Germania divisa: come mai la Bundesliga è scarsa?

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Quando pensiamo alla Germania calcistica ci vengono in mente tantissimi grandi campioni. Par esempio “Il KaiserFranz Beckenbauer, che insieme al brasiliano Màrio Zagallo e al francese Didier Deschamps è stato l’unico nella storia del calcio a vincere il campionato del mondo sia da giocatore che da allenatore.

Oppure Lothar Matthaus, vincitore del pallone d’oro che ha fatto sognare il popolo interista e che per Maradona è stato il miglior avversario che abbia avuto in tutta la sua carriera. Un nome più recente è entrato nel cuore dei tifosi Laziali: Miroslav klose, il miglior marcatore della storia dei mondiali ma soprattutto anche esempio di umiltà.

Indimenticabile il suo gesto di Fair Play nel 2012 per aver confessato all’arbitro di aver segnato un gol con la mano nella partita di Serie A fra Lazio e il Napoli.

Anche gli allenatori tedeschi stanno svolgendo un ottimo lavoro. Durante le ultime quattro finali di Champions League ben quattro volte in panchina si sono seduti allenatori provenienti della Germania (2x Klopp, Flick e Tuchel).

Inoltre, a livello collettivo la nazionale tedesca è la più titolata d’Europa e detiene il record per il maggior numero di partite nella fase a eliminazione diretta del campionato del mondo. Anche negli ultimi 20 anni ha collezionato molti successi. La nazionale teutonica e l’unica squadra che durante i mondiali è arrivata quattro volte di fila in semifinale (dal 2002 al 2014).

IL CALCIO IN GERMANIA

Le tifoserie in Germania sono molto calde. Prima della pandemia nella classifica spettatori 18/19 il campionato tedesco è stato al primo posto con una media di 43.451 spettatori. Le infrastrutture sono ottime: negli ultimi 15 anni in Germania sono stati realizzati 17 nuovi stadi (In Italia solo 5).

Il calcio in Germania è un vero e proprio bene culturale. Ma analizzando il campionato tedesco, emerge un quadro completamente diverso. Nel Ranking Uefa troviamo la Bundesliga solo al quarto posto.

Secondo la Deloitte Football Money League 2022, una classifica di club calcistici ordinata in base ai ricavi operativi, l’unico club tedesco della top 10 mondiale è il Bayern Monaco. A parte i bavaresi, gli altri club tedeschi a livello internazionale non sono competitivi. Società come par esempio il Borussia Dortmund non riescono a trattenere i loro giovani talenti e giocatori di spessore come Aubameyang, Dembélé o Haaland lasciano la Bundesliga.

Come mai la Germania non riesce a sfruttare il suo grande potenziale anche in Bundesliga? La risposta è semplice: Perché i tedeschi si rifiutano di farlo.

LA REGOLA 50+1

Nel 1998 è stata introdotta la regola 50+1. I tifosi devono detenere la maggioranza all’interno di ogni singolo club calcistico. Le azioni delle società tedesche possono essere acquistate da investitori solo per una percentuale inferiore al 50%. Il resto del club rimane nelle mani dei cosiddetti tifosi-soci.

La loro forte presenza garantisce per esempio biglietti più economici. Un abbonamento in Curva Sud del Bayern Monaco costa solo 160€ a stagione. Secondo i tedeschi il calcio deve rimanere lo sport del popolo.

Dall’altra parte viene impedito alle entità esterne acquisire una partecipazione di maggioranza e investitori potenti par esempio del Medio Oriente perdono l’interesse.

La regola 50+1 rappresenta uno svantaggio competitivo e ti rende difficile competere in Europa. Il modello Bundesliga è romantico, ma nel 2022 non funziona più. È infatti sempre più diffusa la presenza di fondi di investimento sui grandi club che aumentano esponenzialmente il budget per il mercato. La Bundesliga perde sempre più terreno.