Agente, intermediario ed esperto di calcio a 360°. Fabrizio Ferrari è un volto noto tra gli operatori di mercato ormai da diversi anni. Ha iniziato nel 2001 e, da quel momento, non si è più fermato. Tante le operazione di calciomercato gestite, diversi i giocatori che sono o sono passati sotto la sua gestione. Fabrizio Ferrari, attualmente, gestisce calciatori come Warren Bondo, tra le rivelazioni del Monza di Palladino, Anthony Oyono, difensore del Frosinone, Mamadou Coulibaly, centrocampista del Palermo, Andrea La Mantia, attaccante della Feralpisalò con all’attivo 30 presenze e 4 reti in Serie A con le maglie di Empoli e Lecce e oltre 210 presenze e 61 gol in B, e tanti altri.
Abbiamo intervistato Fabrizio Ferrari in ESCLUSIVA per discutere delle sue esperienze in questi anni, con alcune curiosità e dettagli su alcune delle operazioni più importanti nel panorama italiano e non.
LE PAROLE DI FABRIZIO FERRARI
Volevo ripercorrere un po’ quella che è la tua carriera da agente. Sono tante le operazioni di mercato che hai gestito, quale reputi più importanti o di cui sei più orgoglioso, e quali sono fallite proprio ad un passo dalla firma?
“Ho iniziato questa carriera nel 2001 quindi probabilmente ne avrei tantissimi. Il più famoso tra i negativi è sicuramente Aly Cissokho al Milan, che è stata una sceneggiata clamorosa. Passò la notizia che il giocatore non avesse passato le visite mediche per un problema ai denti. Chiaramente era una scusa addotta dal Milan che in quel momento aveva cambiato strategia e, per evitare una brutta figura, avevano nascosto le reali motivazioni. Altri due “rimorsi” Giroud e Gonalons, che potevano venire in Italia. Gonalons, a quel tempo capitano del Lione, era richiestissimo dalla Serie A, dal Napoli, ma il giocatore con la moglie incinta ha scelto di restare e rinnovare. Quella che mi ha dato più grande soddisfazione certamente la rinascita di Thauvin, quando dal Newcastle tornò al Marsiglia e lì è diventato un giocatore da Nazionale. Un giocatore che mi ha dato grande soddisfazione è sicuramente La Mantia. Assieme siamo cresciuti e vederlo dalla Pro Vercelli arrivare a esordire in A a San Siro contro l’Inter è stato emozionante”.
Tra i tuoi assistiti c’è anche Warren Bondo, che ha da poco rinnovato fino al 2027 col Monza.
“Warren è gestito da me e dalla famiglia. È stata una delle operazioni più complesse. Non era facile convincere lui, che veniva dal Nancy, una squadra fortemente francese, e aveva tantissime possibilità di continuare in Francia col Nizza, Strasbourg e veramente tante squadre di Ligue 1. Non è stato facile convincerlo ad andare in Italia e accettare una sfida in Serie A col Monza, che era sicuramente una squadra nuova. L’intervento di Galliani fu determinante. Nonostante l’annata sottotono dell’anno scorso, è stato bravo lui a crederci, ma anche la società a credere in lui. Quest’anno è esploso e mette in pari tutto, l’investimento fatto dal Monza, la fiducia che ha riposto lui nel club”.
Bondo, adesso al Monza, fu però vicinissimo al Milan…
“Sì, assolutamente. Forse la prima squadra che ci aveva chiamato. I rossoneri grazie allo staff di scout che hanno e l’attenzione che hanno verso il mercato francese furono tra i primi a farsi avanti, ed era sicuramente una soluzione. Abbiamo ritenuto assieme al Milan, perché fu una scelta di comune accordo, di non continuare la trattativa. Il ragazzo voleva giocare ed era difficile pensare a un suo inserimento stabile nella prima squadra. Il percorso al Milan sarebbe stato tortuoso, quindi tutti abbiamo pensato che il Monza potesse essere la via più giusta”.
Tra i tuoi assistiti anche Demba Thiam, portiere della SPAL in prestito alla Juve Stabia. I campani sono al comando della classifica con Demba che è tra gli estremi difensori meno battuti in Europa. La SPAL sta lottando per non retrocedere in D, come gestirete questa sitazione?
“Ancora è presto per parlarne, perché bisogna inevitabilmente attendere gli esiti definitivi del campionato. Ho fiducia che la SPAL alla fine possa restare tranquillamente in Serie C. Per Demba è stata una situazione complessa: alla SPAL la situazione era difficile, non gli era mai stata data fiducia dalla dirigenza e dunque abbiamo deciso di cambiare. Dopo 6 mesi fatti a Foggia bene, volevamo trovare una soluzione per un anno intero in cui fosse al centro del progetto. Il progetto della Juve Stabia, con Lovisa come DS, mi sembrava un’opportunità importante. Non mi aspettavo che ad oggi i campani sarebbero stati primi, seppur fossi convinto che il lavoro di Lovisa fosse premiato. Grazie alla fiducia data, stiamo vedendo un giocatore di uno spessore completamente diverso. Per l’anno prossimo dobbiamo aspettare e capire effettivamente se i campani faranno la B, poi penseremo al resto. L’importante era che il giocatore dimostrasse le sue qualità su 38 partite”.
Partendo da un altro tuo giocatore, Antonio Gala, in prestito dal Milan al Sestri Levante in Serie C. Volevo chiedere la tua opinione sulle squadre U23. Prima la Juventus, poi l’Atalanta, adesso si vocifera proprio i rossoneri, creeranno le proprie seconde squadre nella terza serie. Sei d’accordo con questa formula?
“Bisogna dire che inevitabilmente dovevano nascere queste seconde squadre. Il sistema che aveva portato alla stipula dei contratti, quindi protezione dei talenti delle grandi squadre che uscivano dalla Primavera, ma che poi non trovavano spazio in prima squadra, doveva avere uno sbocco. Il problema nasceva che la big di turno, dovevano pagare lo stipendio del giocatore per farlo giocare in Serie C. A quel punto ogni squadra ha pensato: «Se devo pagarlo io per farlo giocare in un’altra squadra, mi faccio io una squadra e gioca da me». E così è stato. In Europa era tra l’altro una cosa che andava avanti già da tempo. Questo processo è stato lungo e tortuoso ma adesso porta i suoi frutti. Pensiamo alla Juventus, che adesso ha portato in prima squadra giovani come Soulé, Barrenechea, Huijsen, De Winter, Miretti, Iling. L’Atalanta quest’anno sta facendo il medesimo percorso e sono sicuro, che alcuni dei giocatori dell’Atalanta U23 finiranno in prima squadra. È un qualcosa che mi piace molto. Dicono che lo faccia anche il Milan, Gala, è sicuramente un giocatore che può sicuramente far parte di questo progetto. Quest’anno ha giocato praticamente sempre nel Sestri Levante, che si gioca la salvezza e dunque non è facile giocare in un contesto del genere. Ha dimostrato già qualcosa, ma certamente mi aspetto anche uno step successivo da lui, in modo che il prossimo anno vada in Serie B, perché ne ha le potenzialità”.