Euro 2020 è ormai alle porte. In serata è attesa la prima gara del torneo, Turchia-Italia. È il match d’apertura del primo Europeo itinerante della storia della competizione, che arriva in un periodo storico particolare, segnato dal Covid e dagli stadi semi-vuoti. La redazione di Numero Diez, che conta più di trenta collaboratori, ha scelto le quattro favorite per la vittoria finale di Euro 2020. Ne sono uscite considerazioni interessanti, scelte ponderate e tematiche intriganti.
FRANCIA
Si parte dalla favorita numero uno alla conquista del titolo, la Francia Campione del Mondo in carica. I galletti di Deschamps sono senza dubbio la Nazionale più completa presente al torneo. Già tre anni fa, al Mondiale di Russia, aveva dimostrato tutto il suo enorme potenziale, soprattutto offensivo. In questi anni il c.t. francese ha avuto la possibilità di sperimentare e di rafforzare lo stesso gruppo che ha alzato al cielo la Coppa Rimet.
L’ossatura dei Bleus, del resto, è rimasta pressocchè intatta. In avanti ecco la grande novità, ovvero il ritorno di Karim Benzema. Una notizia che era obbiettivamente nell’aria ma che risulta comunque sorprendente. L’attaccante del Real Madrid era stato escluso sei anni fa dopo la vicenda controversa che lo ha visto coinvolto in un tentato ricatto ai danni di Valbuena.
Oggi, mentre stiamo ammirando la miglior versione di Benzema, appare quasi fuori luogo la sua convocazione. Mbappè e Griezmann insieme sono riusciti a creare un’alchimia vincente, un binomio genio-velocità difficilmente controllabile dalle altre formazioni Nazionali. Oltre loro due, poi, c’è sempre da considerare quanto efficace sia stato l’apporto alla causa di Olivier Giroud. Il centravanti del Chelsea, determinante nella conquista della Champions League, è il secondo miglior marcatore della storia della Francia, a conferma di quanto l’ex Montpellier sia funzionale negli schemi di Deschamps.
🇫🇷 Karim Benzema back in France training 😀#EURO2020 pic.twitter.com/BmujHbYFgi
— UEFA EURO 2020 (@EURO2020) June 1, 2021
La scelta di chiamare Benzema, probabilmente, risponde alla volontà da parte del commissario tecnico francese di conquistare pragmaticamente un altro titolo dopo il Campionato del Mondo. E aprire (o forse chiudere) un ciclo che in qualche modo ricorda molto quello della Spagna del quadriennio 2008-2012. Dal punto di vista tattico è facile prevedere un centrocampo a tre, con Pogba, Kantè e Tolisso. Gli occhi, come sempre, saranno puntati sul numero 6 dello United, che spesso in Nazionale ha fatto davvero la differenza. Ma le chiavi e l’equilibrio dei Bleus dipenderanno spesso dalle giocate e dalle interminabili corse di Ngolo Kantè.
(Fonte: eurosport.com)
Infine, il girone di ferro con Germania e Portogallo potrebbe mettere la Francia nelle condizioni di giocare subito ad alto livello e con la giusta concentrazione. L’unico aspetto negativo sarà la pressione cui la Francia andrà ovviamente incontro, essendo la favorita numero uno. Un fattore che potrebbe, però, rivelarsi stimolante per prendersi la rivincita di quanto accaduto ad Euro 2016, quando i galletti persero in casa una finale che sembrava già portata a casa.
INGHILTERRA
Come ha saggiamente detto uno dei nostri redattori, Samuele, l’Inghilterra si trova in un momento calcistico entusiasmante. Le due finali europee hanno visto protagoniste tre inglesi su quattro, e potenzialmente sei partite su sette potrebbe disputarle in casa, a Wembley.
Questi sono solo alcuni degli aspetti che hanno portato la redazione a reputare la Nazionale inglese la seconda grande favorita di questa campagna iridata. Southgate ha già dimostrato agli scorsi Mondiali di essere in grado di costruire una squadra quadrata, solida e tatticamente preparata. Ha fatto molto scalpore la convocazione di ben quattro terzini destri: Trippier, Walker, James e Alexander-Arnold. Il laterale del Liverpool, infortunato, è stato poi sostituito da White, esterno basso del Brighton.
Alle critiche il commissario tecnico britannico ha risposto così:
Loro quattro sono semplicemente tra i migliori 26 giocatori inglesi. Se ci fossero stati sei terzini destri da convocare, l’avrei fatto ugualmente
In realtà le scelte di Southgate sono dettate anche dall’incredibile abbondanza di giocatori di talento. Sono rimasti fuori Ward-Prowse e Lingard, entrambi reduci da due stagioni di altissimo profilo. E questo, ad esempio, è una delle grandi ragioni che portano a pensare ai Tre Leoni come possibili vincitori finali.
