QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI SETTIMANA, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI PARLIAMO DEL DERBY COUNTY, ICONICO CLUB DEGLI ANNI ’70 ORA A UN PASSO DAL FALLIMENTO.

Provate a chiedere a degli appassionati di calcio contemporanei quali siano i clubs più iconici nella Storia del calcio inglese e in pochi nel loro elenco porranno il nome del Derby County.

Ripetete lo stesso test con degli appassionati di calcio d’oltremanica degli anni Settanta del Novecento e vedrete che il nome dei Rams sarà sicuramente uno dei primi inseriti nella loro lista.

L’iconicità del Derby County affonda, infatti, le sue radici in quegli anni. In quel calcio.

Quando il suo nome divenne uno dei più presenti sulle lingue di tutti gli abitanti del Regno Unito, e non solo.

Il Derby County di Brian Clough e Peter Taylor, ovviamente.

Quello di Dave Mackay.

Apogeo nella leggendaria storia di un club tra i 12 fondatori della Football League nel lontano 1888 e che in questi giorni ha rischiato seriamente di non esserci più.

SALVO?

Fondato nel 1885 da William Morley, come costola della già esistente squadra di cricket cittadina (nata ben 13 anni prima, ndr), il Derby County Football Club negli ultimi giorni è stato davvero a un passo dal fallimento.

Dopo mesi di amministrazione controllata e forti problemi finanziari, il club sembra però aver trovato ora la sua àncora di salvezza: David Clowes!

In queste ore (mercoledì 29.06.2022, ndr), l’imprenditore inglese sta infatti definendo con Quantuma (società che gestisce da mesi l’amministrazione del Derby County, ndr) l’acquisto definitivo del club. Un accordo che significherebbe salvezza per i Rams!

Proprietario della Clowes Developments Ltd. (società situata a Ednaston, nel Derbyshire, e con un giro d’affari stimato intorno ai 300 milioni di sterline, ndr), David Clowes è un imprenditore locale nel settore immobiliare, con una grande passione per il Derby County, di cui è tifoso fin da bambino.

Per questo a 53 anni si è sentito in dovere di alzare la mano, fare un’offerta e provare a salvare dall’estinzione la sua squadra del cuore. Come dichiarato dal diretto interessato alla BBC.

“Da tifoso del Derby County non potevo accettare che il club fosse a rischio fallimento”.

LA CADUTA FUORI CAMPO

Salvo colpi di scena, il Derby County nelle prossime ore avrà dunque un nuovo proprietario e potrà iniziare a pensare alla miriade di problemi da risolvere presenti sulla lista del club.

Chiuso lo scorso campionato di Championship al penultimo posto, i Rams sono retrocessi in League One e nella stagione 2022/23 dovranno dunque ripartire dalla terza serie inglese.

Una categoria affrontata solamente per un paio d’annate in due occasioni diverse nel passato!

E pensare che in campo la squadra non avrebbe meritato per nulla questa retrocessione.

Senza i 21 punti di penalizzazione inflitti – giustamente, come da regolmento – dalla EFL, per non aver rispettato diversi termini di pagamento ed essere entrato in amministrazione controllata, il club nell’ultima annata avrebbe chiuso al diciassettesimo posto in classifica. Ben sopra la soglia salvezza.

I punti di penalizzazione sono però arrivati e, nonostante l’eccellente lavoro portato avanti per tutta la stagione da Wayne Rooney e dai suoi ragazzi, la caduta in terza serie è diventata realtà.

Ora l’obiettivo non può che essere quello di risollevarsi rapidamente. Prima però andranno risolti vari problemi.

Rooney derby county

PROBLEMI A LIVELLO SPORTIVO

Per quanto riguarda la parte sportiva, i problemi da risolvere sono principalmente due. E sono problemi non da poco.

Il primo: trovare un nuovo allenatore!

Wayne Rooney nei giorni scorsi ha infatti annunciato alla dirigenza la propria volontà di lasciare il club (nonostante il suo contratto gli garantisse il posto per un altro anno, ndr), lasciando così la squadra senza guida tecnica a circa un mese dall’inizio del prossimo campionato.

Un fulmine a ciel sereno, spiegato da Rooney ai tifosi attraverso un comunicato apparso sul sito web ufficiale del Derby County il 24 giugno scorso.

