Chi è Yassine Khalifi, il talento “regale” marocchino

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CHI É YASSINE KHALIFI – Durante l’ultima edizione dei Mondiali, gli occhi del mondo del calcio si sono posati sull’Accademia Mohammed IV del Marocco, voluta dal re dell’omonimo Stato per proteggere e coltivare il talento giovanile locale. Da questa accademia sono emersi alcuni dei protagonisti di Qatar 2022, tra cui En-Nesiry, Aguerd e Ounahi. Tuttavia, questa volta, la novità non è un trequartista con un gioco fiorito dai piedi fatati, ma un centrocampista ordinato dalla tecnica tagliente che condisce una maturità tattica invidiabile.

CHI É YASSINE KHALIFI

Yassine Khalifi nasce a Rabat il 9 agosto 2005. Il giovanissimo ragazzo proveniente dall’Accademia Mohammed IV ha giocato qualche match nella Alkass International Cup, una competizione che va in scena a Doha dove giocano i migliori club Under 17 del globo. Le sue prestazioni nella squadra giovanile hanno attirato l’attenzione dell’Atlético Madrid ma, la grande chiamata non è ancora arrivata.

Nel settembre 2022 si trasferisce in prestito alla squadra di massima serie marocchina Botola Union Touarga. Nello stesso mese, è stato riconosciuto da The Guardian, un giornale inglese, come uno dei migliori giocatori nati nel 2005 a livello mondiale. Il 7 settembre 2023, dopo aver disputato due partite nella Botola con l’Union Touarga, Khalifi è stato acquistato dal Lille, club di Ligue 1, per farlo giocare con la squadra B.

ALLA SCOPERTA DI KHALIFI

Il diamante grezzo marocchino occupa agilmente la posizione davanti alla difesa, gestendo il possesso palla con una tecnica sobria e una notevole visione di gioco. Il suo stile si contraddistingue per i filtranti precise capaci di tagliare le linee avversarie. Si distingue soprattutto per il gioco sempre ordinato, preferendo passaggi bassi di medio-lungo raggio e mantenendo un’elevata coerenza nelle scelte. Nella fase di non possesso invece, Khalifi appare piuttosto attivo, scattante sul pressing e decisamente rapido nei momenti d’intercettazione palla.

EdoardoE
Scritto da

Edoardo Fornero