Tempo di nazionali, tempo di grandi sfide anche per le giovanili. Se la pausa per le competizioni delle selezioni porta allo stop di campionati e competizioni internazionali di club, il programma di incontri tra i migliori elementi di ciascun movimento nazionale si rivela fitto e ricco di match di cartello.
ITALIA RICCA DI APPUNTAMENTI
In Italia, oltre alla nota final four di Nations League, a livello giovanile il calendario offre incroci tra compagini molto interessanti e dense di talenti. Settimana prossima la Nazionale italiana U21 affronterà, martedì alle 17:30 allo Stadio Brianteo di Monza, i coetanei della Svezia, nazione da sempre produttrice di talenti sopraffini.
Inoltre, la squadra azzurra U20 si recherà più a sud, al Benito Stirpe di Frosinone, lunedì 11, per disputare il match che li oppone ai pari età portoghesi. Mentre le nazionali Under 19, Under 18 e Under 17 sono impegnate all’estero, i ragazzi minori di sedici anni del commissario tecnico Daniele Zoratto si sono resi protagonisti di due sfide di cartello contro l’Austria, a Novarello.
I TEST DELL’UNDER 16
Il maestoso ex centro sportivo del Novara Calcio, ora centro federale, dopo aver ospitato i due incontri con la Svizzera a fine settembre, torna nuovamente protagonista di una sfida dei giovani azzurri. Se la nazionale elvetica era apparsa un’avversaria poco temibile a livello di struttura fisica, individualità ed organizzazione tattica, l’Austria di Manfred Zsak si rivela squadra più pronta, organizzata, ricca di elementi da seguire.
Il primo match, disputatosi mercoledì 6 ottobre, vede la nazionale azzurra schierata con un 4-3-1-2, modulo ormai ben definito e preparato, vista anche la necessità di arrivare pronti al torneo di Val de Marne a Parigi, uno dei più importanti di categoria – in programma a inizio novembre nei sobborghi della capitale transalpina – che vede impegnate, oltre a quella italiana, la selezione francese, quella inglese e quella belga.
Gli austriaci, d’altro canto, si schierano con un 4-3-3 nel quale le mezz’ali ricoprono una posizione molto avanzata sul terreno di gioco, a supporto dei tre attaccanti.
IL PRESSING AUSTRIACO
L’Italia subisce inizialmente la pressione degli ospiti, non particolarmente intenzionati a uno sviluppo corale della manovra offensiva, ma solidi e arcigni in fase difensiva, caratterizzati da pressione alta e da aggressività sul portatore, doti che non consentono ai padroni di casa di sviluppare una manovra pulita e costringendoli alla ricerca, talvolta forzata, della verticalità.
Queste caratteristiche mettono in difficoltà gli Azzurri, incapaci, inizialmente, di prendere le misure. I biancorossi, approfittando dello smarrimento iniziale dei padroni di casa, si portano rapidamente in vantaggio per due reti a zero, già nella prima frazione.
L’Italia, obbligata contro volontà a snaturarsi, si ritrova a mutare la propria identità, cercando in maniera più continua il lancio oltre la linea difensiva avversaria. Il secondo tempo, più vivo e acceso, seppur leggermente spezzettato dalle molteplici sostituzioni, vede la quasi rimonta azzurra, con i ragazzi di Zoratto che accorciano le distanze, per poi subire beffardamente la rete del 3-1 e accorciare nuovamente in finale di partita, che si chiude sul risultato di 2-3 per gli ospiti.
LA SECONDA SFIDA
Gli spunti tecnico-tattici forniti dal primo dei due incontri ci hanno spinti a tornare nuovamente nella città del Piemonte orientale per goderci la seconda partita, disputatasi a due giorni di distanza dal primo match.
I due commissari tecnici, con tutti gli effettivi a disposizione, hanno deciso di cambiare gran parte dell’undici iniziale, mantenendo invariati i rispettivi assetti tattici – fissa la presenza del trequartista per gli azzurri – ma facendo riposare molti tra coloro che avevano disputato da titolari il primo match.
La squadra azzurra, memore dell’esperienza del primo incontro, prende subito le misure ai tignosi avversari, cercando di velocizzare il palleggio per non cadere nella rete del pressing austriaco. Gli ospiti, organizzati e arroccati difensivamente, concedono pochi spazi alla manovra azzurra, ripartendo in maniera sempre pungente, come in occasione del gol che sblocca il match in favore dei ragazzi di Manfred Zsak.
L’Italia, forte della mole di gioco prodotta e dalla qualità degli elementi avanzati, trova immediatamente il pareggio e qualche minuto dopo raddoppia, chiudendo la prima frazione in vantaggio.
Tuttavia, al rientro dagli spogliatoi, gli austriaci, capitanati da Leon Lalic, centrocampista mancino dalle eccelse qualità nel palleggio e nella lettura del gioco, già uno dei prospetti più interessanti del settore giovanile del Red Bull Salisburgo, trovano subito il gol del pareggio, per poi passare in vantaggio su rigore conquistato da Emirhan Koese, altro elemento da seguire, a un quarto d’ora dalla fine.
I ragazzi di Zoratto, mai domi e mai paghi nella costruzione offensiva, trovano infine il pareggio a una manciata di minuti dalla fine.
Sarà ora molto interessante seguire i giovani azzurri nella entusiasmante competizione parigina di inizio novembre.
Fonte immagine di copertina: Andrea Pellegatti