L’inizio di stagione dell’Olympique Marsiglia sembrava in linea con le aspettative del club. Superata un’estate complicata per tutto il contesto calcistico, l’OM naviga in buonissime acque in Ligue 1, lottando già per il podio dopo 9 giornate. La squadra ha invece sofferto il ritorno in Champions League, in un girone relativamente alla portata che aveva stuzzicato il palato dei suoi tifosi con Manchester City, Porto e Olympiacos. Adesso però, dopo 0 punti e 0 gol segnati nelle prime tre uscite europee, le sensazioni sulla squadra di André Villas-Boas sono già estremamente negative. Ma se la ragione sta nel mezzo, quali sono stati i pregi di questa squadra fino ad ora e quali invece gli errori che hanno portato ad una situazione attualmente incandescente?
IL NODO MERCATO
Che dalle parti de La Commanderie non si potessero fare spese folli era cosa nota, soprattutto in questo periodo di pandemia: con una qualificazione in Champions League però, i tifosi si aspettavano interventi mirati. Mantenendo l’ossatura della stagione precedente, in estate sono arrivati 5 calciatori, quasi tutti giovani promesse. Si va dal 21enne Pape Gueye, centrocampista di prospettiva ex Le Havre, al brasiliano Luis Henrique (Corinthians), fantasista molto chiacchierato classe 2001. A loro si aggiungono i prestiti di Leonardo Balerdi (Borussia Dortmund, 1999) e Mickaël Cuisance (Bayern Monaco, 1999). L’unico innesto con esperienza internazionale è stato Yuto Nagatomo, giunto libero dal Galatasaray per sostituire il partente laterale destro Bouna Sarr (al Bayern Monaco). Se il ritorno effettivo di Florian Thauvin rappresentava di per sé un nuovo acquisto in attacco, la mancata ricerca di un centravanti lasciava i soli Darío Benedetto e Valère Germain come papabili titolari in attacco.
L’INEBRIANTE, MA FUORVIANTE, CLASICO VINTO
Alla seconda giornata di campionato, il 13 Settembre, il Marsiglia visitava il Paris-Saint Germain: toltosi un altro grande cruccio, l’Olympique trionfò per 0-1 con un gol di Florian Thauvin. Quello che doveva essere uno slancio definitivo si è però trasformato in una zavorra. Alcuni tonfi comunicativi, ed un eccessivo fragore nel rivendicare tale vittoria sui social ed in città, hanno portato ad un periodo nero per sul campo. Il Marsiglia faticava a produrre gioco ed azioni pericolose, preferendo spesso un’ottima difesa ed alcune ripartenze fulminanti. A Villas-Boas va dato il merito di aver tenuto botta, non solo con le scelte sul campo che hanno dato vita ad una sola sconfitta in Ligue 1, ma anche nella maniera, talvolta esacerbata, di difendere la sua rosa con i giornalisti. La mancanza di gioco sembra proseguire, ma è la capacità di adattamento a tenere in vita la squadra: ne è esempio chiave l’ultimo incontro disputato. Era il 6 Novembre, il Marsiglia giocava un’importante partita a Strasburgo. La squadra avversaria, penultima in campionato, mette sottopressione l’OM per tutto l’arco della partita ma cade 0-1 con un’illuminante giocata tra Darío Benedetto e Morgan Sanson. Tre punti in saccoccia ed un importantissimo terzo posto ex aequo con il Rennes a quota 18 punti.
IL PERCORSO IN CHAMPIONS LEAGUE
Se in Ligue 1 le cose procedono al meglio, in Champions League la storia è stata ben diversa. Per le avversarie del Marsiglia è stato semplice metterne a nudo le difficoltà: al Pireo, l’esperienza dell’Olympiacos ha inciso nell’1-0 finale. Il Manchester City, in un Vélodrome spettrale, ha facilmente trionfato 0-3. Il Porto, dal canto suo, ha dominato la partita dall’inizio alla fine imponendosi poi 3-0. Ciò che preoccupa, oltre ai risultati, è la mancanza di tenacia e volontà nel provare ad impensierire l’avversario. Contro il Manchester City, il 5-4-1 iniziale aveva fatto storcere il naso ai marsigliesi. Con episodi, come il rigore sbagliato da un Dimitri Payet non in forma smagliante sull’1-0 di Oporto, che hanno influito a peggiorarne le valutazioni. “Per giocare in Champions League ti ci devi qualificare: noi l’abbiamo fatto e stiamo facendo schifo” fu il commento tranchant di Villas-Boas amareggiato dopo la sconfitta contro la sua ex squadra.

Fonte: profilo IG @olympiquedemarseille
La pausa legata agli impegni delle nazionali avrà giovato: il portoghese ha avuto la possibilità di lavorare con tranquillità, meno oppresso dagli impegni di un fittissimo calendario e con pochissimi calciatori convocati con le rispettive nazionali. Vedere un nuovo e rigenerato Marsiglia potrebbe non essere utopia.