò trova conferma nei soli 24 passaggi sbagliati sui 283 tentati (91.5% di precisione). Dunque, nonostante non sia nato per fare il gioco di Sarri, Demiral sembra trovarcisi molto a suo agio. Il suo rientro aiuterà sicuramente la Juventus del presente e, soprattutto, quella del futuro.

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram @merihdemiral

AntonioA
Scritto da

Antonio Fontana