Il meglio del Torino di Petrachi

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Gianluca Petrachi dal 25 giugno 2019 non è più il direttore sportivo del Torino. A comunicarlo sul proprio sito ufficiale è stato il nuovo club dell’ormai ex DS granata: la Roma. La società capitolina, orfana di Fredric Massara, passato precedentemente nello staff dirigenziale rossonero, ha scelto dunque di puntare su forte Petrachi. Spetterà a lui l’arduo compito di allestire una rosa competitiva per il nuovo tecnico portoghese Fonseca.

LA CARRIERA DA DS

Una volta terminata una discreta carriera da calciatore, Petrachi inizia la sua carriera “d’ufficio” ad Ancona, suo ex club da giocatore, dove assume il ruolo di team manager. Quattro anni più tardi passa al Pisa, dove in veste da direttore sportivo, ottiene una promozione in B e sfiora quasi la A sotto la guida di Giampiero Ventura che incontrerà subito dopo a Torino. La sua avventura piemontese dura ben dieci anni, contribuendo allo sviluppo sia economico che calcistico del club. In questa decade numerosi giocatori sono transitati dal club granata; qualcuno fa ancora parte del club, altri hanno lasciato la società fruttando delle “dolci” plusvalenze in ambito finanziario. 

ESPERIENZA PER IL TORINO

Una caratteristica chiave del Torino di Petrachi è stata sicuramente l’esperienza in campo. Non a caso in questi anni nel capoluogo piemontese, sono transitati giocatori muniti di un gran bagaglio di maturità e conoscenza. Giocatori che magari non trovando abbastanza minutaggio in un club più blasonato, abbassavano le loro pretese, mettendosi nuovamente in gioco. Salvatore Sirigu ne è un esempio lampante. Arrivato due anni fa ai piedi della Mole a titolo gratutito dal PSG, ha sin da subito messo in mostra tutta la sua esperienza, diventando il leader della difesa insieme all’altro rinforzo Nicolas N’Koulou. Quest’ultimo giunto da Lione in prestito per una stagione, è stato riscattato l’annata successiva viste le sue grandissime doti difensive. Negli anni passati erano arrivati giocatori come Moretti, che ha annunciato l’addio al calcio recentemente, e Rincón, anche loro come i due sopracitati senza esborsi economici significativi, han trasmesso sin da subito saggezza e umiltà, creando un filtro perfetto tra allenatore e i giovani giocatori.

Foto: Profilo ufficiale @torinofc1906

FUTURO GRANATA

Un metodo efficace per ampliare i guadagni sia sportivi che economici di un club, è quello di puntare su giocatori giovani e di prospettiva. Trovarli però non è certo semplice, e quindi giusto elogiare chi, con dedizione e capacità riesce in questo intento. Possiamo dire con fermezza che Petrachi nei suoi anni a Torino, è riuscito a mettere a disposizione dei vari allenatori molti giocatori che si sono presentati come incognite ma che alla fine si sono rivelati dei veri e propri talenti. Uno dei primi di questa lunga lista è Kamil Glik. Il difensore polacco arrivò dal Palermo per appena 300.000 euro all’età di ventidue anni, dopo una metà stagione molto convincente a Bari. Diventa poi il pilastro difensivo che garantì il ritorno in Europa della squadra granata, prima di passare nel 2016 al Monaco. Percorso inverso per Soualiho Meïté, centrocampista francese arrivato dal principato monegasco la scorsa estate nello scambio con Barreca. Meïté, insieme al nigeriano Aina, formano insieme il tandem di giovanissimi che più hanno stupito nell’annata appena trascorsa. Il terzino arrivato in prestito dal Chelsea, protagonista in questi giorni di un assist stellare in coppa d’Africa, è stato appena riscattato dal Chelsea per ben dieci milioni di euro.

Foto: Profilo ufficiale @kamilglik25

ACQUISTI TOP

Come tutte le squadre che si rispettino e che puntano ad un ritorno in Europa, l’arrivo di giocatori contesi da altre squadre o che mirano a palcoscenici importanti, non può che giovare all’ambiente. È quello che successe nel 2013 quando dalla Juve arrivò Ciro Immobile, attaccante in rampa di lancio seguito da molte squadre italiane già pronte a strapparlo alla società bianconera. La sua prima stagione, quella a fianco di Cerci, regala all’ambiente granata il ritorno in Europa League grazie anche ai suoi 23 centri in tutte le competizioni. Tre anni dopo, Petrachi tenta di colmare il vuoto lasciato da Immobile, insediatosi prima a Dortmund e poi a Siviglia, acquistando il giovane ma promettente Andrea Belotti. Il gallo, come fece Immobile, stupì sin da subito a suon di gol, grazie anche al supporto di Iago Falque, arrivato dalla Roma per la cifra irrisoria di sei milioni di euro.

Foto: profilo ufficiale @gallobelotti

PLUSVALENZE

Un’altro capitolo importante della storia tra Petrachi e il Torino è il capitolo plusvalenze. Sono tanti i soldi incassati dal club grazie alla rivendita di giocatori, alcuni di questi rivenduti addirittura a dieci volte il prezzo di acquisto. L’ultimo in ordine cronologico fu Zappacosta, arrivato in Piemonte per circa quattro milioni rivenduto due anni più tardi al Chelsea dell’allora tecnico Antonio Conte per ben venticinque. Stesso ruolo e stesso paese per Matteo Darmian, il cui prezzo del cartellino al momento della vendita al Manchester United fu di ben sedici milioni più alto rispetto a quello del suo arrivo. Per l’ultimo dobbiamo tornare nell’estate del 2016, quando la forte volontà di Maksimovic, spinse il Napoli a spendere cinque milioni per il prestito iniziale e il riscatto obbligatorio l’anno successivo per ben venti. Tenendo conto che arrivò dalla Stella Rossa per 2,5 milioni, il calcolo è semplice: ben 22,5 milioni di plusvalore.

Foto: profilo ufficiale @torinofc1906


“La Roma rappresenta per me un’avventura ambiziosa e incredibilmente stimolante. Conosco bene le aspettative di un Club e di una piazza così importanti, proprio per questo ho accettato immediatamente questa sfida”

Dieci anni a Torino scanditi da tanto lavoro, dedizione e crescita. Ora Petrachi è pronto per il grande salto e con il difficile compito di far tornare grande la Roma.

Fonte immagine di copertina: sito ufficiale Torino

MirkoM
Scritto da

Mirko Mantica