Il calcio moderno è abituato al rumore, al chiasso. Certo, negli ultimi mesi stiamo tutti facendo i conti con il silenzio degli stadi vuoti, ma tra voci di mercato, polemiche e opinioni contrastanti è difficile trovare un momento di calma. Succede allora che chi fa meno baccano, a volte, passi in secondo piano. In questi giorni, inevitabilmente, il grido di milioni di tifosi dopo la morte di Diego Armando Maradona è riuscito a coprire quasi tutte le altre voci. Tra queste ce n’è stata però una che, per una volta, merita di essere amplificata. Una voce che sicuramente è stata capace di tuonare più e più volte negli spogliatoi del Vicente Calderon, ma che poche altre volte è finita al centro dell’attenzione.

La voce in questione è quella di Gabriel Fernandez Arenas, noto a tutti semplicemente come gabi. Lo storico capitano dell’Atletico, lunedì scorso, ha annunciato il suo addio al calcio giocato e lo ha fatto, come sul campo, a bassa voce, quasi in silenzio. Un silenzio assordante, per i Colchoneros e non solo.

IL MONDO IN ROJIBLANCO

Gabi nasce e cresce a Madrid, con i colori dell’Atleti addosso fin da quando era un ragazzino. Dopo la trafila delle giovanili e due anni nella squadra B, fa il suo esordio tra i grandi nel 2003. In tre stagioni, intervallate del prestito al Getafe, colleziona una sessantina di presenze, senza però riuscire a trovare centralità. A malincuore, nel 2007, Gabi si vede costretto a fare le valigie per trasferirsi al Saragozza. Nel club aragonese, il centrocampista madrileno riesce a ritagliarsi spazio e a mettersi in mostra. Le 142 presenze con i Leones gli permettono di attirare l’attenzione di Diego Simeone, che nel frattempo è approdato alla guida del suo Atletico. Chiaramente, non serve che il Cholo chieda due volte a Gabi di tornare nella capitale e in men che non si dica tra i due si crea un rapporto fantastico. Il tecnico argentino trova nel numero 14 tutte le caratteristiche giuste per esprimere la sua filosofia e non lo toglie praticamente più dal campo.

In sette stagioni con Simeone gioca 329 partite: inamovibile, anche nella sua ultima stagione, dove colleziona 50 gettoni. Lui è l’esempio perfetto di leader silenzioso, lontano dalle luci dei riflettori, ma a fare rumore sono i successi dell’Atleti. Il capitano dei rojiblancos solleva al cielo due Europa League, una Coppa del Re, una Supercoppa Spagnola, una Europea e soprattutto una Liga, 18 anni dopo l’ultima volta. Grande rammarico invece per le due finali di Champions perse contro gli eterni rivali del Real.

Gabi

Fonte immagine: profilo Instagram @gabi14

L’ADDIO DI GABI

Dopo aver salutato Madrid e la Spagna, nel 2018, Gabi si è accasato all’Al-Sadd, in Qatar, dove ha anche vinto uno campionato. Ovviamente il suo cuore è rimasto con i Colchoneros e non ha mancato di farsi sentire in alcune occasioni. Una su tutte, il passaggio di Griezmann al Barcellona, aspramente criticato dall’ex capitano.

“Lo stemma e il club sono al di sopra di qualsiasi giocatore. Penso che il calcio sia così: ognuno prende le decisioni che vuole e, come ho detto, al momento, giocare nell’Atletico Madrid non deve essere un obbligo, ma un orgoglio”.

Insomma, non un uomo di molte parole, ma che certamente ha sempre saputo cosa dire. Gabi è stato per anni uno dei maggiori esponenti del Cholismo ed ha riportato la squadra del suo cuore nell’élite europea. Il suo addio al calcio è l’occasione per rendere omaggio ad un grandissimo giocatore, anche attraverso i suoi numeri. Nelle 642 partite giocate in carriera (più di 300 in Liga), il centrocampista madrileno ha mantenuto una percentuale di precisione passaggi di poco superiore all’80%. A questo si aggiungono più di 600 passaggi intercettati, circa 550 falli e addirittura 1400 contrasti nei suoi anni agli ordini di Simeone. Statistiche queste che spiegano alla perfezione la sua importanza negli schemi dell’argentino, pochi goal, ma tanta legna.

Gabi

Fonte immagine: profilo Instagram @gabi14

Alla fine però, nonostante la sua scarsa attitudine a farsi sentire fuori dal campo, le parole perfette per concludere questa storia le ha scritte proprio lui, nelle righe sotto al post in cui annunciava la sua decisione. Gabriel Fernandez Arenas ha annunciato di voler appendere gli scarpini al chiodo così:

“Grazie a te futbol, per avermi dato l’opportunità di essere eterno nei ricordi di molta gente. Questo è senza dubbio il più grande patrimonio che ho conquistato”. 

(Fonte immagine di copertina: profilo IG @gabi14)