L’Aldosivi e la prima esperienza di Gago da allenatore

single

Ritiratosi a 34 anni a causa degli infortuni, Fernando Rubén Gago ha già iniziato la propria carriera da allenatore. Partendo da Mar del Plata, splendida città costiera della provincia di Buenos Aires e casa del Club Atlético Aldosivi. Conoscendo le qualità e caratteristiche del Gago calciatore, egli possedeva una personalità ed un carisma capaci di renderlo nel tempo un “allenatore in campo”: la vera incognita era perciò la proposta calcistica nei primi periodi. Senza dimenticare che il ragazzo di Ciudadela è uno dei pochi calciatori a diventare allenatore di una compagine di Primera División a pochi mesi dal ritiro dall’attività professionistica.

LA VOLONTÀ DI GAGO

Nella conferenza stampa di presentazione di tre settimane fa, Gago è apparso sicuro di quello che avrebbe chiesto alla sua squadra: possesso palla, qualità nella manovra ed aggressività assoluta. Tutti aspetti coerenti con il calcio del nuovo millennio ed in linea con quanto apprezzato del Fernando calciatore. El Pintita era un centrocampista aggressivo e volitivo capace di vedere spazi liberi per servire i compagni nel migliore dei modi. Possedendo doti balistiche tra le più apprezzate d’Argentina. Oggi ha dalla sua l’esperienza nei migliori club del mondo, con pressioni e standard elevati. Se caratterialmente la sua attitudine si è spesso trovata in sintonia con la gestione del ruolo di tecnico, il rapido cambiamento professionale, la giovane età e la relativa conoscenza delle realtà meno imponenti del paese ha reso la scelta del Tiburon sui generis. Dopo meno di un mese, il battesimo del fuoco è già arrivato sabato, nel match casalingo contro il Godoy Cruz, valido per la prima giornata di Copa de La Liga Profesional.

PRIMI SPUNTI TATTICI

gago

El Pintita, Fernando Gago, alla prima esperienza d’allenatore nell’Aldosivi. Fonte: profilo IG @aldosivi_oficial

La volontà di Gago era quella di gestire una squadra giovane, ricca di profili interessanti per sviluppare un certo tipo di gioco. I primi segnali sono arrivati nonostante la sconfitta patita per 1-2, perché al José María Minella il primo 4-2-3-1 di stampo Pintita ha primeggiato su certi fondamentali. Partendo dal possesso palla (70%, 528 passaggi, 82% di precisione), dall’età media degli interpreti. Con una transizione offensiva in cui il 4-2-3-1 riesce a mutare in un 4-2-1-3 con un tridente d’attacco formato da calciatori interessanti come Lautaro Guzmán (2000), Malcolm Braida (1997) e Federico Andrada (1994). Senza dimenticare altri talenti come il terzino Joaquín Indacoechea, classe 2000 che ha già saputo sconfiggere un cancro per esordire da queste parti, ed il centrocampista Gastón Lodico, 1998 formatosi nel prestigioso settore giovanile del Lanus.

Il centravanti Andrada ha marcato il primo gol stagionale approfittando di una disattenzione difensiva, ma è il reparto arretrato quello apparso più in difficoltà. Perché i gol degli avversari sono giunti da disattenzioni o sbavature. Tutti aspetti malleabili da Gago, che ha avuto a disposizione un solo mese di preparazione per mettere a punto la squadra. Resterà da vedere, assieme al suo secondo Federico Insúa, come Gago saprà mettere in atto la sua sapienza calcistica e conoscenza. Il tempo e l’assenza di retrocessioni della Copa de La Liga Profesional può risultare un vantaggio, anche se in Argentina le aspettative dei club e dei tifosi restano sempre molto alte, soprattutto se hai calcato i migliori palcoscenici del mondo.

 

Immagine di copertina profilo IG @aldosivi_oficial

LorenzoL
Scritto da

Lorenzo Masi