Nicolò Savona si è reso protagonista di una lunga chiacchierata in diretta sul canale Twitch della Juventus. Il difensore azzurro sarà impegnato tra pochi giorni nelle gare valide per i playoff di Serie C, in cui gli uomini di mister Brambilla affronteranno l'Arezzo, rispettivamente settima e ottava della classe del girone B della terza serie italiana.
Numero Diez è stata presente in maniera attiva alla chiacchierata con il giocatore della Vecchia Signora Next Gen e, pertanto, vi riportiamo di seguito le parole del classe 2003.
LE DOMANDE DI NUMERO DIEZ
SU NICOLUSSI CAVIGLIA - “Hans Nicolussi Caviglia lo conosco da quando avevo 8 anni. Partivamo da Aosta insieme in navetta per allenarci, abbiamo fatto la trafila insieme. Siamo ancora in contatto e ci vediamo ad Aosta, oppure quando mi capita di allenarmi in prima squadra”.
SULLA NAZIONALE - “La mia ultima presenza con l'Italia è arrivata in u20 prima che mi operassi, ma non ho avuto ancora contatti con l'u21. Indossare la maglia della Nazionale è un bel prestigio, speriamo accada nuovamente”.
SUGLI OBIETTIVI PERSONALI - “A inizio stagione il mio obiettivo era realizzato almeno 5 assist ed esordire in prima squadra, che sogno fin da piccolo. Per il finale di stagione mancano altri 2 assist (ride, n.d.r)”.
LE PAROLE DI SAVONA
SU MISTER BRAMBILLA - “Sicuramente mister Brambilla è stato molto importante. Quest'anno mi ha adattato a terzo di difesa, quando ho sempre fatto il terzino destro. Mi sono adattato, mi sono trovato bene e mi piace questo ruolo”.
SUL RUOLO PREFERITO - “Il mio ruolo naturale è il terzino a 4. Quest'anno giocando con la difesa a 3 ho alternato il terzo di difesa e l'esterno, ma preferisco il terzino. Facendo il terzo di difesa sei più un difensore centrale. Io preferisco spingere e attaccare, ma non posso contribuire sempre ora. Si tratta di una via di mezzo tra centrale e terzino”.
SULLA CHIAVE DELLA SVOLTA - La partita chiave è stata in casa con la Virtus Entella, vinta 1-0. Abbiamo fatto una grande partita, lottato su ogni pallone. Quella è stata la svolta.
SULL'AREZZO - “Affronteremo una squadra forte in una partita secca, da dentro o fuori. Poi ci saranno gare di andata e ritorno ma, alla fine, la più forte vincerà. Proprio questo dentro o fuori è stimolante. Abbiamo fatto 8-9 mesi per raggiungere questo obiettivo e ora possiamo continuare la nostra stagione”.
SUGLI OBIETTIVI - “Speriamo di poter arrivare più in alto possibile. Dobbiamo fare del nostro meglio in ogni gara. Sogno di esordire con la maglia della Juventus in Serie A. Non ho mai immaginato un esordio preciso, non ti rendi bene conto di quel che stai realizzando. Se dovessi scegliere, preferirei esordire in UCL, il top delle competizioni”.
SULLA STAGIONE - “Prima parte di stagione male, ma poi ci siamo ripresi alla grande. All'inizio non siamo partiti bene, ritrovandoci in fondo alla classifica. Il lavoro quotidiano e l'essere una famiglia nello spogliatoio e in campo ci ha aiutato. Voto alla stagione? 8.5”.
SULLE SECONDE SQUADRE - “C'è un bel salto di categoria tra prima squadra e Serie C. Giochi contro ragazzi di grande esperienza, è il calcio vero. Ritmi e intensità sono molto più alti”.
SUI COMPAGNI - “Il più talentuoso della rosa è Yildiz, il più scherzoso non saprei individuarlo. Gioco con tutti. Il più maturo? I ragazzi over: Guerra, Poli. Averli in squadra è molto importante, ti fanno capire momenti extra-calcistici e della gara, ti responsabilizzano molto”.
SULLA PRIMA SQUADRA - “Vedere Cristiano Ronaldo dal vivo fa impressione. A petto nudo sembrava una statua. Fagioli e Miretti? Siamo stati insieme tanto tempo, abbiamo creato un bel rapporto. Sono due bravi ragazzi, fonte di ispirazione perché sono arrivati a giocare e rimanere in prima squadra. Il giocatore più forte mai affrontato, invece, è Douglas Costa. Quando mi sono allenato in prima squadra ho pensato ‘questo non è umano’, è devastante. Il mio idolo bianconero è Dani Alves, anche se è rimasto poco. Fisicamente era molto forte”.
SUL TIFO BIANCONERO - “Io sono juventino. Giocatore contro la prima squadra all'Allianz Stadium è stato un sogno, una bellissima esperienza. Ogni tanto vado allo stadio, la partita più bella mai vista è stata il ritorno di Juventus-Atletico Madrid 3-0, in UCL”.
SULLE PERSONE IMPORTANTI - “I miei genitori e mia sorella sono stati determinanti per arrivare fin qua. Devo ringraziare anche Gigi Milani, che mi ha sempre dato una grossa mano”.
SUI SACRIFICI GIOVANILI - “Per molti anni ho fatto avanti e indietro: uscivo subito da scuola, mi allenavo e rientravo a casa alle 10 di sera. Solo a 14 anni mi sono spostato in convitto, ora vivo da solo. All'inizio ero talmente piccolo da non capire cosa stesse succedendo, ma quando il direttore della squadra del mio paese mi disse che avrei fatto un provino per la Juventus ero felicissimo”.