Nell’ormai lontano 2016, in Italia rimbalzava la notizia dell’approdo di Gerard Deulofeu al Milan. Il ragazzino in questione aveva appena 22 anni, ed era una cometa dell’Everton in rampa di lancio. C’era tanto di buono da dire sul suo conto in quel periodo, la nomea di predestinato era d’obbligo, ma superata di gran lunga la maggiore età, era arrivato il momento di emergere definitivamente.
In quel periodo in rossonero non esploderà mai, ma ora Gerard è tornato nel ‘Bel Paese’, e sta dimostrando tutto ciò di cui è capace. Dall’Italia…all’Italia, con una sola missione: fare ciò per cui è stato creato, giocare a calcio.
LE ORIGINI DEL RAGAZZO ‘CREATO DA DIO’
Cresciuto nel Barcellona, Gerard Deulofeu ha le radici migliori per un ragazzino spagnolo che sogna di dire la sua nel mondo del calcio. Il suo nome: “Deulofeu”, tradotto letteralmente dal Catalano vuol dire: “Fatto da Dio”. Un segno del destino? Forse. Otto anni nelle giovanili Blaugrana sono abbastanza per mostrare a tutti di che pasta è fatto. Il piccolo Gerard segna valanghe di gol. In quel periodo aveva il peso della nomea di “nuovo Messi”, ma nonostante ciò riuscì anche a firmare un contratto con la Nike a soli 12 anni. Predestinato. Tutto ciò non distrae il giovane spagnolo.
Il suo rendimento rimane alto, e le voci esterne non lo influenzano minimamente. A 19 anni la prima grande conquista: l’esordio col Barcellona “dei grandi”, con Pep Guardiola che lo lancia in campo con fiducia. Il futuro del ragazzo sembra delineato.
“NON HA LA MATURITÀ NECESSARIA”
Dopo aver fatto vedere al mondo di che stoffa era fatto, Deulofeu inizia a perdersi leggermente. Dopo aver abbandonato la città catalana passa in prestito all’Everton, poi al Siviglia. Il suon percorso stenta a decollare, un po’ per la scarsa fiducia dimostrata dai suoi club, un po’ per mancanza di maturità. Chi lo sottolineerà sarà Unai Emery, che ora sta trascinando il Villarreal in un sogno europeo in Champions League.
Se puede tener madera de campeón, pero esa madera hay que tallarla con esfuerzo, trabajo y humildad. ¡Forza SFC! pic.twitter.com/VwviCmCWjv
— Unai Emery Echegoyen (@UnaiEmery_) April 16, 2015
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Il tecnico, allora al Siviglia, fece presente alla stampa che: “Deulofeu ha qualità incredibili ma anche tante carenze; non ha ancora la maturità necessaria , lo spirito di sacrificio“. Da lì nascono diverse frizioni e qualche tribuna di troppo. L’età avanza, Gerard Deulofeu non è più il ragazzino alle prime armi delle giovanili del Barcellona, e la carriera inizia a complicarsi.
GERARD DEULOFEU E IL SOGNO ROSSONERO
Ventidue anni e già diversa esperienza internazionale. Per Geri è arrivato il momento di essere protagonista in un top club. Il Milan gli dà questa opportunità. Un Milan in ricostruzione ed in difficoltà, si affida ad un giovane spagnolo dalle qualità indiscusse, ma con ancora tanto da dimostrare.
Gerard Deulofeu ci riuscirà, ma ciò non basterà per rimanere sotto la Madonnina di Milano. Nella sua stagione (in prestito secco dall’Everton), realizza 4 gol in 17 presenze, ma a stupire è il suo dribbling nello stretto ed il suo tocco di palla sopraffino.
In un Milan più fisico che tecnico, questi fattori sono determinanti, e fanno innamorare la tifoseria rossonera. In un’intervista a CbS, Gerard Deulofeu ricorda così il suo pubblico di San Siro e la sua esperienza al Milan: “Penso di essere stato il miglior giocatore del Milan in quei sei mesi. Non sono rimasto solo perché il Barcellona decise di esercitare il controriscatto, ma anche perché il Milan cambiò proprietà e dirigenza. Galliani voleva che rimanessi, sono stato uno dei suoi ultimi acquisti e stravedeva per me”.
Nonostante stesse iniziando a rodarsi in Serie A, Deulofeu non riesce però ad affermarsi. Lo spagnolo torna al Barcellona, dove non riesce ad imporsi per ovvi motivi, collezionando solo 10 presenze.
DALL’ITALIA… ALL’ITALIA: GERARD DEULOFEU È DIVENTATO UOMO
Dopo aver abbandonato anche il Barcellona, Deulofeu trova il Watford ad accoglierlo. Saranno due stagioni fatte di tanti alti, ma anche diversi bassi. Il ragazzo creato da Dio passa dal siglare la sua prima tripletta in carriera a retrocedere con gli Hornets. Insomma, una situazione non semplice. L’occasione del definitivo riscatto, l’ultima spiaggia ce l’ha con l’Udinese, che si fida di lui e lo sigla in prestito con diritto di riscatto. La prima stagione va bene nonostante qualche infortunio qua e là, ed i friulani decidono di riscattarlo alla fine della stessa.
Nella stagione in corso si è ripreso la maglia numero 10, orfana della partenza di De Paul. Forse per sentirsi più responsabile, o forse per dire al mondo intero che la sua qualità non se n’è mai andata. Uno schiaffo alla sfortuna, che, spesso e volentieri, lo aveva fermato nelle scorse stagioni. Maledetti infortuni.
Deulofeu si è preso le responsabilità che aveva De Paul, e assieme ai suoi compagni sta guidando l’Udinese in una stagione esplosiva e sempre con qualità, la sua, indelebile. Sono ben 11 i gol trovati da Geri in questa stagione; già battuto il suo record personale di reti in un singolo campionato maggiore.
La maturazione di Deulofeu è forse arrivata. Quella cometa del Barcellona B ora è pronta a diventare una stella. Ora anche i top club lo osservano, ed il ragazzo creato da Dio non vuole più fermarsi. E chissà che Emery, oggi, non lo rimpianga un po’ di più.