Tutti pronti, si va a cominciare. Alla “Scala del calcio” sta per andare in scena (sabato 16, ore 18) il Derby, la sfida stracittadina tra Inter e Milan, l’evento che per Milano è il fiore all’occhiello di tutto l’anno, la massima espressione pedatoria del calcio meneghino. Già, in città e non solo, l’adrenalina sale sempre molto rapidamente e raggiungerà il suo apice il giorno stesso della gara, a poche ore dall’entrata sul rettangolo verde di San Siro delle due squadre. Ovviamente, già ora, i più attivi e i più audaci si preparano per creare attorno alla manifestazione un clima festaiolo di sfottò e di scherno, verso l’altra parte, l’avversario, ma che non deve mai travalicare il buon senso, la logica della buona creanza.
Entrambe le squadre, arrivano a questo importante appuntamento con gli organici pressoché completi nonostante le ripercussioni, sul piano fisico e atletico, dovute agli impegni dei giocatori con le rispettive nazionali. Ma tant’è, qui ci si gioca non certo il campionato, visto che siamo soltanto ai primi vagiti di stagione, ma sicuramente la faccia, che nessuno ovviamente vuol perdere. Sia mister Pioli che Simone inzaghi stanno, nel chiuso dei loro rispettivi eremi, preparando strategie e (magari) anche qualche colpo a sorpresa così da mettere in ambasce il dirimpettaio che, dal canto suo, medita un giochino stilistico inaspettato.
Però, prima del Derby meneghino, c’è da vedere quest’Italia che, stasera, proprio sul campo di San Siro, dovrà vedersela con l’Ucraina, per tentare di conquistare un posto nel prossimo Europeo di cui siamo campioni un carica. Certo, il passo falso di sabato scorso a Skopje, contro la Macedonia del Nord, ci costringerà a vincere e a mettere obbligatoriamente tre punti determinanti in classifica, altrimenti sarà dura potersi qualificare.
L’Italia di Luciano Spalletti, nuovo c.t. azzurro, non è partita bene in questa sua avventura e c’è pure poco tempo per rimettersi in carreggiata, ma Immobile e compagni hanno tutte le potenzialità e credenziali per riportare il vessillo tricolore laddove merita per blasone e censo.