CHI È YAYAH KALLON – La fuga dal Sierra Leone, in cui rischiava di diventare un bambino-soldato; il trasferimento impervio verso la Libia; il viaggio della speranza verso Lampedusa, con le modalità che tutti conosciamo attraverso i notiziari. Poi, Alessandria. L’intuizione degli osservatori del Genoa, il primo provino. Il Savona, finalmente il Genoa, l’infortunio…poi, la Serie A.
L’incredibile storia di Yayah Kallon è una continua montagna russa e sembra la sceneggiatura di un film che, dopo una tortuosa parte centrale, sta trovando forse la sua conclusione a lieto fine.
IL VIAGGIO, L’ITALIA, IL CALCIO
Kallon nasce nel 2001 a Kono, in Sierra Leone – uno degli Stati più poveri al mondo – in passato coinvolto nella tratta di esseri umani e, in tempi più recenti, sconvolto dai conflitti armati. In particolare, la guerra civile durata dal 1991 al 2002. In realtà, però, gli scontri non si sono fermati del tutto: lo sa bene il giovane Yayah, che a soli 14 anni decide di sottrarsi alla chiamata alle armi per inseguire un grande sogno, quello di diventare un calciatore professionista: i genitori si convincono e lui parte.
Attraversa l’Africa dall’interno a piedi, giungendo in Libia dopo 8 mesi: gli hanno detto che lì ci sono uomini che possono farlo arrivare in Italia. Effettivamente Yayah arriva a Lampedusa, con i rischi e le paure che abbiamo più volte visto raccontate dai media. Da lì, si trasferisce a Cassine, nel basso Piemonte, in provincia di Alessandria. Ora può inseguire il suo sogno.
IL PRIMO PROVINO
Kallon viene notato dagli osservatori del Genoa, che lo inseriscono in un allenamento degli Allievi Nazionali (leva 2001) sul campo di Arenzano. Yayah si presenta in spogliatoio in punta di piedi, saluta tutti, si siede in un angolino e indossa i suoi scarpini consumati: sembra uno dei tanti provini che passano dalle giovanili delle grandi squadre.
Sul prato, però, sorprende tutti: baricentro basso, tutto mancino, forza ed esplosività disarmanti. Mister Luca Chiappino si strabuzza gli occhi; un talento grezzo da coltivare. Il Genoa però non può tesserarlo immediatamente per inghippi burocratici e lo gira al Savona, dove rimane per una stagione e si toglie anche la soddisfazione di far parte della rappresentativa di Serie D al Torneo di Viareggio.
LA PRIMAVERA E L’ESORDIO IN A
Un anno dopo, lo riaccoglie in Primavera al Genoa proprio Chiappino. Kallon inizia a dare sfogo al suo talento naturale: gli piace partire da destra, entrare dentro il campo con serpentine da capogiro attorno agli avversari e scaricare bordate di sinistro verso la porta. Nonostante un infortunio al perone che lo tiene ai box a lungo nella prima stagione, le statistiche sono comunque incoraggianti: nel campionato Primavera 1 gioca 41 partite, impreziosite da 12 gol e 15 assist. Viene premiato per la sua crescita e il 22 maggio 2021, all’ultima giornata di Serie A, esordisce tra i professionisti in un Cagliari-Genoa 0-1, giocando 44 minuti.
CHI È OGGI YAYAH KALLON?
La scorsa stagione è quella dell’affermazione. Yayah Kallon entra a far parte della rosa della Prima Squadra del Genoa con stabilità. Gioca 15 partite in campionato, condite da 2 assist. Uno di questi è assolutamente spettacolare: contro il Torino all’Olimpico, innescato come al solito da destra, dopo un paio di finte di corpo accelera in maniera fulminea, entra in area e serve con un passaggio millimetrico Caicedo, che segna. Due presenze, un gol e un assist anche in Coppa Italia: la rete contro il Perugia, con mancino a giro che si infila sotto al sette sul secondo palo, ha fatto il giro dei social.
Ora, l’Hellas ha deciso di riportarlo in Serie A e puntare su di lui per il dopo Barak, in procinto di approdare alla Fiorentina. La formula del trasferimento è il prestito con diritto di riscatto. Kallon può giocare da seconda punta, da esterno destro alto a piede invertito, o addirittura da prima punta; vedremo se in questa stagione saprà conquistare una piazza esigente come Verona, o tornerà alla base alla fine dell’accordo.