ANDREA COMPAGNO IN NAZIONALE – Non sempre è facile indovinare. A chiunque è capitato, almeno una volta nella vita, di trovarsi davanti a una situazione simile. Rosso o nero, con la possibilità minima che possa uscire anche il verde. Rosso il colore per eccellenza della passione, in questo caso, magari, anche dell’istinto. Nero quello delle scelte più tenebrose, oscure, difficili, che però ogni tanto vanno prese. E verde: l’imprevedibilità fatta a colore, non a caso è spesso associato alla fortuna.
Non si parla solo di roulette o casinò, ma anche delle scelte cui sono posti davanti ogni giorno i calciatori. Lo sa molto bene Andrea Compagno, attaccante della FCSB che è entrato nei 26 pre-convocati di Mancini in vista delle partite contro Inghilterra (23 marzo) e Malta (26 marzo), valide per le qualificazioni a Euro2024. La posta in palio è alta e c’è bisogno anche di un pizzico di follia per portarsela a casa: proprio l’elemento chiave che ha contraddistinto la carriera di Compagno.
CRISI DELLA NAZIONALE IN ATTACCO
Andrea Compagno Legend of FC U Craiova 1948 (Part 5) pic.twitter.com/zE9fPqykrt
— Romanya Futbolu 🇹🇷🇷🇴 (@ROFutboluTR) September 12, 2022
Purtroppo, questa volta, non è un titolo clickbait o un’opinione di un qualunque tifoso della Nazionale. Sono le parole di colui che meglio di tutti dovrebbe conoscere la squadra:
“I problemi sono seri. Immobile è ko, Raspadori in forse. Ci sono grossi interrogativi. I nostri attaccanti centrali, quasi tutti, hanno giocato pochissimo negli ultimi mesi. Non ne abbiamo uno che sia un titolare”.
Queste le parole del ct a Il Messaggero.
E allora si torna di nuovo alla follia: perché non dare una chance a qualcuno che sta giocando tanto e da titolare? La scelta è ricaduta proprio su Andrea Compagno. Il “Matador”, chiamato così per la lunga chioma e il ruolo ricoperto, che porta ad associarlo al vero Matador, Edinson Cavani, potrebbe davvero dare nuova linfa a un attacco che versa in pessime condizioni.
Il minutaggio (2168′ in stagione in tutte le competizioni) e i gol segnati (17) sono dalla sua parte. Inoltre, garantirebbe caratteristiche nuove e anche un po’ atipiche rispetto agli attaccanti che hanno scritto la storia della Nazionale. 1,94m e 80kg sono i due dati che possono dare nuove idee e nuovi spunti a Mancini, oltre che quelli già citati.
IL LUNGO PURGATORIO
Prima della convocazione con l'Italia, però, gli step da superare sono stati molti. Il rischio di mollare prima è alto, soprattutto se non si ha la testa adatta per crederci fino in fondo. Figlio d'arte, inizia a giocare nelle giovanili del Palermo, squadra in cui militava anche il padre Rosario. Il passaggio poi agli eterni rivali del Catania, negli anni in cui le squadre siciliane facevano parte dell'élite del calcio nostrano. Una lunga gavetta tra le squadre di Serie D, dove ha imparato a ingoiare bocconi amari piuttosto che a giocare al pallone. Numerose lezioni di vita, che passano dalla panchina e dalla fame di chi milita in quei campionati, che ti portano a diventare uomo.
Pinerolo, Argentina Arma, Borgosesia e Nuorese sono le squadre in cui Andrea Compagno ha assaggiato i campi della Serie D italiana. A 22 anni capisce che questo non fa più per lui. Si sposta a San Marino, altro campionato non professionistico, ma con una visione ben diversa del pallone. Al Tre Fiori, in due stagioni tra il 2018 e il 2020, realizza 37 gol in 41 partite ufficiali e si mette in luce. Proprio per questo motivo arriva la chiamata del Craiova, squadra che punta all'Europa nel campionato rumeno. La grande fiducia accumulata a San Marino e le lezioni apprese negli anni in Italia si rivelano fondamentali: a 24 anni è pronto per i professionisti.
Due buone annate anche al Craiova gli bastano per attirare l'attenzione di quella che è probabilmente la miglior squadra rumena: la FCSB, che ha raccolto l'eredità della storica Steaua Bucarest. Qui, oltre a trovare grande spazio, assaggia anche il terreno europeo, fondamentale per chi vuole fare il salto di qualità. In realtà, l'esordio in una coppa europea era già arrivato ai tempi del Tre Fiori, nei turni preliminari di Europa League. Con la Steaua, però, gli obiettivi anche in Europa sono ben più importanti.
ORA IL SOGNO NAZIONALE
Il pizzico di follia per passare dai luoghi a lui cari a un paese con una cultura totalmente diversa, è andato a buon fine. Come si dice: "La fortuna aiuta gli audaci". Andrea Compagno, nella roulette della vita, ha deciso di puntare tutto sul verde, dopo aver fatto grande esperienza tra la Serie D e San Marino. Ora, tutte le lezioni e gli insegnamenti stanno tornando indietro e la convocazione in Nazionale è solo l'ultimo dei tanti sassolini che si sta togliendo dalle scarpe. L'esordio con la maglia azzurra, inoltre, non è nemmeno così improbabile, alla luce delle parole di Mancini.
Le sue considerazioni in un'intervista di poche settimane fa su La Gazzetta dello Sport dimostrano la sua grande mentalità e voglia di arrivare:
"Con la gavetta e la testa giusta hai una marcia in più. Io a Pinerolo vivevo con 400 euro di stipendio, ero giovane e a 1000 km da casa. Non uscivo, perché non volevo chiedere i soldi ai miei genitori, e per arrivare a fine mese facevo la spesa al supermercato con la calcolatrice. Non mi è mai pesato. Il tornaconto è arrivato. Non mi sono arreso".
Mancini, con lui, ha deciso di puntare per l'ennesima volta tutto sul verde: la fiammella della speranza, accompagnata da un pizzico di fortuna, potrebbe diventare una grande fiamma che fa ardere il cuore degli italiani per la Nazionale.