Dalle parti di Aston, il quartiere da dove i Villains provengono, non sarà stato sicuramente facile dover dire addio ad un giocatore tanto carismatico e talentuoso quale Jack Grealish. Un beniamino, il talento locale che ce l’ha fatta e che passa dalla parte dei campioni. Questa storia però non narra del talento inglese da poco accasatosi presso la corte di Pep, bensì di colui che, a tutti gli effetti, è stato scelto per sostituirlo, ereditandone anche la casacca numero dieci. Un ragazzo del quale, gradualmente, tutti si stanno accorgendo e su cui l’Aston Villa ha investito la modica cifra di 38 milioni di euro: Emiliano Buendía.
DINAMISMO, TALENTO E CONCRETEZZA
Emiliano Buendía, per gli amici Emi, è un giocatore di cui, senza mezzi termini, ci si innamora subito. Un numero dieci moderno, in grado di abbinare tecnica, velocità e forza fisica come pochi giocatori nel suo ruolo. Un numero dieci forse meno appariscente di altri ma duttile tatticamente ed incredibilmente concreto quando lo si vede su un campo di calcio. Destro naturale, in grado di usare perfettamente anche il piede debole, Buendía è un trequartista a cui piace svariare lungo tutto il fronte offensivo. La statura, 170 cm circa, non è quella di un titano, volendo usare un eufemismo, ma nonostante ciò Buendía è molto forte fisicamente e fa dello strapotere fisico, concentrato nelle gambe, uno dei suoi punti di forza. Difficile da fermare palla al piede in quanto, oltre ad essere davvero difficile da fermare fisicamente, possiede anche un abilità sopra la media nel dribbling. A tutto ciò abbina anche una predisposizione al sacrificio in fase di non possesso, grazie alla quale spesso riesce facilmente a sradicare palla all’avversario..
UN PERCORSO GRADUALE
D’altronde, come quasi tutti i bambini argentini, Emi ha sempre sognato di voler diventare un calciatore professionista, credendoci sempre, senza mai guardarsi indietro. L’idea di lasciare la propria casa, Mar del Plata, in Argentina, a soli 11 anni, per poter andare a giocare nel settore giovanile del Real Madrid, non lo ha mai spaventato. Da lì, prima il passaggio al Getafe, con cui esordisce in Liga a soli 18 anni, per poi attirare le prime attenzioni in Segunda Division, con la maglia del Cultural Leonesa, squadra castigliana. Difatti, dopo una buona stagione, la chiamata arriva direttamente dall’Inghilterra. Il Norwich, orfano di un giovane talento approdato in maglia Leicester di nome James Maddison, investe su Buendía 1.5 milioni di euro. L’investimento è importante per un ragazzo così giovane che alla prima stagione in Championship contribuisce attivamente, siglando 8 reti, alla vittoria del campionato che vale la promozione in Premier League.
LA CONSACRAZIONE
Siamo nel 2019-2020 e per Buendía arriva finalmente la grande occasione di debuttare nel massimo campionato inglese. Il Norwich, allenato da Daniel Farke, gioca un buon calcio e Buendía non gioca male, anzi impressiona per essere alla sua prima stagione in un campionato di tale livello. Ma il suo apporto non basta ad evitare un’amara retrocessione. Risalire la china può risultare molto faticoso ma chi ci crede fino in fondo, come Emi, sa che nulla è impossibile. I canaries, tornati in Championship, confermano Farke alla guida tecnica della squadra e ripartono dai giovani; Buendía, Cantwell e Aarons su tutti. Per Emi la stagione 2020/21 è quella della consacrazione. Il Norwich, trainato dall’argentino, vince il campionato. Buendía inoltre viene eletto miglior giocatore della Championship, dopo aver siglato la bellezza di 15 gol, e aver fornito ben 16 assist, in 39 presenze.
UN TANGHERO A CARROW ROAD
Nel corso della stagione 2020/21 Buendía ha dimostrato di essere pronto al grande salto. Emi ha saputo dare prova a tutti la propria universalità all’interno di un campo di calcio. Per via della presenza di Todd Cantwell, Buendía ha agito principalmente da trequartista di destra in un 4-2-3-1. In quella posizione di campo, è risultato spesso mortifero, fornendo spesso filtranti millimetrici ai propri compagni, o tagliando il campo e andando a trovare la porta, anche con il piede debole. Quello che colpisce vedendo Buendía giocare è la sua capacità di saper essere al contempo giocatore fisico, in grado di coprire ampie porzioni di campo e dare un notevole apporto ed equilibrio alla propria squadra, e giocatore creativo, in grado di creare sempre pericoli nella metà campo avversaria, rimanendo lucido la maggior parte delle volte che ha il pallone tra i piedi.
PARENTESI ALBICELESTE
Emi, come ogni argentino, ha sempre sognato di poter giocare con la maglia della nazionale albiceleste. Per un breve periodo ha però rappresentato la selezione under-19 spagnola salvo poi cambiare idea e vestire la maglia della selezione nazionale argentina under-20, con cui ha partecipato al mondiale di categoria, svoltosi nel 2015 in Nuova Zelanda.
Inoltre, al termine della fantastica stagione in maglia Norwich, il 17 maggio 2021 è stato convocato per la prima volta dalla nazionale maggiore. Un traguardo importante per Buendía che è candidato, senza troppi dubbi, ad essere uno dei futuri punti fissi della nazionale argentina.
IL GRANDE SALTO
Nel corso della scorsa sessione estiva di calciomercato l’Aston Villa ha dovuto dire addio al proprio capitano e talento Jack Grealish, approdato a Manchester, sponda Etihad. I villains hanno deciso di reinvestire la cifra record di 117 milioni di euro, intascati dal City, per rendere la squadra ancor più competitiva. Il punto di partenza del mercato è stato l’acquisto di Buendía, pagato 38 milioni di euro. Ad Emi si sono aggiunti Danny Ings e Leon Bailey, oltre al grande ritorno del veterano Ashley Young.
Emi ora sembra davvero pronto al grande salto e l’Aston Villa sembrerebbe poter essere la squadra giusta al momento giusto per questo diez, un po’ atipico ma indubbiamente arrembante, che ora non vuole più fermarsi.