La sfrontatezza del Leicester fa paura

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Il Liverpool vince, il Manchester City stravince. Per il titolo, in Premier, anche stavolta sarà corsa a due. E fin qui nulla di imprevedibile. Le sorprese, per adesso, riguardano la corsa all’Europa. E se parliamo di sorprese, il Leicester deve esserci per forza. Nel 2016 l’impresa più incredibile di sempre. Adesso un inizio di campionato davvero molto interessante. Sono lì, al terzo posto, a soltanto due punti dai Citizens secondi. Punti e posizione condivisa con Arsenal e West Ham, l’altra novità. Nel complesso, la squadra di Brendan Rodgers offre diversi spunti, tattici e tecnici. E il successo di sabato contro il Tottenham, in rimonta, conferma tutte le buone sensazioni delle precedenti partite.

Fonte immagine: sito ufficiale del Leicester

LA STRUTTURA TATTICA

Una squadra verticale. 4-2-3-1 il sistema di gioco di base; tanti giovani, buonissime qualità tecniche. É la miglior difesa finora insieme al Liverpool con soli cinque gol subiti, otto invece i gol fatti: un po’ pochi, ma c’è chi lo chiama cinismo. E infatti è proprio così: il Leicester di Rodgers è cinico, sfrutta le occasioni che crea. Può farlo anche grazie al suo cannibale, The Fox in the Box, a proposito delle volpi: Jamie Vardy, l’eroe del titolo del 2016, l’unico dei big rimasti di quella squadra, mentre Mahrez e Kanté hanno ceduto alla corte del Manchester City e del Chelsea. Vardy no, Vardy è rimasto lì. E continua a fare gol e ad attaccare la profondità come nessun altro.

Procediamo con ordine. La struttura del Leicester di oggi è profondamente diversa da quella di cinque anni fa. Con Claudio Ranieri c’era ordine, solidità e tante ripartenze; era il più classico dei 4-4-2, tanto semplice quanto devastante per un’interpretazione perfetta da parte dei calciatori. Rodgers ha un centrocampista in più e dietro Vardy punta sulla brillantezza e la qualità dei giovani: Barnes, Maddison e Ayoze Perez, trequartisti abili nel dribbling e lucidi nelle scelte. In mezzo al campo Tielemens a fare gioco, Ndidi erede di Kanté, ma con Choudhury, una delle capigliature più pazze di sempre (altro che Fellaini), pronto a subentrare: con il belga condivide anche il ruolo, ma è più dinamico e più mediano. In difesa il Leicester ha detto addio a Maguire: per 90 milioni, molto volentieri. Söyüncü ne ha preso il posto, in campo e nel cuore dei tifosi: il King Power Stadium si esalta ad ogni suo intervento. Al suo fianco l’esperto Evans. Talento puro sulle fasce: Chilwell a sinistra (prossima plusvalenza monstre) e Pereira a destra.

Dal profilo Twitter del Leicester

COME HA BATTUTO IL TOTTENHAM

La partita di sabato pomeriggio contro il Tottenham racchiude l’essenza del nuovo Leicester. Gli Spurs non sono in un periodo positivo, ma sono pur sempre i finalisti della scorsa Champions League e una delle squadre più forti della Premier. Succede tutto nella ripresa: Harry Kane porta i suoi avanti gattonando con una rete davvero incredibile, poi si scatenano le Foxes. Come detto, squadra verticale, con Vardy a spaziare per tutto il fronte offensivo: quando riceve da Barnes, da sinistra, è attento alla linea difensiva avversaria, poi la straordinaria forza nelle gambe gli permette di arrivare sul fondo e, in scivolata, a metterla in area; la raccoglie Pereira che arriva da dietro a tutta velocità, sbagliare è praticamente impossibile: è 1-1. Proprio quando il match sembrava destinato al pareggio, ecco l’imprevedibilità dei ragazzi terribili: Choudhury conquista la seconda palla (anche qui c’è lo zampino di Vardy), la scarica su Maddison che poi fa tutto il resto: un destro terrificante dai 25 m su cui Gazzaniga non può arrivare.

In questo modo le Foxes conquistano la loro terza vittoria su sei partite, poi due pareggi e una sola sconfitta contro il Manchester United (ad Old Trafford e su calcio di rigore). I numeri ci sono, la squadra ha un potenziale altissimo e in panchina c’è un allenatore che ha delle idee. Lo dimostrò già quando allenava il Liverpool (sfiorò la vittoria del titolo nel 2014), positiva e vincente anche l’esperienza al Celtic. A fine febbraio del 2019 l’arrivo al Leicester e l’inizio di un percorso. Che in questa prima parte di stagione ha preso una piega molto particolare, in senso positivo. Troppo presto adesso per dire se la conquista dell’Europa è possibile o meno. Tutto dipenderà dalla continuità di rendimento. Una cosa è certa: affrontare questo Leicester sarà dura per chiunque. Spensierato, di talento e con un leader in attacco che di imprese qualcosa ne sa.