Demir. Diciotto anni e la possibilità, sfumata, di entrare di diritto nella storia del Barcellona.

Sì, perché il record appartiene a Leo Messi. È la Pulce il giocatore straniero più giovane ad aver esordito dal primo minuto con la maglia blaugrana. 17 anni e 166 giorni contro i 18 anni e 174 giorni di Yusuf Demir.

Di confronti azzardati non dobbiamo farne, ma le movenze ricordano proprio quelle dell’ormai ex numero 10 del Barça. Il suo tocco mancino molto delicato e la propensione al dialogo palla a terra potrebbero far sognare il Camp Nou.

Contro il Benfica, la squadra allenata da Xavi non è riuscita ad andare oltre lo 0-0 e la questione qualificazione agli ottavi è rimandata all’ultimo match del girone E, proprio contro il Bayern Monaco, in testa al raggruppamento, ma già qualificato.

Saranno 90 minuti decisivi per definire l’imminente futuro in Europa e per risollevare le sorti di un club sempre con un passo davanti agli altri per diversi decenni. Non sarà semplice, ma sarà doveroso tentare di donare lustro al club blaugrana.

INVESTIRE NELLA CRESCITA

I problemi riguardanti il mercato del Barça sono chiari e noti a tutti. L’addio di Messi ha costretto la proprietà e la dirigenza a fornire spiegazioni anche a coloro che non avevano la situazione sotto controllo.

Lo scenario non è dei migliori, con vincoli finanziari che, di fatto, costringono il club ad operare solo a fronte di determinate condizioni. Risulta fondamentale lavorare con il materiale umano di cui si dispone, favorendo la crescita dei singoli ed esaltando al meglio il collettivo. Sotto questo punto di vista, Xavi è l’uomo giusto. Servono, poi, elementi in rosa che vogliano marciare nella stessa direzione, sia per il blasone del Barça, sia per avere un giorno un appeal considerevole sul mercato. Nonostante il ritorno di Dani Alves e la voglia di far tornare a casa altri campioni del passato, la soluzione dev’essere diametralmente opposta; bisogna, infatti, rivolgersi prepotentemente verso il futuro.

Storicamente la cantera azulgrana ha sempre sfornato talenti, lanciati nel calcio europeo e mondiale, che tanti altri top club si sono sempre e solo sognati. È importante saper coltivare i prospetti, così come risulta altrettanto fondamentale saper scegliere chi inserire in rosa. E, in entrambi i casi, il Barcellona non sta di certo deludendo le aspettative.

Un caso è proprio quello relativo a Yusuf Demir, prelevato dal Rapid Vienna secondo la formula del prestito, a mezzo milione di euro. Il club catalano potrà riscattarlo per il 30 giugno 2022, versando nelle casse del club austriaco una decina di milioni. Una formalità, se si pensa che, a breve, il suo valore potrebbe schizzare alle stelle. 

Va vicino alla rete nel match contro il Benfica; un fatto che, se si fosse concretizzato, avrebbe immediatamente creato dei parallelismi forse esagerati. Parallelismi che devono diventare maturi in campionato, visto che ha collezionato già 6 presenze, senza però mettere a referto reti e assist. Ma è solo questione di tempo.

UN PREDESTINATO?

Sembra proprio di sì.

Ci sono diversi fattori che fanno pensare a una carriera sfavillante già in seria costruzione e ascesa. Yusuf Demir è un classe 2003 con tante opportunità da sfruttare. Una su tutte, la fiducia del suo allenatore. Quando una società cambia il tecnico, ogni singolo giocatore si sente in dovere e in diritto di rimescolare le gerarchie. Chi è titolare vuole conservare il suo status, chi non lo è fa di tutto per mettere in difficoltà il proprio mister, affinché si possano rimescolare le gerarchie. 

Guardando Demir, si pensa a un ragazzo che vuole mantenere un basso profilo: poche parole pronunciate, tanti fatti sul rettangolo verde. 

La mossa del Barça è stata molto intelligente, perché non si sono svenati dal punto di vista finanziario. Sapendo già che un talento del suo calibro lo avrebbero acquistato senza passare dal prestito, in assenza dei vincoli di cui abbiamo già parlato.

La storia del club blaugrana è stata divisa in due, complice l’affermazione di Leo Messi. Ora ha inizio la fase successiva, la terza. Aspettarsi di trovare un altro prodigio come il diez argentino del PSG suona tanto come un’utopia; tuttavia lustrarsi gli occhi con un ragazzo, che lo ricorda molto, potrebbe segnare un nuovo inizio, grazie al quale sarà possibile lasciarsi alle spalle questo breve periodo, in cui la società è sembrata allo sbando.

La natura dei catalani non svanisce da un momento all’altro e chi veste la maglia del Barcellona deve essere consapevole che la sua storia dev’essere portata avanti con orgoglio e qualità.

E se fosse proprio Yusuf Demir quel gioiello, o uno di quei gioielli, sul quale strutturare le fondamenta di un prestigioso futuro?

Immagine in evidenza presa da pixabay con diritti Google Creative Commons

CarloC
Scritto da

Carlo Ferrario