È passato poco di un mese dal rigore di Grosso all’Olympiastion di Berlino. Una nazione intera si è colorata di azzurro e qualsiasi balcone aveva i vessilli tricolori che simboleggiavano il predominio mondiale. In quel peroodo, l’Italia, però, attraversava uno degli anni più bui: Calciopoli. Il 7 Agosto del 2006 la Reggina viene penalizzata di 15 punti, in seguito ai vantaggi sportivi ottenuti con l’influenza delle designazioni arbitrali. In panchina da tre stagioni siede Walter Mazzarri ma mai come questa volta la permanenza nella massima serie sembra essere un miracolo…

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IL PATTO TRA SQUADRA E POPOLO

Come è stato possibile risultare invischiati in un affare che ha privilegiato chi era al potere? Il fuoco della passione arde im ogni miocardio dei tifosi amaranto ed i dissapori tra Nord e Sud hanno fatto crescere un campanilismo che all’Oreste Granillo si trasforma in orgoglio ed identità. Può una compagine calcistica diventare il simbolo della rivalsa di una popolazione? Con queste solide basi è cominciato un campionato che, sulla carta, era compromesso in maniera irriversibile. “Caput imperare, non pedes” e cosí si instaura un legame che va oltre il semplice tifo, questo é il contratto d’onore tra una città ed una squadra di calcio. Foti, il presidente, viene squalificato ma rimane moralmente al timone. Mazzarri, nonostante il caos, ha creato una compagine di tutto rispetto con una cattiveria magistrale… il pubblico inizia a credere nell’impresa anche se questa volta la nebbia sembra troppo densa.

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PALERMO E GRANILLO

Il campionato parte il 10 Settembre, il Renzo Barbera sfiora le venticinque mila unità. Il match è spettacolare e focoso ma mette in luce un problema non da poco per gli amaranto: la poca coesione del reparto difensivo. La Reggina subisce 4 reti in Sicilia ma ogni medaglia ha due facce. Per un fattore negativo possiamo annotarne uno positivo, in ogni situazione, e questo risponde al nome di Rolando Bianchi. In quella strana partita sigla una tripletta, che non basta per portare a casa i tre punti ma è fondamentale per il proseguio del torneo… i calabresi hanno trovato il loro centravanti. Sei giorni dopo, alla diciottesima ora del giorno, in dieci mila si presentano a Reggio Calabria per assistere al match contro il Cagliari. Il primo tempo é caratterizzato da entrate dure e tatticismo, é più importante non perdere punti che conquistarli ma al cinquantaduesimo arriva la svolta: Lucarelli gonfia la rete. Nenache dieci minuti dopo, però, la retroguardia calabrese commette un errore e regala un rigore ai sardi. Suazo pareggia il conto e si riparte con lo studio avversario. I tifosi non ci stanno, si ricordano di aver sottoscritto una promessa morale e sono loro a spingere in rete il pallone calciato dal solito Bianchi, a pochi istanti dalla fine. L’entusiasmo viene interrotto il 20 Settembre da Riganò. Il derby dello Stretto si tinge di giallo-rosso. La mente della nord è contornata da incubi e brutti pensieri ma in soli quattro giorni, il tecnico trova la chiave di volta. Il pareggio casalingo contro il Torino regala un ordine a tutti i tasselli. Da Palermo al Granillo la soluzione era la spinta del pubblico e la cattiveria agonistica, trasformare le partite in casa in veri e propri rodei dove la Reggina fosse il matador.

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ED ARRIVA IL SOLE

Venti punti conquistati, la maggior parte tra le mura amiche ma solo cinque conteggiati in seguito alla penalizzazione; nonostante questo i tifosi continuavano a credere in un sogno che definire arduo era ironico. Il 12 Dicembre, però, arruva un regalo di Natale anticipato: i punti da cinque diventano nove dopo la sentenza. Come spesso succede in questi casi, la tensione si allenta e Quagliarella non può fare altro che infierire decretando la debacle degli amaranto in Calabria. Tre giorni dopo sarà il Chievo ad annientare la compagine di Reggio. È il momento di intervenire: Mazzarri scuote la squadra e solidifica il rapporto con i tifosi… per l’Empoli non c’è speranza. 4 a 1 senza macchie e ricolmo di cattiveria agonistica. Si incomincia a vedere la luce, quella che può illuminare gli annali del club. Il girone si chiude con una dignitosa sconfitta a San Siro, contro un Milan colpito anche lui dagli avvenimenti dell’estate prima. L’apoteosi arriva il 18 Aprile, al Granillo va in scena il derby. L’andata non ha avuto storie, con una metta sconfitta per la Reggina ma questa volta è diverso. Più di quindici mila persone sono accorsi sulla punta dello Stivale per riuscire a riportare in auge l’orgoglio dello Stretto. Bastano tredici minuti a Bianchi per portare in vantaggio gli amaranto e ventisette a Riganò per riportare il tutto in equilibrio. La doppietta di Amoruso ferisce più di una spada, perché adesso quasi tutti i tasselli sono stati riordinati e pronti per tessere la strada che porta alla salvezza. Il 18 Marzo la Reggina vince un altro incontro importante, questa volta contro il Catania. Il match viene disputato in campo neutro a Rimini ed i calabresi vincono per quattro a uno. L’obiettivo è sempre più vicino.

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RECORD, SALVEZZA E STORIA

Il 27 Maggio termina uno dei campionati più rocamboleschi dell’era moderna. La Reggina certifica il suo predominio casalingo sradicando qualsivoglia sudditanza psicologica. Amoruso ed Amerini piegano il Milan ed i ventuno mila spettatori attendono solamente la fine dell’incontro per liberarsi in una gioia esplosiva. Nessuno poteva immaginare che un uomo venuto da Firenze potesse dare il via ad una celebrazione in grande stile a Reggio Calabria. Rocchi decreta la fine del campionato amaranto: la Reggina è salva. I calabresi chiudono la Serie A con 40 punti, ma in realtà sarebbero 51 quelli conquistati sul campo. L’ultima contro il Milan ha registrato il record di presenze del Granillo, tutti pronti a festeggiare una delle compagini che ha scritto la storia dell’intero meridione. Bianchi ed Amoruso siglano più trenta centri in due ed hanno solidificato il rapporto tra squadra e città. Questo legame viene inciso ufficialmente con la cittadinanza onoraria di Reggio Calabria ad ogni membro di quella squadra: la Reggina. God save REGGINA! 

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BrunoB
Scritto da

Bruno Bertucci