Torino, impronta solida e rivoluzione in atto: Juric ha trasformato i granata

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Solidità difensiva, organizzazione di gioco ed un’impronta totalmente rivoluzionaria. Il Torino sta voltando pagina dopo le ultime stagioni in penombra, e lo sta facendo grazie al certosino lavoro di Jurić. I granata si trovano in decima posizione in Serie A e detengono la quarta miglior difesa del campionato con 25 gol subiti; meglio hanno fatto solo Napoli, Inter e Juventus. Il gioco granata stupisce sempre di più, e con la dovuta continuità, può avere un potenziale devastante per il futuro.

TORINO, STILE DI GIOCO DISTRUTTIVO E PRIMATO IN EUROPA

Il gioco del Torino lo si potrebbe definire, per l’appunto, distruttivo. La cattiveria agonistica, con la quale i granata scendono in campo, è rara, e poche altre squadre la hanno. Gli avversari si ritrovano spesso spaesati e affannati nel tener testa a una squadra così ben organizzata; ma, soprattutto, che pressa in maniera così asfissiante e continuativa. L’arma segreta degli uomini di Juric è proprio il pressing. I granata lo effettuano come nessun altro in Europa, ed è diventato oggetto di studio da parte di Soccerment, che ne ha quantificato la qualità.

Il parametro in percentuale, espresso dai ricercatori, è il Bdp, che indica la capacità di una squadra di intercettare i passaggi degli avversari e interromperne le azioni. Il Torino spicca come regina d’Europa in questi parametri, classificandosi come la squadra che ha l’efficacia di pressing più alta di tutti. Ben l’8,57% delle azioni avversarie sono interrotte dal pressing dei granata, capace, spesso e volentieri, di convertirsi in contropiedi per finalizzare le occasioni da gol. Per capire l’importanza di questo dato, basti pensare che gli uomini di Juric si trovano davanti a un top club come il Liverpool, famoso per il pressing indetto da Klopp.

RIVOLUZIONE IN FORMATO JURIC

Inutile nasconderlo ancora, il Torino è diventata una squadra temibile e organizzata minuziosamente. L’armata granata può mettere in difficoltà qualsiasi avversaria e lavora per puntare sempre più in alto. Gran parte del merito deve essere attribuito a Juric, autore del cambiamento di rotta del Toro. La squadra pare solida non solo in campo, ma anche fuori. L’allenatore croato ha portato sotto la Mole tutto ciò che ha imparato dopo anni di gavetta tra Genoa ed Hellas Verona, modificando principi di gioco del maestro Gasperini secondo il suo pensiero.

I meccanismi difensivi sembrano ormai plasmati a dovere e l’ingranaggio funziona ottimamente. La guida della difesa è affidata a un colossale Bremer, che giganteggia su ogni avversario, ma anche ad altri giocatori; da Milinkovic-Savic a Singo, passando per il ritrovato Vojvoda, questi stanno contribuendo al successo granata. Nonostante i dati offensivi non siano esaltanti (solo 31 gol fatti), il Toro è comunque tra le migliori squadre per gol attesi senza rigori. Quest’ultimo dato tiene conto della qualità e della quantità delle occasioni da gol create e, implicitamente, sottolineando la grande sfortuna del Torino sotto porta. Se la buona sorte girerà a favore della squadra di Juric, potrà togliersi grandi soddisfazioni un domani non troppo lontano.

COSA ASPETTARSI DAL FUTURO

Il futuro pare prosperoso per il Toro, che ha cambiato faccia da questa stagione, grazie ad un condottiero con le idee chiare e ben applicate. Non sarebbe strano aspettarsi un’evoluzione in stile Atalanta per i granata. Juric sta lavorando per questo, per portare la squadra agli alti livelli a cui era abituata. Il tecnico punta molto sulla crescita dello spogliatoio, del valore dei singoli, ma anche societaria. Non a caso, ha bocciato la formula dei prestiti secchi (vedi Pobega). All’allenatore piace tirar fuori il meglio dai suoi giocatori, valorizzandoli, facendoli crescere e rivendendoli, così da reinvestire la somma incassata sul mercato e acquistare nuovi elementi adatti al suo stile di gioco. Se le idee del tecnico andranno di pari passo con quelle della società, il futuro potrebbe riservare grandi sorprese per il Torino. La rivoluzione è solo all’inizio. Malgrado la partita contro il Venezia non abbia garantito un conforto nel risultato.