Perseveranza, lungimiranza e tanta esperienza, non circoscritta nello ‘stivale’, vissuta dalle più esperte figure aziendali, hanno permesso alla LTA Agency di sprigionare nel corso degli anni il proprio potenziale che, ai giorni d’oggi, si esprime in tutto il suo splendore con una rete di contatti che abbraccia il Medio Oriente, gli USA, l’Asia, l’Europa e l’Africa.
Il tutto ‘accompagnato’ dal pensiero di Alessandro Pennestri:
“Pensare fuori dagli schemi”.
Il protagonista della nostra intervista esclusiva, responsabile per l'Italia della sopracitata società di procuratori che opera nel calcio femminile, ha presentato il percorso e il processo, che ha portato la LTA Agency a divenire leader comprovato nel calcio femminile mondiale mediante un approccio unico derivante dalla passione per il gioco.
L'INTERVISTA
"Think outside the box": quanto questo Suo motto Le è stato d’aiuto nel corso della sua carriera?
“Vengo da un’esperienza di calcio nel meridione d’Italia, dove, per attirare l’attenzione, devi per forza cercare di fare qualcosa di innovativo. Fui uno dei primi a creare sinergie con gli Stati Uniti (college e club), e cercare in giovani laureati in ambiti diversi le migliori idee per portare avanti i progetti tecnici. Molti di loro, oggi, a distanza di anni, hanno costruito grandi carriere professionali, e mi inorgoglisce essere stato, in piccola parte, un precursore nel riconoscere le loro attitudini e abilità”.
Com’è nato tutto?
“È il frutto di questa esperienza sportiva condivisa con gli Stati Uniti. Un dirigente di un club nostro partner, FC Indiana, mi chiese, anni dopo il termine di quella esperienza, di collaborare insieme. Lui, intanto, aveva aperto la LTA Agency, e decisi di accettare la proposta. Da lì, un susseguirsi di esperienze internazionali mi ha formato e ha determinato in 15 (e più) anni, una storia che stiamo continuando a scrivere”.
Era l’ormai lontano 2009. Nell’arco di 15 anni si aspettava una crescita simile?
“Io ho sempre creduto nel calcio femminile, anche quando molti cercavano di dissuadermi dall’impegnare così tanto tempo a questo mondo. Il nostro business di consulenza ormai non ha confini: parte dall’Europa, si sposta negli States, in Asia e in Medio Oriente (dove siamo advisor di vari progetti di sviluppo tecnico con accademie internazionali), fino a giungere in Africa, dove ben presto contribuiremo allo sviluppo di un progetto tecnico e benefico nello sport per dare un futuro a tante ragazze e ragazzi del Continente”.
Quali sono le operazioni di mercato che ritiene più importanti?
“Io credo che le operazioni più importanti siano quelle dove c’è massima soddisfazione da parte delle calciatrici. Non bisogna mai ‘vendere sogni’, ma saper essere critici verso sé stessi e il proprio lavoro. Dire sempre ciò che si pensa. Una calciatrice rende di più se vive un contesto positivo e professionalizzante. A mio avviso, non bisognerebbe mai accettare un ambiente/club ‘tossico’, anche se blasonato solo per indossare quella maglia. In questo l’esperienza ha un peso; conoscere le persone ancora di più”.
State progettando la realizzazione di diversi campi in Cina. L’idea è quella di portare in Italia alcune giocatrici cinesi?
“Il calcio cinese è in espansione. Il grandissimo bacino dal quale poter pescare fa della Cina una delle frontiere del futuro. Ho imparato sulla mia pelle che Paesi così dimostrano grande lungimiranza nel voler apprendere dall’esterno tutto il necessario. Conoscono molto bene l’argomento e hanno un concetto di competenza e meritocrazia che fa invidia alla stragrande maggioranza dei Paesi occidentali. Questa è la base dei nostri progetti in Cina, dove siamo advisor per il calcio femminile di due accademie locali a Shenzen e Wuhan, dove sono in corso sia la costruzione che l’ampliamento di due centri federali regionali, nei quali daremo un contributo tecnico e tecnologico”.
La vostra società è in costante contatto con imprenditori non solo in Cina, ma anche in Qatar. Può svelarci qualcosa in merito ai progetti futuri?
“Oggi il Middle East è il centro del mondo calcistico. Tutti vogliono andare lì e fare business nel calcio. Noi due anni fa siamo stati in Arabia Saudita per approfondire dei contatti locali e capire, attraverso meeting con club di primaria rilevanza mondiale, quali fossero le prospettive. È evidente che siamo in prima fila per confrontarci e sviluppare insieme progetti in quei Paesi. Arabia Saudita, così come Bahrein, Qatar e Oman, sono al centro della programmazione dei prossimi anni. Non è mai semplice, ma le competenze e le conoscenze generate negli anni ci permetteranno di sviluppare lì alcuni progetti tecnici. Già molte ragazze della LTA militano in Saudi Pro League: penso ad Ajara Nchout Njoya, ex calciatrice dell’Inter. Ma è una finestra che può portare benefici anche in Italia, se consideriamo che alcuni partner italo-qatarioti ci hanno chiesto di partecipare a interlocuzioni con club italiani, maschili e femminili, per stabilire la possibilità di investimenti nel nostro Paese su infrastrutture sportive e ricreative. Il nostro core-business rimane il calcio e tutto ciò che ne gira attorno, ma possiamo supportare partner internazionali che sono sempre più interessati a investire in Italia rispetto al passato. Questo potrebbe essere un volano interessante per lo sviluppo del calcio femminile. Crediamo molto nelle sue prospettive”.
