Novak Djokovic pianta ancora una volta la bandierina serba sul prato di Wimbledon e conquista il suo settimo titolo sul prato più prestigioso del circuito tennistico.
C’è ben poco da fare per Nick Kyrgios che perde in quattro set con il risultato di 4-6, 6-3, 6-4, 7-6 ma che può vantare il miglior risultato della sua carriera in un torneo del Grande Slam.
Conosciuto come uno dei “cattivi ragazzi” del circuito ATP, Kyrgios ha dimostrato di aver cambiato direzione rispetto ai primi anni della sua carriera. Il carattere fumantino del tennista australiano è comunque emerso in qualche occasione durante queste due settimane e Stefanos Tsitsipas ne sa qualcosa.
Anche oggi Kyrgios non si è fatto mancare urla e sfoghi in direzione del suo box al limite del warning dopo aver fallito varie occasioni per vincere il proprio game di servizio e finendo per permettere all’avversario di rompergli il servizio.
Abbandonato (solo temporaneamente?) il colpo a sorpresa dell’underarm serve, Kyrgios dimostra tutta la sua forza nel servizio mettendo a registro 30 ace contro i 15 dell’avversario.
A parte il primo set, perso a causa dell’unico break point subito in tutta la partita, Djokovic è il giocatore che controlla soprattutto mentalmente questa finale di Wimbledon.
Il serbo sbaglia poco, solo 17 unforced errors contro i 33 dell’australiano, e vince l’83% di punti su primo servizio.
La partita viene decisa al tiebreak del quarto set, che Djokovic vince senza troppi patemi con il punteggio di 7 a 3.
La chiave della settima vittoria a Wimbledon di Djokovic è stata probabilmente l’esperienza e la tranquillità mentale. Questi due fattori lo hanno infatti aiutato a superare un avversario molto talentuoso ma con una montagna russa in testa. Sarebbe però riduttivo limitare questo successo alle capacità mentali del serbo.
Djokovic ha vinto soprattutto perché è stato in grado di non dare a Kyrgios lo spazio di esprimere il suo talento come fatto in altre partite di questo torneo.
21 per Nole. Torneo del rilancio per Kyrgios?
La sconfitta subita in finale dal numero 40 del ranking non rispecchia quanto di buono abbia fatto in queste due settimane.
Dopo anni della sua carriera passati ad ascoltare e inseguire i propri demoni interiori, Kyrgios ha fatto vedere quanto talento abbia nelle sue corde. Qualcuno potrebbe sminuire la finale raggiunta dall’australiano dicendo che, Tsitsipas a parte, non abbia incontrato avversari di livello altissimo sul suo percorso. Qualcuno potrebbe anche dire che sia stato aiutato dal ritiro di Rafael Nadal a causa dell’infortunio.
Sarebbe però ingeneroso non riconoscere i passi avanti fatti da Nick che si è confermato come uno dei giocatori più in gamba su erba.
Non sono bastati però i progressi di Kyrgios per impedire a Djokovic di vincere il suo Slam numero 21. Il neo campione supera così Roger Federer e si posizione ad una lunghezza di distanza da Nadal, vincitore di 22 Slam.
Wimbledon è un torneo semplice: si parte in 128 e alla fine vince Novak Djokovic. O Roger Federer.