Chimy Avila, il volto dell’Osasuna

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Essere un numero nove argentino è arte quantomai complicata; ma Ezequiel avila, detto Chimy, sta pian piano prendendosi le luci della ribalta. Dopo un primo semestre strabiliante in Liga, condito da 8 gol e 2 assist con il neopromosso Osasuna, la sua storia di lotta, ricca di tenacia e rivincite personali, sta al momento facendo sognare tutta Pamplona.

CHIMY, EL COMANDANTE

Di Rosario come Messi ed Icardi, Chimy (ovvero il Comandante) è cresciuto nel complicato barrio di Empalme Graneros, pratica calcio nel vicino Club Atlético Tiro Federal. Viene scelto dall’Espanyol di Pochettino per un provino, che dura un semestre senza lasciare traccia. Tornato nel Fortin de Ludueña, ci vorranno altri quattro anni per ottenere la seconda chance, firmando nel 2015 con il San Lorenzo. In due anni al Ciclon, Ávila disputa una ventina di partite marcando un solo gol: nell’estate del 2017 la Spagna lo richiama quando la Sociedad Deportiva Huesca, ai tempi piccola compagine di Liga 2, inizia a collaborare con la società rossoblu di Buenos Aires. L’Huesca accetta un prestito biennale. L’impatto è un crescendo: 7 gol e 3 assist nel 2017/2018 valgono la storica promozione del club d’Aragona in Liga, con un 2018/2019 in cui l’argentino raggiunge la doppia cifra pur non potendo evitare la retrocessione del club.

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Chimy Avila con la maglia dell’Huesca, nel 2017/2018.

Si giunge così al bivio: ritornare in Argentina, per imporsi, o continuare a sfruttare la copertina spagnola per diventare un pilastro in Liga. L’Osasuna lo sceglie ad occhi chiusi, sborsando 2.7 milioni per prelevarlo definitivamente dal San Lorenzo.

NUMERI E CARATTERISTICHE

I primi cinque mesi a Pamplona sono strabilianti: El Sadar impara a conoscere la sua esultanza, Chimy fa segnare, aiuta e migliora la manovra dei suoi. Quel che colpisce è la duttilità, in velocità, palla al piede o di testa. Fisico da brevilineo, Avila è capace sia di fraseggiare con i compagni (1.2 passaggi chiave a partita, Whoscored) che di ripartire con velocità verso la porta avversaria. È un rapace: il senso del gol lo porta a buttarsi a capofitto sui cross dei compagni, spesso anticipando il difensore. Questo aspetto, unito ad un piede destro educato ed ottime qualità balistiche, lo accomunano a Dario Benedetto. Fisicamente è più vicino al Kün Aguero, con cui condivide la pericolosità, visto che entrambi hanno una media di 3.2/3.3 tiri a partita (Whoscored): ad Avila sono valsi sino ad ora 8 gol. Incredibile anche il dato sui colpi di testa: Chimy vince 3 duelli aerei a partita, un dato incredibile soprattutto guardando i suoi 173 centimetri. Con un pressing quasi ossessivo sull’avversario fatto di voglia di sacrificio e tenacia, ad oggi è il faro dell’Osasuna di Jagoba Arrasate che con 23 punti giunge a Natale con tranquillità e voglia di stupire il più possibile.

VOCI DI MERCATO

Seppur blindato a Gennaio, a 25 anni le porte di una grande squadra potrebbero aprirsi, con Atletico Madrid e Siviglia sempre in agguato sul dossier dell’argentino. A Pamplona vorrebbero tenerlo per concludere la stagione e sfruttare in estate la plusvalenza. Acquistato per 2,7 milioni, ad oggi ne varrebbe 5/6 con un prezzo in piena lievitazione qualora le reti dovessero aumentare in corso d’opera.

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Lorenzo Masi