Siamo ormai agli sgoccioli del campionato: solo tre partite alla fine di questa stagione e ancora molti verdetti da emettere, dalla lotta per Champions ed europa league all’ultimo posto rimasto – e che nessuno vorrebbe occupare – per la discesa in serie B. Quest’anno come non mai la lotta per il quarto posto (e anche terzo, dato che l’Inter non è riuscita a tenersi a distanza di sicurezza) è apertissima: sei squadre in 8 punti, con due posti disponibili per la Champions e due per l’Europa League. Saranno quindi due le squadre che non parteciperanno alle coppe l’anno prossimo (a meno che una tra Lazio e Atalanta non dovesse arrivare tra le prime 6 e dovesse vincere la Coppa Italia: in questo caso la vincitrice si garantirebbe l’accesso all’Europa League grazie alla vittoria della coppa nazionale e di conseguenza la settima classificata occuperebbe il posto lasciato libero per l’Europa League, come accaduto l’anno scorso all’Atalanta). Ovviamente ogni squadra dovrà cercare di conquistare più punti possibile, senza fare calcoli e senza guardare gli avversari, ma cosa succederebbe se due o più squadre arrivassero a pari punti?
I CRITERI IN CASO DI PARITÀ
Secondo le regole del campionato italiano, ci sono cinque criteri da seguire se due squadre arrivano a fine campionato con gli stessi punti:
1 – Scontri diretti (senza la regola del gol in trasferta)
2 – Differenza reti negli scontri diretti
3 – Differenza reti generale
4 – Gol realizzati
5 – Sorteggio
Normalmente si risolve tutto entro i primi tre criteri, ma in casi estremi si può ricorrere anche agli ultimi due, con l’ultimo – quello del famigerato sorteggio – che fa dipendere il futuro di una squadra dal lancio di una monetina. Esempi celebri e discussi ci sono stati nella Storia del calcio quando questa formula si è rivelata necessaria: il caso più famoso è stato quello del Campionato Europeo del 1968, l’unico vinto dall’Italia, che deve questa vittoria anche ad una monetina: in semifinale, infatti, gli azzurri si trovano davanti la fortissima Unione Sovietica e dopo 120 minuti la partita non si schioda dallo 0-0; allora l’arbitro è costretto a ricorrere alla monetina che, ironicamente, al primo lancio, si perde in una fessura del pavimento dello spogliatoio ma che al secondo tentativo regala il passaggio all’Italia.

I due capitani, Giacinto Facchetti e Yuri Istomin, che si stringono la mano prima della semifinale degli Europei del ‘68 tra Italia e U.R.S.S.
DUE SQUADRE A PARI PUNTI
Se ad arrivare a pari punti dovessero essere Inter ed Atalanta, a passare sarebbero senza dubbio i bergamaschi, grazie al 4-1 inflitto all’Inter in casa e allo 0-0 strappato a San Siro; stesso discorso in caso di parità tra Lazio e Atalanta, con i nerazzurri che hanno vinto entrambe le sfide. La Dea passerebbe, inoltre, con la Roma (anche se in questo caso si dovrebbe ricorrere al terzo criterio, dal momento che sia all’andata che al ritorno le due squadre hanno pareggiato per 3-3) per la differenza reti generale, forte del proprio +28 rispetto al +15 giallorosso. Al contrario, in caso di parità tra Atalanta e Milan passerebbero i rossoneri, che hanno pareggiato in casa e vinto in trasferta, così come ha fatto il Torino contro la squadra bergamasca. In caso di parità tra le due squadre di Milano avrebbe la meglio l’Inter, che ha vinto entrambe le sfide, così come avrebbe la meglio sulla Lazio e sulla Roma (di nuovo per la differenza reti generale); mentre in caso di parità tra Inter e Torino passerebbe quest’ultimo. I granata, poi, avrebbero la meglio contro il Milan, ma fallirebbero in caso di pareggio con la Roma, mentre con la Lazio è ancora tutto da vedere dato che lo scontro diretto si giocherà il 26 Maggio, all’ultima giornata. La Roma passerebbe solo in caso di pari merito contro il Torino, dal momento che contro Lazio e Milan è in svantaggio negli scontri diretti e nella differenza reti degli stessi, mentre rispetto ad Atalanta e Inter ha una differenza reti generale inferiore. Anche la Lazio, al momento, passerebbe solo contro una squadra, la Roma, aspettando lo scontro diretto con il Torino, dopo l’1-1 dell’Olimpico. Facendo due calcoli, dunque, le squadre che hanno una percentuale maggiore di passare in caso di parità con un altro club sono Atalanta, Milan, Inter e Torino, con 3 scontri diretti a favore contro 2; mentre Roma e Lazio me hanno solo uno. Tuttavia, se il Torino dovesse vincere con la Lazio sarebbe la squadra con più scontri diretti a favore, mentre la Lazio scavalcherebbe solo la Roma in questa particolare classifica.
L’IMPENSABILE: PIÙ SQUADRE A PARI PUNTI
Nel caso in cui più di due squadre dovessero arrivare a pari merito, la situazione si complicherebbe: in questo caso si adotterebbe la classifica avulsa tra le squadre in merito, basata sugli scontri diretti delle stesse. Anche in questo caso, se due squadre dovessero trovarsi in parità con gli scontri diretti, verrebbero usati nuovamente i cinque criteri descritti all’inizio. Ad esempio, se ad arrivare a pari punti dovessero essere Roma, Inter ed Atalanta, la prima posizione spetterebbe agli orobici, che negli scontri diretti con queste squadre hanno conquistato 6 punti (una vittoria e tre pareggi), poi ci sarebbe la Roma a quota 4 punti (frutto di quattro pareggi) e infine l’Inter, che ha conquistato 3 punti (tre pareggi). O ancora, in caso di parità tra Lazio, Inter e Roma, i biancocelesti sarebbero primi con 6 punti, mentre Inter e Roma, entrambe a quota 5 punti, se la giocherebbero con la differenza reti, che avvantaggerebbe i nerazzurri. Ovviamente non possiamo vagliare tutte le possibili combinazioni, che sono innumerevoli: troppe sono le variabili da prendere in considerazione (stato di forma, calendario, giocatori indisponibili, ecc.) per fare un quadro generale della situazione. Sta di fatto, comunque, che tutte le squadre cercheranno di guadagnare più punti possibile, per non rischiare di dover dipendere dai risultati degli avversari o – in uno scenario più fantasioso che reale – dal lancio di una monetina.