La generazione d’oro cui i tifosi fanno affidamento è arrivata, forse, ad un momento di definitiva affermazione: Sterling, Kane, Rashford, Henderson sono le colonne portanti di una squadra che in Russia ha dato prova di avere le carte in regola per competere con le più grandi. Inoltre nel gruppo inglese sono entrati in pianta stabile almeno un paio di talenti che sono già delle star a livello mondiale: Foden, Mount, Sancho, Bellingham, tutti ragazzini giovanissimi che però vantano un’esperienza internazionale invidiabile.
Come detto, quindi, per talento e quantità di giocatori in grado di fare la differenza, l’Inghilterra è seconda solo alla Francia. Tuttavia alcuni problemi strutturali sono più che evidenti. A partire dalla costanza e dalla difficoltà nel saper affrontare i big match. Anche il fatto che tanti dei calciatori convocati siano “altalenanti” può influire. Sterling ha giocato poco ultimamente, Grealish è reduce da una stagione sfavillante in Premier ma in Nazionale ha esordito solo a settembre, e poi altri come i giovani Saka o Phillips, alla loro prima grande esperienza oltremanica.
A Euros summer. Can’t wait. 🦁🦁🦁 pic.twitter.com/NbJ3r6ClVw
— Harry Kane (@HKane) June 1, 2021
Nonostante l’Inghilterra possa sembrare una squadra fragile le possibilità che vada avanti nel torneo sono comunque alte. Oggi gli inglesi sono più “squadra” di quello che si crede, è un gruppo cresciuto molto negli ultimi anni ed è atteso, quindi, alla fatidica prova del nove. Facile individuare nei gol di Harry Kane l’ago della bilancia. Il centravanti del Tottenham rimane il terminale offensivo più pericoloso e prolifico che l’Inghilterra potesse avere. Ed è facile pensare che possa essere lui il leader in grado di trascinare fino in fondo i Tre Leoni.
PORTOGALLO
Cinque anni fa ad Euro 2016 nessuno si aspettava l’exploit del Portogallo. Un lustro dopo siamo di fronte ad una Nazionale che è cambiata, maturata, più completa. E paradossalmente sempre più pronta a vincere l’Europeo in questa edizione piuttosto che nella scorsa. Fernando Santos ha limato tutti i dettagli di una squadra che mai come oggi appare coperta in ogni reparto.
Il nostro Nicola ha acutamente osservato che, ad onor del vero, in ogni edizione sono lì a lottare per la vittoria. Un aspetto da non sottovalutare, considerando la mole di giocatori di talento e le loro bacheche.
(Fonte: profilo Twitter @cristiano)
Inutile soffermarsi su quanto determinante sarà Cristiano Ronaldo. CR7 ha guidato i lusitani nel girone di qualificazione con 11 gol, meglio di lui solo il sopracitato Kane. Ciò che, però, può cambiare le carte in tavole è la sorprendente qualità al suo fianco. In avanti ci sono la fantasia e la geometria di Joao Felix e Bernardo Silva, entrambi usciti vittoriosi nei rispettivi campionati. In panchina, poi, c’è Andrè Silva: l’ex Milan ha appena chiuso la migliore stagione della carriera con 28 gol. Può essere un’arma fondamentale per il cammino del Portogallo, spesso affidatasi esclusivamente alla vena realizzativa di Ronaldo.
Le chiavi della regia offensiva sono affidate a Bruno Fernandes. Il trequartista del Manchester United ha raggiunto uno status a livello internazionale che in pochi avrebbero immaginato. La sua verticalità, la visione di gioco e la freddezza nei momenti decisivi sono aspetti che in un percorso così imprevedibile come quello dell’Europeo possono davvero decidere ogni partita. In difesa, infine, il c.t. Santos può contare finalmente su un reparto che garantisce equilibrio e concentrazione. Oltre Cancelo, Guerreiro, José Fonte e Pepe, il miglior uomo della retroguardia portoghese è senza dubbio Ruben Dias. Il centrale del City si è repentinamente calato nell’ambiente citizens, diventandone leader indiscusso. Non a caso è stato nominato miglior giocatore dell’ultima Premier League. Per pochi.
Come per la Francia sarà interessante capire fin da subito l’approccio alla competizione, visto il girone tutt’altro che abbordabile con i transalpini e la Germania. E anche il tabellone della fase a eliminazione diretta potrebbe mettere Ronaldo e compagni di fronte ad avversari di alto livello. Il vero pericolo? Quello di esser sazi dopo l’impresa in Francia e la Nations League vinta qualche mese fa.
