Quella volta che - Il 'dribbling della foca' di Kerlon

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Benvenuti al primo episodio di ‘Quella volta che’, rubrica dedicata ai fatti singolari accaduti nel calcio. Eventi anormali, curiosità singolari e divertenti proveniente da tutto il globo calcistico. 

Pochi calciatori hanno fatto sì che il loro modo di giocare facesse cambiare le regole alla FIFA, l'episodio più recente è quello dei calci di rigore di Neymar al Santos: finta di tiro, portiere battuto e tiro a porta praticamente vuota. Eppure c'è un calciatore, ancor prima dell'ex stella di Barca e PSG, riuscito nell'intento. È un altro brasiliano e si chiama Kerlon

IL FAMOSO ‘SEAL DRIBBLE’ - IL DRIBBLING DELLA FOCA

Kerlon Moura Souza è un giovane trequartista di grande successo a livello nazionale: con la maglia del Brasile U17 segna 8 gol in 7 partite. Nei primi anni di carriera professionistica, con la maglia del Cruzeiro, il classe '88 si inventa quello che verrà poi chiamato il ’Seal dribble', il ‘dribbling della foca’. Un modo alternativo e creativo di saltare i difensori, magari anche quelli più grossi di lui. È alto un metro e sessantasei centimetri. In partite ufficiali, spesso, spostato sulle fasce, lo si vede alzare il pallone e giocarlo in avanzamento con la testa.

Il suo dribbling fa il giro del mondo. Già Marco Nappi, in Coppa Uefa ‘89-90’ con la Fiorentina, corse col pallone sulla testa, ma Kerlon lo fa diventare marchio di fabbrica. Nel 2007, poi, un difensore dell'Atletico Mineiro, indispettito dal gesto tecnico di Kerlon, gli rifila una gomitata in faccia che gli varrà 4 mesi di squalifica. Questo gesto, però, insieme alle già numerose polemiche per il ‘Seal dribble’, porta i legislatori sportivi alla decisione di sanzionare come ‘gesto antisportivo’, chiunque avesse replicato il dribbling ideato dal brasiliano

LA CARRIERA DI KERLON

Le prestazioni di Kerlon arriveranno anche agli osservatori dell'Inter, che nel 2008 decidono di comprarlo in comproprietà con il Chievo e lasciarlo in prestito ai gialloblù. Ai nerazzurri, però, per sua sfortuna non giocherà mai, dati i gravi infortuni che riporterà al ginocchio, il motivo principale per cui non ha potuto sfondare nel grande calcio. Infatti, si ritirerà a soli 28 anni per i troppi stop, dopo aver giocato anche in Giappone, Malta, Stati Uniti e Slovacchia. 

In un'intervista a The Athletic, ha spiegato l'origine del suo dribbling speciale.

“ERA LEGALE” - "Quando ero molto piccolo, mi allenavo con mio padre. Un giorno, mi ha calciato la palla in alto. È rimbalzata sul pavimento e mi è arrivata alla testa. Ho fatto circa quattro o cinque piccoli colpi di testa di fila, tenendo la palla alta. Mio padre si fermò. Mi chiese: ‘Se corressi con la palla sulla testa in quel modo, sarebbe un calcio di punizione?’ Ho detto che non lo sapevo, ma che avremmo dovuto scoprirlo. Mio padre ha cercato le regole e ha visto che era legale . Non c'era alcun problema."

Queste invece le parole a ESPN sul periodo all'Inter: “Ho fatto un pre-stagione con Mourinho all'Inter, ma non ho mai provato il palleggio. I ragazzi erano molto alti e forti. È complicato. Se Materazzi mi avesse colpito, sarei volato via”. 

Fonte immagine: profilo Instagram Copa90.

EdoardoE
Scritto da

Edoardo Crico