ESCLUSIVA MACCOPPI - Venerdì scorso è arrivato il verdetto ufficiale in merito alle promozioni dirette dalla Serie B in vista della stagione 2024/25. Oltre al Parma, infatti, anche il Como ha conquistato un posto in Serie A, classificandosi in seconda posizione. Si tratta di un grande traguardo per i Lariani, che mancavano nella massima serie da circa 20 anni.
In merito a tale traguardo, la redazione di Numero Diez ha intervistato in ESCLUSIVA una colonna portante della squadra degli anni ‘80, ossia Stefano Maccoppi. Si tratta dell’11esimo giocatore con più presenze per questa maglia, esperto a 360° di tale ambiente, visto anche il suo incarico attuale di allenatore del Como Women, in Serie A femminile. Di seguito riportate le parole in esclusiva di Maccoppi.
LE PAROLE DI STEFANO MACCOPPI IN ESCLUSIVA
Il Como ha guadagnato una promozione storica. Riflessioni a riguardo?
“Il Como in questi anni ha costruito una società dal nulla. La precedente gestione ha solo portato la squadra in Serie C, per fare un campionato modesto. Grazie al mio amico Gattuso sono arrivati in Serie B e, da lì, c'è stata la volontà della proprietà di puntare alla Serie A, riuscendoci in due anni. Precedentemente, hanno costruito un centro sportivo molto bello, dando vita alla ‘fabbrica per costruire i giocatori’. Dopodiché quest'anno hanno investito discretamente per rientrare nel calcio d'élite, sempre ribadito dai proprietari dal primo giorno. Adesso viene il bello!".
Conoscendo alla perfezione l'ambiente Como, essendo l'11esimo giocatore con più presenze per i Lariani, che ambiente si respira alla luce di un traguardo così importante?
“C'è grandissimo entusiasmo, ho rivisto l'atmosfera dei miei tempi, con tanta affluenza e passione. Venerdì tutti abbiamo sofferto almeno per un'ora, anche io da lontano, soprattutto vedendo l'evoluzione clamorosa dei risultati del Venezia. La festa si è protratta per giorni e anche questa settimana continuerà in centro. Riprendere il calcio di Como di una volta è differente, ma ho visto figli dei tifosi che ci seguivano in preda all'entusiasmo”.
Lei è stato un pilastro della difesa del Como negli anni '80: da cosa deve ripartire la retroguardia odierna per la prossima stagione?
"Per quanto riguarda il mio vissuto, erano anni bellissimi e il calcio italiano era all'apice dello sport mondiale. Tutti i migliori giocatori arrivavano nelle squadre italiane e ho potuto affrontare avversari temibilissimi, di grande spessore tecnico: Van Basten, Rumenigge, Batistuta, Voller. Per non tralasciare attaccanti italiani come Giordano, Altobelli, Serena, Vialli, Mancini. Potrei menzionare anche Maradona, ma non lo marcavo direttamente. Ho alcune foto con lui perché erano state staccate dopo aver scartato il diretto avversario, facendomi scalare in marcatura (ride, n.d.r.). Il Como di allora, però, aveva in squadra Dirceu, capitano del Brasile, tra le migliori nazionali mondiali. I miei compagni di reparto erano Pasquale Bruno e Antonio Tempestilli, ex Juve e Roma, mentre io ero il giovane del gruppo.
Ora il calcio è cambiato tantissimo, seppure i principi tecnico-tattici siano sempre gli stessi. La difesa attuale del Como è composta da giocatori che hanno presenziato ad alti livelli. Però il campionato di Serie A, onestamente, ha bisogno di tanta esperienza. Punterei su una difesa collaudata ed esperta, visto il livello degli attaccanti della massima serie. Le potenzialità finanziarie della società sono altissime e si potrebbe prendere qualsiasi giocatori. Tuttavia, penso che faranno le cose step by step, seguendo la linea attuale.
In qualità di allenatore del Como Women, che evoluzione sta vivendo nell'ultimo periodo il calcio lariano?
“La gestione delle due società è separata, ma ci sono sinergie e c'è unità d'intenti. Sono arrivato da pochissimo al Como Women, vediamo se la nostra proprietà (la Mercury, fondo americano) collaborerà per portare entrambe le squadre ad altissimi livelli”.
Fonte immagine di copertina: ilnobilecalcio.it