Con una certezza tale da poterci mettere sopra la quale, posso affermare che nessun tifoso della Lazio può esser contento della retrocessione in Conference League. Innanzitutto perché giocare l’Europa League sarebbe stato meglio, poi perché dopo le vicessitudini e sfottò con i cugini giallorossi, rivali di sempre, qualche opinione spesso fuori controllo si è fatta vedere, Igli Tare su tutti. Ma a razionalizzare, il passaggio dei biancocelesti alla terza competizione per ordine di importanza rischia di disegnare per il nostro campionato una delle favorite della Coppa, nonché una delle più attrezzate della competizione.
Dall’urna è uscito il cluj, che sulla carta rischia di essere una compagine semplicemente abbordabile. Lo schieramento tattico sarà il 4-4-2 base; in porta gioca Scuffet, ex Udinese, che al tempo non prese al volo l’occasione della vita chiamata Atletico Madrid e che adesso è finito a giocare in Romania. Ma la squadra bordeaux ha delle radici radicate che partono dal nostro calcio, perché anche Dan Petrescu, mister del Cluj, ha giocato in Italia nel 1991 con il Foggia e due anni dopo con la casacca del Genoa. Ma non solo, perché altri profili come Billong, Zé Gomes e Mbaye sono tutti passati dal bel paese. Ma i rumeni conoscono bene il nostro calcio anche per un passato di accoppiamenti, spesso anche positivi, con qualche compagina italiana. Già tre anni fa, nella stagione 2019-20 Cluj e Lazio erano state sorteggiate assieme, nel girone di Europa League che aveva visto i rumeni passare assieme al Celtic, eliminando i biancocelesti proprio grazie alla vittoria interna per 2-1. In quella partita lì il vero e proprio protagonista fu Ciprian Deac, che oggi conta trentasei anni ma che continua a stupire e a trascinare i suoi. In questa stagione ha già fatto tre gol e cinque assist nonostante non sia più un attaccante di primo pelo. Particolare attenzione va fatta anche a Petrila, che difficilmente partirà titolare, essendo un ala, ruolo non previsto nel sistema di gioco iniziale del tecnico, ma capace di giocare su ambedue le fasce offensive che distruttivo a partita in corso, perfetto per il trasformismo del Cluj, che spesso passa in partita al 4-3-3 o al 4-2-3-1.