“Oggi ho informato gli amministratori della mia decisione di lasciare il club. Hanno provato in ogni modo a convincermi a restare, ma questa è la mia decisione. Ho vissuto un ottovolante di emozione in questo club, ma mi sono goduto l’esperienza. Ora penso che ad allenare la squadra debba essere una persona con una nuova energia e che non abbia vissuto tutti gli eventi verificatisi negli ultimi diciotto mesi”.

Al suo posto è stato promosso ad interim il suo vice, Liam Rosenior, con la futura nuova proprietà che avrà il compito di decidere se dare un’occasione al manager trentasettenne o se lanciarsi rapidamente nella ricerca di un nuovo allenatore.

Il secondo problema da risolvere è però ancor più impegnativo: formare una squadra!

Ad oggi, i Rams hanno infatti in rosa solamente una decina di giocatori.

Non ci sono portieri. Ogni reparto è da costruire.

Una situazione creatasi in seguito alle penalizzazioni inflitte al club dalla EFL, la quale nei mesi scorsi ha bloccato il mercato dei Rams.

La società non ha potuto così acquistare nuovi giocatori e nemmeno rinnovare i contratti di chi è andato invece in scadenza, provocando di fatto una dissoluzione della rosa.

PROBLEMI A LIVELLO FINANZIARIO

Oltre ai problemi così detti di campo, Clowes e la sua società dovranno affrontare altrettante problematiche a livello finanziario e burocratico.

Il Derby County ha un debito arretrato di 36 milioni di sterline nei confronti della HM Revenue & Customs (dipartimento governativo del Regno Unito che si occupa della riscossione delle imposte, ndr) e queste tasse dovranno essere ripagate il prima possibile, per non vederle crescere nuovamente.

Il club deve poi 24 milioni di sterline alla compagnia finanziaria MSD, con la società Quantuma che nei soli primi sei mesi di amministrazione controllata ha accumulato costi pari a 2,1 milioni di sterline, come riportato dalla BBC.

Non è finita qui. I Rams devono poi ancora 10 milioni di sterline all’Arsenal per l’acquisto a titolo definitivo di Krystian Bielik, mediano polacco arrivato nel 2019.

Debiti che la futura nuova società dovrà ripianare, con Clowes che nei giorni scorsi ha invece già risolto uno degli altri grandi problemi: l’acquisto dello stadio!

PROBLEMA STADIO: RISOLTO!

Va infatti ricordato che il vecchio proprietario del Derby County, Mel Morris, era proprietario sia del club che di Pride Park (stadio dei Rams, ndr), ma che queste due entità hanno sempre fatto parte di pacchetti divisi.

Cerchiamo di spiegarlo meglio.

Quando il Derby County è stato messo in amministrazione controllata dallo stesso Morris il 22 settembre 2021, come si è soliti fare per evitare il fallimento a stagione in corso, a passare di mano alla società Quantuma è stato solamente il club e non anche la proprietà dello stadio, la quale è rimasta allo stesso Morris.

Nei giorni scorsi Clowes ha allora compiuto la sua prima, decisiva, mossa per avvicinarsi all’acquisto della società e l’ha fatto comperando lo stadio.

Una stoccata decisa che gli ha permesso così di superare rapidamente la concorrenza di Andy Appleby (ex chairman dei Rams, ndr) e Mike Ashley (ex proprietario del Newcastle United, ndr), ovvero degli altri due grandi interessati all’acquisto del club.

MEMBRO FONDATORE

Salvare il Derby County, significa anche salvare uno dei 12 storici membri fondatori della Football League.

Non va infatti dimenticato che nel 1888 i Rams furono una delle dodici squadre che diedero vita alla prima lega professionistica del calcio inglese. Quella da cui tutto ha avuto inizio!

Il leggendario e invincibile Preston North End dominò il primo campionato, con il Derby County che chiuse la sua annata di debutto al decimo posto.

La loro prima storica partita stagionale i Rams la giocarono in trasferta contro il Bolton l’8 settembre 1888 e il risultato fu una vittoria per 6-3.

Le gare casalinghe vennero disputate al County Ground, impianto che venne poi abbandonato definitivamente nella stagione 1895/96, quando gli Arieti si stabilirono nel poi iconico Baseball Ground (di cui torneremo a parlarvi più avanti), dove avevano già giocato un match contro il Sunderland il 19 marzo del 1892.

