Lazio-Bayern Monaco 1-0, le pagelle: Immobile glaciale su rigore, Kane spreca e non incide

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PAGELLE LAZIO BAYERN MONACO – La Lazio vince l’andata degli ottavi di finale contro il Bayern Monaco grazie al rigore di Ciro Immobile in una grande notte di Champions League, e andrà in Germania con due risultati su tre per passare il turno. Primo tempo che sembra essere il preludio alla goleada dei bavaresi, con due occasioni in 8 minuti che spaventano Provedel ma la mira dei tedeschi è da rivedere. Poi la partita va a sprazzi, con i lampi della partita affidati a Sané e Musiala da un lato e alle ripartenze di Isaksen dall’altro. Tante conclusioni da una parte e dall’altra che vanno però solo vicino alla porta, mentre il secondo tempo vede il risultato sbloccarsi grazie al rigore trasformato da Immobile dopo il fallo da rosso di Upamecano su Isaksen. Freddissimo il capitano della Lazio che porta in vantaggio i suoi spiazzando Neuer.

LE PAGELLE DELLA LAZIO

Provedel 6: l’ex Spezia è sostanzialmente inoperoso, arrivano minacce ma per sua fortuna fuori misura.

Marusic 6: il meno in evidenza tra i biancocelesti nel primo tempo, verosimilmente su ordine di Sarri per non scoprirsi dietro in caso di ripartenze.

Gila 7: deve vedersela con uno degli attaccanti più forti al mondo, ma contro ogni pronostico si fa rispettare in tutti i duelli aerei, rendendo la vita per Kane più difficile di quello che l’ex Tottenham potesse pensare. (dall’80 Patric s.v.)

Romagnoli 7: sempre posizionato bene, non si lascia mai tirare troppo fuori e interviene sempre nel modo migliore per spegnere il fuoco portato dal Bayern, senza necessità di dover improvvisare chiusure.

Hysaj 6: gestisce bene il mismatch in velocità con Sané, limitandolo a dover convergere verso il centro dove gli spazi sono intasati più che puntarlo direttamente per andare sul fondo. (dal 60′ Lazzari 6: si prende un paio di strigliate da Sarri ma nel complesso entra bene da buon soldato come si addice a partite del genere)

Guendouzi 7: solita partita tattica, tecnica e fisica di alto livello per l’ex Marsiglia, tra i migliori dei suoi per tutta la durata della partita, ma l’esperienza europea che di certo non gli manca lo aiuta.

Cataldi 6.5: di solito gli si affida la costruzione della manovra in uscita, oggi deve occuparsi più di coprire le linee di passaggio centrali in fase difensiva, lasciando il compito di tessere le trame offensive a Luis Alberto. Quello che fa lo fa bene, costringendo i tedeschi ad evitare la zona centrale scegliendo anzi le corsie.

Luis Alberto 7: la prima conclusione pericolosa della Lazio è la sua, ma il siluro è fuori di mezzo metro. Partita di altissimo livello, metronomo vero della squadra e faro quando bisogna illuminare la fase offensiva. (dall’80 Kamada s.v.)

Felipe Anderson 7: prima parte di gara in cui si mette in luce per un paio di raddoppi in aiuto a Hysaj su Sané, la ripartenza che porta al rigore parte da lui. Si mangia il gol del possibile 2-0 facendo un tocco in più prima di concludere, il tempo necessario per farsi murare la conclusione, ma il suo impatto sulla partita è notevole.

Immobile 7.5: lavoro faticosissimo contro Kim e Upamecano, ma svolge un lavoro preziosissimo per alzare il baricentro della squadra spesso con corse anche a vuoto, ma che servono a togliere pressione a tutta la squadra quando è troppo pressata. Magistrale nell’occasione del rigore quando ne salta tre in area. Glaciale dal dischetto. (dal 75′ Castellanos s.v.)

Isaksen 6.5: ha un compito precisissimo, ovvero attaccare, attaccare e attaccare. Sembra timido in avvio di gara, con il passare dei minuti prende confidenza e le iniziative migliori passano dal suo lato. Timoroso in apertura di ripresa, ci mette troppo a calciare da solo contro Neuer e si fa murare. (dal 75′ Pedro s.v.)

All. Sarri 7.5: le prove generali le ha fatte a Cagliari, lasciando il possesso palla ai sardi per allenarsi sulle ripartenze. Copione rispettato e anche bene, con gli attaccanti della Lazio che hanno fatto bene il loro dovere, sostenuti da una fase difensiva globale magistrale.

LE PAGELLE DEL BAYERN MONACO

Neuer 6: gli arriva solo un tiro parabile, quello di Pedro nel finale, e lo blocca senza apparente fatica. Per il resto della partita non deve sporcarsi i guanti.

Mazraoui 6: si fa vedere con protagonismo sulla corsia destra, provando a offrire una soluzione in più a Sané altrimenti troppo solo, ma non riesce a incidere come vorrebbe.

Kim 6: come Upamecano, nel primo tempo si occupa più di gestire che di interdire, mentre nella ripresa deve intervenire per contenere il crescente entusiasmo laziale e lo fa bene

Upamecano 5: prima frazione più di impostazione perché la Lazio fatica a portare pericoli sul centrosinistra, nel secondo tempo anche sfortunato in occasione del rigore oltre che un po’ troppo irruento su Isaksen.

Guerreiro 5: si fa vedere meno in fase propositiva rispetto a Mazraoui perché deve occuparsi di Isaksen che rimane costantemente in proiezione offensiva, limitando la propria spinta sulla corsia.

Kimmich 6: pronti via spaventa la Lazio, per fortuna dei biancocelesti il suo tiro dal limite esce di un metro e mezzo abbondante.

Goretzka 6: quasi invisibile per 40 minuti, ma spaventa tutto l’Olimpico sulla migliore occasione per i bavaresi quando serve Musiala, che per fortuna della squadra di Sarri spara alto. (dal 73′ De Ligt 5.5: non offre grande scudo a Neuer, perché dal suo ingresso in avanti la Lazio attacca con più pericolosità, c’è da dire anche complice il baricentro spostato in avanti dei tedeschi alla ricerca del pareggio)

Sané 6.5: è il più cercato dai suoi in fase offensiva e prova a sfruttare il vantaggio di velocità che ha con Hysaj, ma viene ben contenuto dai raddoppi biancocelesti. Sfiora il gol su punizione dal limite. (dall’80 Tel s.v.)

Müller 6.5: porta la sua esperienza tra centrocampo e attacco, legando i due reparti svariando molto per togliere riferimenti ai difensori della Lazio. (dall’80 Chupo-Moting s.v.)

Musiala 6.5: sprazzi di talento cristallino per il fuoriclasse dei tedeschi, che riesce a creare sempre ansia nella retroguardia della Lazio. Spreca da pochi passi calciando alto al 40°, non da lui.

Kane 5: si divora il gol del vantaggio scatenando le ire di Müller ad inizio match, fatica più del previsto contro Gila e Romagnoli e non incide come ci si aspettava.

All. Tuchel 5: il clima non è dei più sereni in baviera e lo si intuisce da quante volte l’allenatore ex Chelsea scuote la testa durante la partita. Poca incisività davanti, vanno oliati i meccanismi offensivi, anche se la sensazione è che a Monaco sarà tutt’altra partita.

AntonioA