Come tutti sappiamo, la Juventus avrebbe dovuto affrontare il Napoli in campionato senza il calore della Curva Sud. Gli insulti razzisti in direzione di Lukaku, registrati durante la gara di Coppa Italia contro l’Inter, infatti, sarebbero stati sufficienti per la chiusura del settore per almeno una gara. Ma così non è stato: la FIGC ha chiuso un occhio o esistono altre motivazioni per cui non è stato preso alcun provvedimento?
QUESTE LE MOTIVAZIONI
A chiarire la situazione ci ha pensato la Corte Sportiva d’Appello, che ha reso noto le motivazioni per le quali la Curva Sud della Juventus non è stata chiusa. Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, la decisione si basa principalmente su una consegna tardiva della relazione al Giudice Sportivo. Una consegna che solitamente viene presa in carico dalla Procura federale e che in quella circostanza era stata inoltrata il giorno successivo alla gara, tra l’altro feriale.
Motivo per cui la Juventus ha spinto sull’inutilizzabilità della relazione (arrivata a destinazione oltre i termini previsti) e ha chiesto l’annullamento della decisione per altri motivi tra cui:
- Una ridotta percezione del fenomeno tale da far scattare la sanzione nei confronti delle società;
- La concessione del beneficio della sospensione condizionale della sanzione;
- Una serie di concrete iniziative contro ogni tipo di discriminazione, costantemente oggetto di divulgazione da parte della società.
E, infine, la Juventus ha chiesto:
- Che la sanzione venga scontata nell’ambito delle competizioni di Coppa Italia per la quale è stata irrogata (e non quindi del Campionato). Tutto ciò anche in considerazione, a detta della reclamante, della solo minima coincidenza della tifoseria occupante la Tribuna Sud nelle due competizioni (Coppa Italia e Campionato).