PRIME RETROCESSIONI E PRIMO MAJOR TROPHY

Nei suoi primi vent’anni di vita, il Derby County ha sempre navigato principalmente nelle acque di medio-bassa classifica in First Division inglese, senza quasi mai distinguersi per meriti sportivi in campo.

Nella stagione 1906/07 arrivò anche la prima retrocessione in seconda divisione, dove il club rimase per un quinquennio prima di riuscire a tornare in First Division.

Poi una nuova retrocessione, seguita da un’altra promozione. E così via.

Tra la Grande Guerra e la Seconda Guerra Mondiale, il Derby County si è diviso a intervalli regolari tra campionati di First e di Second Division, facendo l’altalena tra le due categorie (durante gli anni dei due conflitti bellici i campionati furono ovviamente sospesi, ndr).

La stagione 1945/46, quella del ritorno in campo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, portò invece in dote ai Rams il loro primo major trophy: la FA Cup!

Battuto per 4-1 in finale a Wembley il Charlton Athletic, dopo un tempo supplementare, il Derby County vinse la sua prima Coppa d’Inghilterra, mettendo così in bacheca il primo glorioso trofeo della propria Storia.

Seguirono poi anni interessanti in First Division (con anche un terzo e un quarto posto raggiunti), prima di una nuova caduta in Second Division e un ulteriore tonfo.

Per la prima volta, nell’annata 1955/56, i Rams si ritrovarono ad affrontare un campionato di Third Division!

Chiusero al secondo posto il primo anno e al primo il secondo (ottenendo la promozione, ndr), con il club che per il decennio successivo si stabilizzò in seconda divisione, preparandosi inconsapevolmente a vivere quella che si sarebbe poi rivelata essere la propria età dell’oro.

LA MUSICA CAMBIA: L’ARRIVO DI CLOUGH & TAYLOR

Brian Clough e Peter Taylor furono messi sotto contratto dal Derby County nel 1967.

Arrivarono insieme, dopo la loro prima esperienza comune all’Hartlepool United, e il loro compito fu quello di risollevare una squadra caduta essenzialmente in disgrazia.

I Rams mancavano dalla First Division da quattordici anni e l’ultima decade era stata trascorsa soprattutto nel lato destro della classifica di Second Division.

Prima dell’arrivo del magico duo, il club aveva chiuso la stagione al diciassettesimo posto e al primo anno con Clough e Taylor in panchina la squadra riuscì a fare ancora peggio: diciottesima!

L’estate successiva la musica però iniziò a cambiare decisamente.

Su richiesta di Clough e grazie alle eccellenti capacità di scout di Taylor, il Derby iniziò ad acquistare diversi giocatori, portando tanti uomini d’esperienza e veterani alla corte dell’ex attaccante del Middlesbrough.

Si formò subito un amalgama perfetta. Risultato? Passaggio dal diciottesimo posto della stagione precedente alla vittoria del campionato, con annessa promozione in First Division.

“Non ho mai visto uno spirito collettivo più forte di quello che creammo al Derby County in quel periodo”.

Scrisse poi Clough nella sua autobiografia.

Il primo passo di un cammino, forse, irripetibile.

CAMPIONI D’INGHILTERRA!

Il ritorno in First Division il Derby County lo chiuse con un nono posto finale, seguito poi da un quarto posto l’annata successiva.

A inizio anni ’70 i Rams erano dunque una nuova solida realtà in prima divisione e fu nella stagione 1971/72 che successe ciò che era sempre sembrato impossibile.

In lotta per il campionato con i più blasonati Leeds United, Liverpool e Manchester City, ad aver la meglio nella corsa al titolo fu proprio la squadra di Clough e Taylor.

Tutto si decise all’ultima giornata, quando una serie di risultati favorevoli permise al Derby County di pronunciare per la prima volta le fatidiche parole: Campioni d’Inghilterra!

“Non credo nei miracoli, ma questa sera se ne è verificato uno. ­– commentò Clough – Sto provando molto più piacere di quello che riesco a far vedere”.

