Così vicine eppure così distanti. Si può sintetizzare così il rapporto fra Manchester e Liverpool, due città fondamentali per la crescita e lo sviluppo inglese negli ultimi tre secoli. Sono lontane soltanto 57 km e le loro squadre di calcio hanno più o meno gli stessi colori sociali: da una parte i Reds, dall’altra i Red Devils. L’ostilità fra le due comunità però è enorme e va oltre il football come sempre succede in questi casi. Il pomo della discordia è datato 5 agosto 1885 con l’inaugurazione del Manchester Ship Canal che influì e non poco sull’economia di Liverpool, fino ad allora la città portuale più importante di tutto il paese. Il canale fu completato nel 1894 e nel frattempo si era già giocata la prima partita fra le due squadre della città: Liverpool contro Newton Heath (la base gialloverde di quello che sarà il Manchester United), conclusa con la vittoria dei primi per 2-0. Questo sancì la retrocessione del Newton in seconda divisione e la promozione del Liverpool in prima. Inizia così la rivalità più forte e accesa d’Inghilterra, il North-West Derby.
Fonte immagine: account Twitter del Manchester United
DA BUSBY E SHANKLY A SOLSKJAER E KLOPP
Da quel momento in poi le due squadre si sono affrontate altre 201 volte fra: campionato, FA Cup, Coppa dI Lega, Community Shield ed Europa League. 67 le vittorie del Liverpool contro le 79 del Manchester United, 56 pareggi. Nell’arco di questo lungo periodo ci sono state delle ere incredibili: su tutte le sfide infinite fra Matt Busby e Bill Shankly con i loro tantissimi campioni. George Best è ovviamente fra questi, il quinto Beatles. Ma non chiamatelo così dalle parti di Manchester perché potrebbero non gradire. Si arriva poi ai tempi più recenti con Wayne Rooney tifosissimo dell’Everton che aveva un doppio motivo per odiare il Liverpool. Gary Neville che definiva la rivalità coi Reds molto più che semplice odio. Patrice Evra che baciò lo stemma dello United sotto la tribuna centrale di Anfield. Oppure, dall’altra parte, Steven Gerrard che ha rivelato di aver conservato tutte le maglie delle squadre che ha affrontato in carriera. Tranne una. Indovinate quale?
Tutte le partite giocate fra queste due compagini sono sempre state molto sentite e soprattutto molto seguite: entrambe infatti sono fra i club più conosciuti del pianeta, con un superiorità dei Red Devils che vantano tifosi in ogni angolo del mondo. Insomma, una sfida affascinante dal punto di vista storico e che non delude mai negli aspetti tecnici e tattici. Non sarà da meno anche la partita in programma domenica pomeriggio alle 17:30 all’Old Trafford: Ole Gunnar Solskjaer si gioca tutto, Jurgen Klopp vuole continuare a tenere lontano Pep Guardiola e il suo Manchester City. Il rivale però avrà un motivo in più per provare a portare a casa il successo: salvare la propria panchina (Massimiliano Allegri osserva interessato). Che è a rischio a causa di un inizio di stagione pessimo per risultati e anche proposta di gioco. Tra l’altro per domenica dovrà fare a meno di due pedine chiave come David De Gea e Paul Pogba, entrambi fermi per infortunio.

Fonte immagine: profilo Twitter del Liverpool
RISULTATO GIÀ SCRITTO?
Per rimanere proprio in tema Manchester, piove sul bagnato. In casa Liverpool invece se la passano benissimo perché fino ad ora i Reds le hanno vinte tutte in campionato: otto su otto, 24 punti conquistati contro i misteri 9 dei Red Devils che sono dodicesimi in classifica insieme a Sheffield United e Brighton. Ai numeri quindi non c’è partita ma in un contesto come questo è sempre difficile parlare di favoriti e sfavoriti. Vale la stessa regola di un qualsiasi derby, anche se loro non sono della stessa città. L’Old Trafford, accusato di essere troppo silenzioso da José Mourinho, dovrà fare la sua parte per dare forza e coraggio ai propri beniamini, mai così tanto in difficoltà. Solskjaer aveva iniziato benissimo e adesso invece rischia l’esonero in tempi brevi. Una sconfitta domenica contro l’odiato Liverpool potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso.
Si affrontano due squadre che partono da concetti di gioco molto simili. Entrambe infatti puntano alla verticalità per sfruttare al massimo la velocità dei propri uomini offensivi. Lo fa splendidamente di Liverpool di Klopp, ormai rodato da anni di lavoro su mentalità e tattica. Lo faceva bene anche lo United di Solskjaer quasi un anno fa, quando la dirigenza lo chiamò per sostituire Mourinho; col passare del tempo però qualcosa è andato storto e ora, paradossalmente, la mano del tecnico norvegese è praticamente nulla. Rashford è la speranza a cui si aggrappa lo stesso allenatore e i tifosi. Anche Daniel James ha avuto un buon impatto, così come Wan-Bissaka. Chi invece sta facendo molta fatica è Harry Maguire, il difensore più pagato nella storia del calcio. Un problema più di sistema che individuale. Non ne ha invece il Liverpool di Klopp, una macchina da gol rodata e che funziona alla grande. Risultato già scritto… O forse no.
Fonte immagine: profilo Twitter del Manchester United