Sostenibilità, innovazione, inclusione: insomma cambiamenti atti allo sviluppo dell’industria sportiva, tra cui il calcio femminile, sempre più in continua crescita. Qual è la strada per massimizzare l’impatto sociale positivo derivato dal costante lavoro di organizzazioni come la vostra?
“Io credo che il movimento femminile abbia delle specificità proprie, che lo rendono differente in modo positivo e interessante, rispetto al maschile. Non dovrebbe ‘scimmiottare’ il maschile, che ha altre dinamiche e altri flussi economici, ma generare da sé, attraverso innovative soluzioni, una via propria verso la sostenibilità. Il calcio femminile italiano - e questo ci viene riconosciuto nel mondo - è una ‘frontiera pressoché vergine’, ed è stato fatto molto per la sua visibilità, ma ancor di più può esser fatto se gli si riconosce la sua unicità e specificità. È un bel vedere, per chi come me calcava i campi di periferia molti anni fa, l’attuale livello nei settori giovanili femminili. Questo risultato si deve a chi ha sostenuto, con sacrificio, il sistema quando nessuno ci credeva".
Il passaggio di Barbra Banda agli Orlando Pride, nella NWSL statunitense, è stata la seconda operazione più costosa di tutti i tempi (per un trasferimento internazionale nel calcio femminile). Per voi che vi occupate della gestione delle carriere delle calciatrici, ha rappresentato un punto di svolta?
“Barbra è una giocatrice eccezionale. Nelle sue prime 11 partite negli USA ha siglato 11 gol. È una forza della natura. Per noi, non è la prima, e spero non sarà l’ultima a calcare quei campi. Le calciatrici più importanti sanno di essere un ‘simbolo’, un riferimento, per coloro che vogliono avvicinarsi a questo sport. Immagina quanto lo sia per una calciatrice africana. Io ho avuto il privilegio di conoscere molte calciatrici di quel continente. Tutte sanno di non essere solo calciatrici, ma di avere un’enorme responsabilità. Da anni, stiamo facendo molto per le ragazze di quei Paesi, sappiamo che per loro, come per le loro famiglie, e per questioni sociali, rappresenta un’occasione di sviluppo ed emancipazione che un intero Paese attende. Io condivido a pieno le idee del responsabile di agenzia, e agente FIFA, Anton Maksimov, che vede questo lavoro più che un business una sorta di missione di ‘riscatto sociale’ per l’Africa. Sarò sempre al suo fianco per sostenere progetti del genere”.
Vero Boquete è stata eletta miglior centrocampista Serie A. Inoltre, ha di recente rinnovato il contratto con la Fiorentina e resterà un altro anno nella vostra ‘squadra’. Una vittoria personale, ma anche della LTA Agency.
“Vero è un altro grande privilegio che la mia agenzia mi ha concesso negli anni. Conoscerla, condividere le stagioni in Italia, dapprima al Milan e ora alla Fiorentina fino ad arrivare a esserne il capitano, è, per me, fonte di ispirazione. Lei è una gran bella persona. Non ha mai proferito una parola fuori luogo, mai assunto un atteggiamento negativo verso una compagna o un allenatore. È sempre focalizzata sull’obiettivo: un ‘must’ per un’atleta. A coloro che fanno riferimento all’età, come elemento fondamentale per uno sportivo, dico che questa dipende dal tipo di carriera affrontata, da quanto sei stata professionale negli anni e quanto hai avuto cura di te stessa dentro e fuori del campo. Solo dopo aver fatto queste riflessioni puoi giudicare una calciatrice. Vero è superlativa: ha una coerenza e una consapevolezza di sé, e di ciò che rappresenta, quasi disarmante per la sua semplicità. Come dico sempre: Vamos Vero!”.
A proposito di Boquete, ci parli della partnership con la EA SPORTS FC FUTURES ACADEMY. Lei ricopre le vesti di ambasciatrice insieme a personalità del calibro di Zico, Marta, Zola, Lizarazu, Kulusevski, Panico e Morientes.
“Questa è un'altra importante conquista per il movimento. Vero è stata tra le prime (o forse proprio la prima) a indicare quanto fosse ‘ingiusto’, e al tempo stesso ‘necessario’, che i videogame di calcio fossero costruiti e indirizzati anche per il genere femminile. Sino a qualche anno fa non vi era, se non in modo molto limitato, la possibilità di vedere calciatrici all’interno dei videogame di calcio. Oggi è quasi la normalità. Così come è normale che lei, per la sua storia personale e professionale, e per le battaglie che ha portato avanti per il movimento, oltre al riconoscimento internazionale che le viene attribuito, fosse scelta per rappresentare il calcio femminile al fianco dei grandi campioni sopracitati. È un onore e una grossa responsabilità. Sono convinto che lei abbia la forza di rappresentare le calciatrici e, al contempo, di aprire la strada ad altre sue colleghe. Sarà il volto femminile del gioco e dei suoi ambassador nel mondo anche per la prossima stagione”.