Nella stessa stagione i Rams batterono 2-1 gli scozzesi dell’Airdrieonians e vinsero la Texaco Cup, manifestazione d’altri tempi che opponeva club di Inghilterra, Scozia e Irlanda non qualificati a manifestazioni europee, mentre la squadra riserve conquistò la Central League.

Un’annata trionfale per la società!

Seguì la prima storica partecipazione a una competizione europea, con il Derby County che nella sua prima Coppa dei Campioni si tolse il lusso di eliminare il Benfica di Eusebio, prima di essere eliminato dalla Juventus in semifinale, tra mille polemiche.

Dal campionato di seconda divisione inglese a un passo dal giocare una finale della massima competizione europea.

Clough e Taylor in pochi anni cambiarono decisamente la Storia del Derby County!

CAMPIONI D’INGHILTERRA, PER LA SECONDA VOLTA!

Logorati in maniera irreparabile i rapporti con il presidente Sam Longson (con cui non sembrano essere mai andati molto d’accordo), Clough e Taylor lasciarono il Derby nel 1973 per passare da Brighton and Hove Albion (entrambi) e Leeds United (solo Clough), prima di riscrivere la Storia del calcio europeo con il Nottingham Forest.

Dave Mackay, una delle stelle che in campo avevano permesso di conquistare la promozione dalla Second alla First Division nel 1969 sotto la guida di Clough, prese la guida dei Rams.

Ritrovatosi ora a indossare i panni dell’allenatore, l’ex difensore scozzese nel 1973/74 condusse la squadra a un terzo posto, conquistando così una qualificazione alla Coppa UEFA (dove il Derby arriverà poi fino al terzo round della competizione, prima di essere eliminato, ndr).

L’annata successiva fece ancora meglio, riportando il Derby County sul tetto del Regno.

Per la seconda, e ultima, volta nella loro storia, i Rams si laurearono Campioni d’Inghilterra.

Seguì poi un Charity Shield vinto e una nuova partecipazione alla Coppa dei Campioni, dove il Derby County di Mackay si tolse la grande soddisfazione di battere 4-1 il Real Madrid al Baseball Ground, prima di essere sconfitto nella gara di ritorno al Bernabeu per 5-1 ed essere eliminato.

Fu il canto del cigno di una società che non tornerà più nemmeno lontanamente vicino ai livelli di gloria vissuti negli anni ’70 del Novecento.

PRIMO RISCHIO FALLIMENTO

Se il Derby County della coppia Clough & Taylor e quello di Mackay sono ricordati ancora oggi dai nostalgici come due delle squadre più iconiche del calcio inglese (vedete che ora il sondaggio che vi avevamo proposto a inizio articolo ha un senso), quello che è rimasto dopo i loro addii ha rischiato ben presto di scomparire.

Negli anni ’80 gli Arieti sono, infatti, retrocessi prima in Second Division e poi in Third Division, dove sono rimasti per due stagioni tra il 1984 e il 1986, prima di risalire fino in First Division grazie a due promozioni consecutive.

Sono stati anni di gravi problemi finanziari e di risultati deludenti in campo, nonostante un breve ritorno in panchina di Peter Taylor.

Il Derby finì addirittura davanti all’Alta Corte di Giustizia del Regno Unito, riuscendo però a evitare il fallimento.

PIÙ BASSI CHE ALTI

Dagli anni ’90 in poi, il Derby si è diviso nuovamente tra il campionato di Second Division/Championship e quello di First Division/Premier League, altalenando retrocessioni e promozioni.

Gli anni d’oro del passato sono ormai un ricordo molto lontano, tanto che dalla retrocessione in Championship arrivata nel 2008 i Rams non sono più riusciti a rialzarsi.

In quattordici stagioni consecutive in seconda categoria, due sono state le finali play-offs disputate a Wembley.

Una nel 2014, con Steve McLaren in panchina. L’altra nel 2019, con Frank Lampard alla guida (e i vari Mason Mount, Fikayo Tomori, Harry Wilson, Kemar Roofe e Ashley Cole in campo).

Perse entrambe!

La prima contro i Queens Park Rangers, la seconda contro l’Aston Villa.

Poi sono arrivati gli anni di Phillip Cocu (l’olandese è stato il primo manager a interrompere la tradizione che aveva visto solo allenatori inglesi o scozzesi alla guida del Derby County, ndr) e di Wayne Rooney.