ITALIA
Dulcis in fundo ecco l’Italia. Tra le quattro presenti in questa speciale classifica, l’Italia è l’unica a non aver partecipato agli ultimi Mondiali. Ormai quattro anni fa gli Azzurri toccavano il punto più basso della propria storia, in quella nefasta serata di San Siro contro la Svezia. Da quel giorno le cose sono notevolmente cambiate, in meglio ovviamente.
Roberto Mancini ha pazientemente e intelligentemente costruito una Nazionale che potesse esprimersi al meglio, coinvolgendo i suoi migliori giocatori e seguendo una filosofia di gioco coerente e proattiva. Sono questi i dogmi del calcio della nostra Nazionale, solo apparentemente fuori luogo. L’ex tecnico di Inter e City ha avuto la fortuna di puntare e lavorare su un gruppo-squadra dal grande talento, che recentemente era andato via via scemando.

Roberto Mancini in allenamento (Fonte: TuttoCalcioDilettanti.com)
Sul 4-3-3 non ci sono dubbi; e neanche su quelli che saranno gli interpreti titolari. Grande responsabilità se la assumeranno giocatori come Verratti, Jorginho, Barella, Insigne o Immobile. I primi due hanno affinato la propria coesistenza, finendo per diventare una delle coppie di registi di centrocampo più forti d’Europa. In più la presenza di Barella, miglior centrocampista dell’ultima Serie A, è garanzia di dinamismo e inserimenti continui. In attacco è Insigne l’uomo in grado di creare superiorità numerica e occasioni da gol. Ma nel complesso sia il capitano del Napoli, che Immobile e Berardi (che verosimilmente completeranno il tridente), sono riusciti a trovare la propria dimensione anche in Nazionale.

(Fonte: raisport.com)
Se ne sono finalmente accorti anche nel resto del mondo che l’Italia può essere una validissima outsider. Complice soprattutto un cammino nell’ultimo biennio letteralmente perfetto. Con Roberto Mancini in panchina l‘Italia ha perso solo 2 delle 32 partite sin qui disputate, arrivate entrambe nel 2018 in Nations League. E stasera si presenta dinanzi la Turchia con un record di 8 vittorie consecutive senza subire reti. Gli unici dubbi permangono in relazione ai pochi confronti avuti con altre grande Nazionali, ma il percorso avviato dall’Italia pare promettente e entusiasmante.
LE GRANDI ESCLUSE
Inevitabile fare delle scelte. C’è che nella nostra redazione ha pronosticato qualche sorpresa, come il possibile exploit di Danimarca o Croazia. Tra le grandi escluse dal quadro delle favorite ci sono, però, soprattutto Belgio, Germania, Spagna e Olanda. Quattro big che per un motivo o per un altro potrebbero floppare l’appuntamento di Euro 2020.
I Diavoli Rossi, ad esempio, come osserva il nostro Giuseppe, potrebbe faticare non poco in fase difensiva. E singolarmente i vari Lukaku e De Bruyne hanno chiuso stagioni eccellenti ma molto dispendiose. Senza dimenticare che il tabellone potenzialmente potrebbe mettere di fronte Belgio e Italia ai quarti di finale. La Germania, invece, si trova in un momento storico di ricambio generazionale. I giovani Gnabry, Havertz, Werner in Nazionale hanno sempre faticato. E il girone proibitivo con Francia e Portogallo può riservare qualche sorpresa.

(Fonte: calciomercato.com)
Non convincono troppo neanche Spagna e Olanda. La Roja, per la prima volta, si presenta ad una competizione ufficiale senza giocatori del Real Madrid. Una scelta importante da parte del c.t. Luis Enrique, che ha dato inizio ad un processo di svecchiamento della rosa affidandosi a calciatori meno noti ma sicuramente più in forma, quali Gerard Moreno o il trequartista Dani Olmo, trascinatore e leader della nuova Spagna.
Il caos Covid scoppiato nelle ultime ore, tra l’altro, potrebbe influenzare non poco sul morale della Nazionale iberica. Come la Spagna anche l’Olanda ha non pochi punti deboli. Nonostante una rosa con numerose ottime individualità (Depay, De Vrij, De Ligt, Wijnaldum, De Jong), quello che manca è una coesione di gruppo. Dopo l’addio di Rambo Koeman e la chiamata in panchina di De Boer le prestazioni degli Oranje non sono state così sfavillanti, e l’assenza di Van Dijk potrebbe in fin dei conti pesare parecchio nel cammino dell’Olanda.
Sono solo pronostici, è chiaro. Ma dopo un anno da dimenticare causa Covid il mondo ha bisogno di divertimento e di sport. Euro 2020 è l’occasione giusta per ricominciare.
(Fonte: profilo Twitter @SoyCalcio_)