L’attaccante spagnolo trasferitosi a Roma nell’ultima sessione di calciomercato Carles Pérez ha spiegato, in una lunga intervista rilasciata al giornalista David De Las Heras, i motivi della sua scelta di vestire giallorosso.
In Spagna, gli spazi per il classe ‘98 erano davvero ridotti:
“Il Barça era il mio sogno. Ho lavorato per arrivarci. L’addio è stato duro, l’ho vissuto male, non lo capivo. Mi è dispiaciuto il comportamento che hanno avuto con me. Setién mi ha detto i suoi piani, in attacco aveva i giocatori che aveva e mi ha spiegato come vedeva la squadra. Da una parta l’ho capito, dall’altra non credo che fossero le spiegazioni che dovevo ricevere. Io voglio essere un calciatore professionista e a 22 anni non ho voglia di perdere tempo”.
Pérez svela come le richieste, anche da altri campionati, non mancassero:
“Dalla Germania, dalla Spagna e dall’Inghilterra. Mi ha chiamato Fonseca e mi ha trasmesso fiducia totale. La città mi piace e la Roma è un grandissimo club. Avevo sempre voluto visitare Roma. È una città spettacolare, i tifosi sono calorosi e incredibili. L’ho scelta per il clima perché qui c’è sempre il sole come a Barcellona, per la lingua perché in Germania e Inghilterra sarebbe stato più complicato capirsi e un po’ per la storia della Roma“.
Queste le differenze tattiche tra Roma e Barça secondo il 22enne:
“La differenza è che ero abituato a giocare più aperto, mentre qui sto più chiuso. Ho più contatto con il pallone perché gioco più stretto nel campo e non come un esterno aperto. Da quando ero piccolo tutti mi paragonavano con Robben. Entrambi giochiamo a piede invertito, con la predisposizione ad entrare nel campo. E’ una delle mie caratteristiche”.
(Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram @carlesperez7).