Arrivato nel club con il ruolo di giocatore/assistente allenatore nel gennaio del 2020, il leggendario attaccante di Manchester United e Inghilterra si è ritrovato ben presto ad appendere gli scarpini al chiodo e a indossare i soli panni del manager.

Dopo l’addio di Cocu nel novembre dello stesso anno, Rooney assunse infatti il ruolo di allenatore ad interim, venendo poi confermato nei mesi successivi e conducendo i Rams a una clamorosa salvezza all’ultima giornata di campionato, grazie a un 3-3 contro lo Sheffield Wednesday.

Quest’anno sappiamo invece già come è andata.

Il suo Derby ha chiuso a -7 dalla zona salvezza ed è retrocesso in League One, nonostante l’eccellente lavoro portato avanti da Rooney e dai suoi ragazzi (ricordiamo ancora che senza i 21 punti di penalizzazione il Derby County avrebbe chiuso al diciassettesimo posto, dimostrazione dello straordinario campionato giocato sul campo dalla squadra, ndr).

MORRIS OUT. E ORA?

Chiusa l’era di Mel Morris, che nei suoi anni come proprietario del club (dal 2015 al 2020) si stima abbia perso oltre 200 milioni di sterline in investimenti senza ritorno, come riporta The Athletic, il Derby County ora si prepara ad affrontare una difficilissima stagione di League One.

Il primo appuntamento sarà quello del 30 luglio contro l’Oxford United e resta da capire se il club si presenterà ai cancelletti di partenza con o senza nuove penalizzazioni.

È infatti notizia di queste ore che la Football Association stia investigando sulla base di indiscrezioni riportate dal Daily Telegraph e secondo le quali l’agente di Wayne Rooney, Paul Stretford, nei mesi scorsi abbia speso segretamente circa 1,6 milioni di sterline (attraverso la società di cui è co-proprietario, la Triple S Sports e Entertainment Group, ndr) per pagare stipendi arretrati ai giocatori e favorire così l’acquisto del club da parte di Chris Kirchner, businessman americano che aveva mostrato interesse per il Derby County, prima che l’affare saltasse.

Se queste voci dovessero essere confermate dai fatti, sarebbe un nuovo mancato rispetto del regolamento e ciò potrebbe comportare nuove penalizzazioni al club da parte della EFL.

Una situazione da tenere monitorata.

BASEBALL GROUND

Ripercorrere la Storia del Derby County senza parlare del Baseball Ground sarebbe una grave mancanza.

Per questo non possiamo che rituffarci nel passato.

Il Baseball Ground è stata, infatti, l’iconica casa del Derby di Clough & Taylor, così come quella del Derby di Mackay.

È stato il teatro dei campionati vinti e delle grandi notti europee. Impossibile da dimenticare. Per vari aspetti.

Lo stadio fu costruito nel 1890 per volere di Sir Francis Lay, imprenditore che desiderava che i propri dipendenti della fonderia Vulcan Works avessero un luogo nel quale concedersi un po’ di svago sul posto di lavoro.

Colpito da una visita personale negli USA nel 1889, introdusse nella città di Derby il gioco del baseball (di cui divenne capo della lega nazionale) e iniziò a farlo praticare nel nuovo impianto, da cui prese il nome: il Baseball Ground, appunto.

Nel 1895 il Derby County Football Club lo scelse come casa, spostatosi permanentemente in questa struttura poiché nel vecchio County Ground venivano organizzate spesso corse di cavalli, anche durante i giorni delle partite, non rendendo così possibile lo svolgimento degli incontri (a decidere come utilizzare il campo era infatti il comune, proprietario dell’area, ndr).

Al Baseball Ground il Derby County vinse anche la English Cup di baseball nel 1897, con Steve Bloomer (segnatevi bene questo nome!) come seconda base.

ATMOSFERA E ACQUA

Stadio piccolo, con le tribune molto vicine al campo e un’atmosfera davvero singolare, il Baseball Ground è ricordato per essere stato uno stadio molto amato dai tifosi di casa quanto odiato dalle squadre in trasferta.

Il campo era stato posizionato sotto al livello della strada e ciò comportava grossi problemi di drenaggio.

