La stagione 2021-22 di Marcus Rashford è stata tutt'altro che serena. Dopo la grande delusione a EURO2020, un serio infortunio alla spalla ha costretto il numero 10 dei Red Devils ad un lungo stop. Dal suo rientro in campo a ottobre 2021, l'attaccante inglese sembra essersi un po' perso, perdendo anche il posto in nazionale. Tornerà ad esprimersi ai livelli mostrati in passato?

UNA SUPERNOVA A OLD TRAFFORD

Marcus Rashford si è presentato al popolo dei Red Devils come una sorta di supernova. Una vera e propria esplosione di talento. I tifosi del Man United quella sera del 25/12/2016 se la ricordano bene. All'Old Trafford arriva il Mijdtjlland. Siamo ai sedicesimi di finale di Europa League. Louis Van Gaal, tecnico dei Red Devils, lancia dal primo minuto un giovane talento dell'Academy per sostituire l'infortunato Martial. L'impatto è incredibile. Rashford segna due gol diventando il più giovane marcatore nella storia del club a segnare in una competizione europea, battendo il record di George Best. Non uno qualunque.
Passano 3 giorni e il copione è lo stesso. Al Teatro dei Sogni arriva l'Arsenal e Van Gaal decide di lanciare nuovamente il ragazzino con la numero 39 dal primo minuto. Altra doppietta, questa volta in 3 minuti.
A marzo, arriva l'esordio in carriera in un derby di Manchester. I Red Devils vincono 1-0. Il mattatore del match? E chi se non lui, Marcus Rashford.

CRESCITA E MATURAZIONE

Dal 2016 ad oggi sono successe tante cose. Rashford è cresciuto, maturando con ogni allenatore con cui ha lavorato. Da Van Gaal a Mourinho, passando per Southgate e Solskjaer.
Il numero sulle spalle non è più il 39 del debutto ad Old Trafford bensì il 10, ereditato da Ibrahimovic, e indossato in passato da leggende del calibro di David Beckham e Wayne Rooney.

A nemmeno 25 anni, Rashford ha già giocato 303 partite con la maglia dei Red Devils, segnando 93 gol e fornendo 57 assist. Un talento straordinario che, in pochi anni, ha incantato tutti gli addetti ai lavori a suon di gol e giocate da campione sia sul campo che fuori.
D'altronde il ragazzo non è altro che uno tra tanti che ce l'ha fatta.
Cresciuto nelle case popolari di Wythenshawe, il classe '97 non ha vissuto un'infanzia semplice. La mamma, per far mangiare Marcus e i quattro fratelli e sorelle, si è spesso rivolta alle mense per i poveri. Rashford ha raccontato più volte come la mancanza di soldi fosse un tormento per la famiglia.
Oggi, dopo una scalata fino ai massimi livelli, Marcus percepisce uno stipendio di circa 10 milioni di sterline all'anno e fa tutto quel che può per aiutare tutte quelle persone che a differenza sua non ce l'hanno fatta.
Nel 2020 ha lanciato una campagna benefica su scala nazionale, che ha raccolto più di venti milioni di sterline, per garantire un sostegno alle fasce economicamente più in difficoltà.
Ha riunito attorno a sé una Child Food Poverty Task Force, facendo collaborare agenzie alimentari e supermercati. Inoltre ha anche fondato un book club per regalare un'opportunità a tutti quei bambini che non possono permettersi di comprare un libro. (Oggi, più di 380 mila bambini non hanno mai avuto un libro.)
Come riconoscenza del suo impegno per il sociale, Rashford è stato nominato Most Excellent Order of the British Empire.
Un uomo, prima che un gran calciatore, cresciuto con sani valori, che sta dimostrando a tutti quanto bene si possa fare con risorse di questo tipo.

ANNATA DA DIMENTICARE

La scorsa stagione, l'attaccante inglese classe '97 si è espresso ad altissimi livelli. In 57 presenze complessive ha messo a segno 21 centri, e fornito ben 15 assist. Un'annata esaltante per Rashford culminata però con due grandi delusioni. La sconfitta in finale di Europa League contro il Villareal ai rigori, e quella contro l'Italia, sempre ai rigori, a Wembley, nel corso dell'atto conclusivo di EURO2020, con il tiro dal dischetto del nativo di Wythenshawe che si stampa sul palo.
Un rigore fallito che sembrerebbe poter rappresentare il punto di partenza di un periodo molto complicato per Rashford che dopo la finale dei campionati europei viene vergognosamente preso di mira da insulti razzisti sui social.

A distanza di qualche giorno dalla finale persa contro l'Italia, Rashford decide di sottoporsi ad un'operazione per risolvere un problema alla spalla che si era presentato a ottobre 2020. I tempi di recupero, circa 90 giorni, sono lunghissimi. Il classe '97 salta le prime dieci partite stagionali rientrando in campo a metà ottobre, segnando anche un gol.
Nel frattempo lo United ha acquistato Jadon Sancho e ha riportato a Manchester Cristiano Ronaldo. La concorrenza in attacco è alta. La squadra però non gira e a dicembre Solskjaer viene esonerato e sostituito da Ralf Rangnick.
Con l'ex Lipsia sulla panchina dei Red Devils, il rendimento di Rashford non decolla, anzi. Il tecnico tedesco concede poco spazio al giovane attaccante inglese che spesso si accomoda in panchina.
Tra i due non è scattata la scintilla e a confermarlo ci sono i numeri. Quest'anno, il numero 10 dello United ha giocato 32 partite, ben 25 in meno rispetto alla passata stagione, segnando solamente 5 gol e fornendo appena 2 assist.

ORA CHE SUCCEDE?

Oltre a un contratto, in scadenza nel 2023, da rinnovare, per Rashford i prossimi mesi saranno molto importanti. Il Manchester United, dopo una delle peggiori stagioni di sempre, si appresta ad accogliere Erik ten Hag come nuovo allenatore.
L'approdo dell'olandese sulla panchina dei Red Devils potrebbe portare ad una vera e propria rivoluzione dell'attuale rosa.
Negli scorsi mesi, si è parlato più volte di una possibile partenza di Rashford da Manchester. Stando a quanto riportato da diverse fonti, tra cui Fabrizio Romano, l'inglese vorrebbe confrontarsi con ten Hag prima di prendere in considerazione qualsiasi ipotesi per il futuro. La volontà del ragazzo sembrerebbe essere quella di voler restare, e tornare protagonista allo United.
Urgono però conferme, da parte dell'allenatore olandese e della società, riguardo la centralità di Rashford all'interno del progetto. A novembre 2022 iniziano i mondiali in Qatar e il classe '97 ha certamente bisogno di giocare per riuscire a strappare una convocazione che è al momento tutt'altro che certa.
La stella del giovane numero 10 dei Red Devils tornerà presto a brillare?