ESCLUSIVA - Bartoccioni, portiere del Milan Primavera: "Abate ci fa capire cosa vuole dire essere professionisti"

single

Andrea Bartoccioni è uno degli elementi della rosa del Milan Primavera che ha raggiunto il grande traguardo della finale di Youth League. In Europa non c'è stato il lieto fine, con i rossoneri che si sono dovuti arrendere ai greci dell'Olympiakos, ma la stagione rimane memorabile. Un percorso che non è ancora chiuso, perché sabato si gioca il primo turno dei playoff scudetto al Viola Park.

La vittoria del campionato di Primavera 1 è l'obiettivo che Bartoccioni ha dichiarato ai nostri microfoni, con il portiere classe 2004 che ha espresso tutta la sua gioia per le soddisfazioni che si è tolto durante l'anno. L'apice è stato sicuramente quando il ragazzo, nato e cresciuto a Milano, ha letto sul maxischermo di San Siro il suo nome, in occasione della sua prima convocazione in prima squadra, in Milan-Juve

Con lui abbiamo trattato anche della figura di mister Ignazio Abate, l'allenatore del Milan Primavera di cui si è parlato tanto negli ultimi mesi. Bartoccioni ha descritto le peculiarità dell'ex terzino rossonero, elogiandone le caratteristiche fondamentali da tecnico. Non è mancato anche uno sguardo al futuro, su quella che potrebbe essere la strada da intraprendere a stagione conclusa. Di seguito le parole di Bartoccioni, in esclusiva per Numero Diez.

ANDREA BARTOCCIONI, PORTIERE DEL MILAN PRIMAVERA - LE SUE PAROLE

Questo è stato il tuo vero e proprio primo anno nel Milan Primavera, grazie al quale hai potuto esordire anche in Youth League. Quali sono le differenze principali tra le giovanili del nostro Paese e quelle delle big estere?

Si, l'anno scorso ho giocato maggiormente in Under 18, quest'anno invece ho avuto più spazio in Primavera. In Youth League soprattutto, capisci come anche a questi livelli si possa trovare un gioco molto tecnico e intenso. Abbiamo affrontato grandissime squadre, come PSG, BVB, Porto, Real Madrid… piene di talento. In Italia si predilige un gioco molto più fisico rispetto ai campi internazionali, dove squadre di questo tipo sfruttano le qualità dei loro giocatori per cercare di segnare per prime e sono più simili al nostro gioco”. 

Sabato prossimo si gioca il primo turno dei playoff, qualificazione ottenuta contro il Torino. Come ci arrivate?

Innanzitutto, vorrei dire che siamo orgogliosi del percorso che abbiamo fatto, perché grazie al nostro gruppo, al lavoro con il mister e con lo staff, grazie alla società, abbiamo raggiunto un risultato storico. Siamo stati la prima squadra italiana a raggiungere la finale di Youth League, migliorando quanto fatto già lo scorso anno. E per la prima volta da quando c’è il girone unico ci siamo qualificati ai Playoff, un binomio che nessuno prima di noi aveva conseguito. Ora che siamo alle Fasi Finali vogliamo concludere questa annata al meglio, ognuno di noi sa che darà il massimo perché sarà fondamentale non avere rimpianti”.

Mister Abate ha fatto un grandissimo lavoro al Milan. Che cos'ha di speciale, qual è la qualità principale del vostro allenatore?

Ha fatto una grandissima carriera da giocatore, scendendo in campo con campionissimi. Ha vissuto tante esperienze di livello assoluto, e la sua caratteristica migliore è riuscire a trasmettere a noi giovani della Primavera cosa voglia dire essere un calciatore professionista. Molto preparato anche a livello tattico, sul come gestire allenamenti e partita. Ha saputo creare un grande gruppo, cercando di fare sentire ogni singolo calciatore importante e parte concreta del percorso che stiamo ancora affrontando. Ha saputo entrare nelle nostre teste e toccare i tasti giusti”. 

Eravate partiti benissimo in campionato, ma durante l'anno c'è stata una flessione. Questo è forse dovuto all'impegno in Europa che vi ha portato via più energie delle altre?

Sicuramente noi, a differenza di quasi tutte le altre del campionato Primavera 1, abbiamo avuto più impegni. Siamo anche la seconda squadra più giovane del campionato, penso che a livello di esperienze dobbiamo crescere. Inoltre, a metà stagione molti elementi erano aggregati alla prima squadra, non abbiamo fatto dunque molti allenamenti con la rosa completa in quel periodo. Ma nonostante questo, il gruppo ne è uscito ancora più forte e il risultato è davanti agli occhi di tutti: Finale di Youth League e qualificazione ai Playoff. Siamo, come le altre 5 squadre finaliste, in corsa per lo scudetto, e ci crediamo molto”.

Te sei nato a Milano, cresciuto a Milano, e hai fatto tutta la trafila delle giovanili nella società rossonera. Cosa ha voluto dire per te raggiungere il traguardo della convocazione in prima squadra in occasione dello scorso Milan-Juventus?

Il Milan è una delle squadre migliori del mondo, con più blasone e tifosi. Io devo ringraziare questa società, che mi ha accolto nel 2014 e che mi ha fatto crescere moltissimo. L'ambiente è molto professionale e ti dà tranquillità e tempo per lavorare. Quando mi sono visto sul maxischermo ho provato un'emozione unica. Questo è il mio sogno, ed ero lì per fare quello, per dare una mano alla squadra. Spero possa succedere di nuovo. Di certo so che i sogni si coltivano perché si avverino, quindi continuerò a lavorare duro con professionalità e umiltà per crescere ogni giorno di più”.

Ora hai 20 anni. Cosa vedi nel tuo futuro prossimo? Continuare con il Milan Primavera o spingere per un'esperienza tra i grandi?

L'obiettivo è fare il professionista, entrare in quel mondo lì, ma la stagione non è finita. Mi sto concentrando insieme alla squadra per i playoff. Io e i miei agenti abbiamo un grande feeling con la società, quando arriverà il momento capiremo cosa fare. Io comunque sono pronto a tutto e consapevole che è oggi che si costruisce il futuro, quindi ora ripeto, penso e pensiamo al presente, ai playoff”.

MattiaM
Scritto da

Mattia Cengia