In tanti lo consideravano uno dei peggiori campi d’Inghilterra, poiché sempre zuppo di pioggia. Giocarci era parecchio difficile, insomma (chissà cosa avranno pensato i giocatori di Juventus, Benfica e Real Madrid, trovatisi a calcarlo in Coppa dei Campioni!).

Creato inizialmente per ospitare 4 mila spettatori, la sua capienza negli anni venne portata fino a 42 mila, salvo poi essere ridimensionata a 18 mila, nella sua ultima stagione.

Nel 1997 il Derby County decise di spostarsi, infatti, nel moderno Pride Park (in seguito al disastro di Hillsborough e alla redazione del Taylor Report, restare nel vecchio impianto risultava impossibile per ragioni di spazi e sicurezza, ndr), con il Baseball Ground che continuò a essere usato dalla squadra riserve fino al 2004, quando venne demolito.

Al suo posto oggi sorge una zona pedonale verde, con al centro una statua in onore dei fondatori del Derby County Baseball Club (Sir Francis Lay) e del Derby County Football Club (William Morley).

Restando in tema di statue, all’esterno di Pride Park ne è presente una dedicata invece a Brian Clough e Peter Taylor.

LO SAPEVI CHE…

  • Al Baseball Ground il Derby County di Brian Clough nel 1970 vinse la prima edizione della Watney Cup, battendo per 4-1 il Manchester United. Si trattava di una competizione che prevedeva la partecipazione di otto squadre; due per ognuna delle prime quattro divisioni del calcio inglese. I posti spettavano a quei club che avevano segnato il maggior numero di goals l’anno precedente, senza però aver ottenuto promozioni in campionato o qualificazioni a coppe europee. La manifestazione ebbe vita breve: durò solo quattro anni.

 

  • Il miglior marcatore nella Storia del Derby County è Steve Bloomer (esatto, colui che in carriera giocò anche per la squadra di baseball!) con 332 goals realizzati in 525 partite, tra il 1892 e il 1914. A seguirlo è Kevin Hector, l’unico altro giocatore ad aver superato quota 200 goals. Tra il 1966 e il 1982 ne segnò 201.

 

  • Il 26 aprile 1913 Ernald Scattergood diventò l’unico portiere nella Storia del club a segnare una rete, realizzando un rigore nell’1-1 contro il Manchester City. Scattergood nella sua esperienza al Derby County trasformò poi altri due tiri dal dischetto.

E ANCORA…

  • Nel 1993 il Derby County giocò e perse a Wembley la finale della Coppa Anglo-italiana contro la Cremonese. A imporsi fu l’allora club di Serie B (tornato quest’anno in A, ndr) per 3-1.

 

  • Nel 1997 il Derby County cambiò stadio. Ashley Ward fu l’ultimo marcatore al Baseball Ground e, curiosamente, qualche mese dopo fu colui che segnò il primo goal dei Rams a Pride Park. Un record però ufficioso, visto che Ward segnò nel primo tempo del match inaugurale contro il Wimbledon il 13 agosto 1997, con la partita che venne però interrotta nella ripresa a causa di un problema al sistema d’illuminazione e rinviata dall’arbitro (la gara si ripeté il 22 ottobre 1997, ndr). A segnare il primo goal ufficiale nella storia di Pride Park fu allora Stefano Eranio, marcatore il 20 agosto 1997 nella vittoria per 1-0 contro il Barnsley.

 

  • Oltre che da Brian Clough, il Derby County tra il 2009 e il 2013 è stato allenato anche da suo figlio: Nigel Clough.

 

  • Nel corso della sua Storia, diversi calciatori italiani hanno vestito la maglia del Derby County.  A indossare i colori dei Rams sono stati: Francesco Baiano, Stefano Eranio, Fabrizio Ravanelli, Arturo Lupoli, Daniele Daino e Benito Carboni.

ICONA!

Membro fondatore della Football League. Vincitore di una FA Cup. Due volte conquistatore del campionato di First Division. Semifinalista in Coppa dei Campioni.

Il Derby County è un patrimonio del calcio inglese e in quanto tale va salvaguardato! Ricordato! Conosciuto!

Che ne dite, ora anche voi lo mettereste nel vostro elenco personale dei club più iconici d’oltremanica?

Noi scommettiamo di sì.

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

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