Al ritorno dalla pausa delle nazionali il campionato ci ha regalato un Fiorentina-Juventus da in o out per la squadra di Montella. I toscani, nonostante le buone prestazioni nelle prime due gare, erano in fondo alla classifica con zero punti raccolti. La Juventus, invece, pur non avendo mai convinto appieno contro Parma e Napoli, si ritrovava a punteggio pieno in cima alla classifica.
Le condizioni climatiche e psicologiche della gara hanno detto la loro, ma per la prima volta la Juventus non è partita bene dall’inizio della gara, e ha lasciato il pallino ad una squadra vogliosa di riscatto come la Viola, spinta dall’incredibile entusiasmo dei suoi tifosi.
Il 3-4-1-2 di Montella
L’allenatore campano ha scelto di cambiare sistema di gioco, e uomini in attacco. Ha messo a suo agio Pulgar, in coppia con Badelj davanti la difesa, ha inserito tre centrali difensivi per provare ad uscire in anticipo sui 3 tenori della Juventus, e ha mascherato i limiti difensivi del nuovo arrivo Dalbert, inserendolo sulla fascia, ma ben coperto dal sistema difensivo.

Ecco come provava ad impostare da dietro la Fiorentina: il più classico dei 3+2, con Badelj e Pulgar in regia.
In attacco, nonostante la presenza di 3 attaccanti di ruolo (oltre a Pedro e Vlahovic, consideriamo anche Boateng un giocatore che può applicare quelle funzioni alla sua gara) Montella ha scelto la velocità, l’imprevedibilità e la freschezza di Ribery e Chiesa. In fondo erano loro i primi difensori della squadra, visto che dovevano alzare il pressing sui due centrali difensivi della Juventus quando la squadra di Sarri iniziava l’azione.
Il fulcro di tutto è stato Castrovilli, il 22enne ex Cremonese è stato determinante in fase di non possesso con la sua marcatura a uomo su Pjanic, ma anche in fase di possesso, quando spezzava le linee di pressione degli avversari con conduzioni personali, o con dribbling inaspettati.

Castrovilli su Pjanic, Chiesa su de Ligt, Ribery su Bonucci o, in alternativa, direttamente su Szcezsny.
Battaglia fisica
La Juventus ha perso l’uomo che poteva spezzare l’equilibrio del match con una giocata, Douglas Costa, al sesto minuto, e l’ha sostituito di fatto perdendo un giocatore. Perché l’ex Bernardeschi non è mai entrato in gara, non ha mai regalato uno spunto degno di nota, anzi, si è limitato alle giocate scolastiche e semplici senza mai accendere la miccia.
Il sistema difensivo molto aggressivo della Fiorentina non ha messo nelle condizioni giuste di ricevere palloni giocabili né a Ronaldo né a Higuain. La prova dell’argentino è stata incolore: ha toccato meno palloni (33) di tutti i calciatori che hanno giocato per almeno 45 minuti. Solo Dragowski, portiere della Fiorentina, ha fatto peggio di lui, persino Szcezsny è stato più coinvolto.

La Fiorentina alternava momenti in cui lasciava che i 4 difensori della Juventus scambiassero palla con Pjanic, per poi attivare il pressing più in avanti, a momenti in cui non lasciava respirare gli avversari.
Il piano di Montella era chiaro: soffocare la fonte di gioco principale della Juventus, Pjanic, ed evitare anche che il possesso della Juventus si spostasse sulle fasce. Ogni volta che uno dei centrali difensivi passava la palla al terzino, il tutto fascia del lato (Lirola a destra, Dalbert a sinistra) si alzava andando in pressione, e permetteva a tutta la squadra di salire coraggiosamente.
La Juventus ha sofferto l’intensità fisica della Fiorentina, ha perso quasi tutte le seconde palle, e molti duelli nelle zone clou del campo, non ha creato occasioni da gioco clamorose, anzi, ha praticamente portato il nemico in casa quando si è ostinata a palleggiare da dietro con il portiere e i centrali difensivi, come nella clamorosa occasione fallita da Chiesa nel primo tempo.
Non è un caso che, l’occasione che secondo il modello di expected goals di Wyscout è stata più importante per la Juventus è arrivata all’85’, con la rovesciata di Ronaldo (0,16 xG).

Le heat map di Ronaldo, Higuain, Bernardeschi e Costa combinate fra di loro: praticamente quasi tutti hanno toccato palla sul laterale, occupando poco la trequarti.
La Fiorentina, dal canto suo, occupava la trequarti avversaria in maniera del tutto particolare. Ribery svariava per tutto il fronte offensivo, giocando nel mezzo spazio sinistro, mentre Chiesa per una parte di gara ha giocato da centravanti, per poi però allargarsi anche lui naturalmente a destra. Questo sistema di gioco ha creato pochi punti fissi per la difesa della Juventus.

A giudicare da questa immagine, quindi, sarebbe Castrovilli l’attaccante?
Il modo in cui, però, Montella ha deciso di attaccare Sarri è stato quello tradizionale: cambi di gioco veloci sul lato debole, individuato a destra nella difesa della Juventus. Solo l’imprecisione sotto porta di Dalbert non ha permesso alla Viola di vincere la gara.

Anche in transizione positiva il piano era quello: approfittare dello scivolamento difensivo del 4-4-2 di Sarri, per attaccare il terzino Danilo alle spalle.
Conclusioni
Alla fine della gara la Fiorentina ha gestito bene il calo fisiologico che la squadra poteva avere, la Juventus non ne ha approfittato, anche perché la squadra di Sarri sembra ancora indietro dal punto di vista della condizione, e provata già da infortuni che le hanno tolto i giocatori più importanti per la progressione del pallone. Non delle belle notizie in vista della difficile trasferta di Madrid.
La Viola è uscita dal campo quasi rammaricata per il pareggio. Adesso per la squadra di Montella sarebbe ora di trasformare quanto di ben fatto in punti, ma il calendario continua a non aiutare: domenica la aspetta la difficile trasferta di Bergamo (o meglio, Parma, contro l’Atalanta) mentre nelle prossime due gare affronterà Sampdoria e Milan. Se da questo trittico di gare i toscani dovessero uscire con un buon numero di punti, ottenuti sviluppando i principi di gioco finora visti, si potrebbe aprire per loro una stagione del tutto nuova da ottobre in poi.